L'Agenda delle Valli

Le mostre del 74° Trento Film Festival: un viaggio fotografico e pittorico fra le vette del mondo

Inizio: 26/04/2026 dalle ore 17:00 - Fine: 26/04/2026 alle ore 20:00 IT

Il capoluogo trentino ospiterà durante la kermesse ben 12 percorsi espositivi: dalla personale di Manuele Fior, autore del manifesto di edizione, a paesaggi coreani ricchi di fascino e tradizione, passando attraverso i ritratti delle più maestose pareti dolomitiche e il racconto per immagini del drammatico terremoto del 2016 in Appennino.
Come ogni anno, anche in questa edizione il Trento Film Festival si arricchisce di una vasta offerta di mostre, organizzate, ospitate o promosse direttamente dalla kermesse trentina, per raccontare la montagna dal punto di vista artistico e fotografico. Proprio arte e fotografia, applicate alle vette di mezzo mondo, la faranno da padrone nella stragrande maggioranza delle esposizioni di quest’anno.
Si parte con la personale di Manuele Fior: Concrete Drawings. L’artista, autore del manifesto di questo 74. Trento Film Festival, lascia qui parlare i paesaggi naturali e urbani che mostrano la parte “muta” del fumetto, quella in cui a dialogare sono appunto gli ambienti, nella fattispecie montani. La mostra, allestita negli spazi di Cappella Vantini a Palazzo Thun, e' stata gia' inaugurata il 15 aprile e sara' aperta fino al 20 maggio. Nel programma del Festival e' prevista una visita guidata con l’artista domenica 26 aprile alle ore 17.
Per Destinazione... Corea del Sud, il programma realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, e in collaborazione con BTS – Banca Trentino Su1dtirol, Ulju, la prima luce a raggiungere la Corea e' un racconto fotografico dell’omonima localita' coreana, curato da Ulsan Ulju Mountain Film Festival, che ne unisce il ricco patrimonio culturale – comprese incisioni rupestri riconosciute patrimonio dall’UNESCO – a paesaggi mozzafiato, fra cui le Alpi di Yeongnam e il promontorio di Ganjeolgot. La mostra e' aperta dal 24 aprile al 3 maggio, dunque durante tutto il periodo del Festival, a Palazzo Benvenuti.
Sempre a Palazzo Benvenuti, Luigi Dal Re: racconti di grafite racconta la memoria della roccia, impressa sulla punta delle dita e trasformata in segno sulla carta dall’omonimo artista- alpinista. A cura di Fondazione Dolomiti UNESCO e pensata nell’ambito del progetto Dolomitismo, la mostra inaugurera' venerdì' 24 aprile alle 11 e sara' visitabile fino al 3 maggio.
Altri interessanti “ritratti rocciosi” sono quelli di Mauro Berlanda: nel regno del silenzio, dove l’artista ledrense reinterpreta su tela il fascino e la bellezza della montagna e delle sue vette, fissate in attimi perfetti e con un linguaggio efficace e originale. Curata da Nicoletta Tamanini, la mostra inaugurera' giovedì' 23 aprile alle 18 e sara' poi aperta fino al 17 maggio.
Prosegue anche quest’anno la collaborazione con Montura: in Piazza Cesare Battisti, dal 24 aprile al 3 maggio, sara' ospitata la mostra 142 secondi – Il battito della Terra, collegata all’omonimo film in programma fra le Proiezioni speciali e patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura e da Marche Film Commission. Le fotografie, curate da Pierluigi Giorgi, Marco Della Pasqua e Simone Alessandrini, mostrano il terremoto che nel 2016 ha colpito l’Appennino centrale, raccontandone i soccorsi, i silenzi e le trasformazioni dei territori colpiti, dall’emergenza alla resilienza. Martedì' 28 aprile alle 15 e' inoltre prevista una visita guidata con i fotografi e i protagonisti del documentario.
Sono poi due le mostre che racconteranno pareti e montagne fra le piu' remote e proibitive del mondo.
Negli spazi della SAT, Karakorum Frames e' un viaggio nel Ghiacciaio del Baltoro a cura della pittrice Gloria Rech e del fotografo Ettore Zorzini. Due linguaggi diversi sono posti al servizio di un’unica visione: quella delle vette pakistane piu' magnificenti, immortalate durante tre diverse spedizioni, accompagnando il visitatore dalla base del ghiacciaio alle grandi montagne che ne chiudono invece l’orizzonte. L’inaugurazione e' prevista lunedì' 27 aprile alle 17.30, mentre la mostra sara' aperta fino al 15 maggio.
Lam Thuk Khamzang, in Piazza Duomo, e' invece il racconto per immagini di una spedizione alpinistica nella Rangtik Valley, a Zanskar, in India. Pareti inviolate, nuove vie e inaspettati incontri sono stati fotografati da Stefan Plank e saranno visitabili dal 24 aprile al 3 maggio, per tutta la durata della kermesse.
Sono due anche le artiste femminili che troveranno al Festival uno spazio di espressione prezioso per raccontare storie tanto intime quanto necessarie.
Sabrina Shannon Santorum presentera' al pubblico Buried Love, a cura di Associazione BiancoNero e del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento: fotografie che partono dall’urgenza di dare voce ad un trauma familiare sopito per sessant’anni. La ricerca fotografica di Santorum, ospitata negli spazi di Palazzo Trentini, analizza cio' che resta di una ferita e le modalita' in cui viene tramandata di generazione in generazione, di corpo in corpo. La mostra e' stata inaugurata il 10 aprile e proseguira' fino all’8 maggio, mentre domenica 26 aprile alle 15 ci sara' la possibilita' di visitarla, guidati dall’artista.
Chiara Fazi – Polifonica, ospitata presso lo Studio d’Arte Andromeda, e' invece un’esposizione che documenta, attraverso una selezione di disegni e chine, gli studi e le tavole che hanno portato l’illustratrice alla realizzazione del graphic novel Polifonia (Coconino Press, 2025), scritta in collaborazione con Johnny Mox. Anche questa mostra sara' visitabile fino all’8 maggio, con apertura il 27 aprile, mentre mercoledì' 29 aprile alle 18.30 e' prevista una visita guidata accompagnati dall’artista.
Se Punti di vista, visitabile dal 21 aprile al 16 maggio a Palazzo Roccabruna e curata da Confartigianato, testimonia l’incontro tra imprese artigiane storiche, studenti, fotografi e intelligenza artificiale, Ma tu di che montagna sei? e' il viaggio visivo di Maddalena Tomasi che racconta, attraverso frammenti video e immagini, la vita dei camminatori, ospitato negli spazi della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, nell’ambito del progetto diocesano Chieseacolori, e visitabile dal 24 aprile al 3 maggio, per tutta la durata del Festival.
Infine, a Torre Vanga, la mostra Alpini Alpinisti, a cura dell’Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Trento, illustra l’attivita' degli Alpini trentini in montagna, con particolare attenzione all’alpinismo, attraverso il racconto di dodici importanti imprese: dalla traversata dell’Adamello nel 1874 alla prima salita italiana dell’Everest nel 1973. La mostra e' visitabile fino al 31 dicembre.
Gli altri percorsi espositivi sul territorio
Al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, saranno visitabili durante il periodo del Festival, ben tre mostre: Oltre il traguardo e Tech it easy, aperte entrambe fino al 27 settembre, e Il 
 potere delle macchine, un percorso espositivo che accompagna i visitatori alla scoperta delle innovazioni tecnologiche cinquecentesche.
Anche la Fondazione Museo Storico del Trentino promuove tre mostre, ospitate alle Gallerie di Piedicastello: Competition – Anelli di congiunzione, visitabile fino al 6 gennaio 2027, Immaginario Alpino, che racconta le Alpi come spazio di vita fra antropologia visiva e paesaggio culturale, aperta fino al 31 maggio, e The Last Days, un ritratto toccante del ghiacciaio dell’Adamello nei suoi ultimi giorni di vita, realizzato in grande formato analogico, che sara' esposto alle Gallerie fino al 26 aprile e dal 28 aprile al Museo Nazionale Storico degli Alpini sul Doss Trento fino al 22 maggio. Novecento Trentino ‘14’17 e' invece il nuovo spazio espositivo permanente della Fondazione stessa, in via Torre d’Augusto, che offrira' visite guidate gratuite nei giorni di martedì' 28 aprile e giovedì' 30 aprile, sempre alle ore 17.
A Riva del Garda, I fiori delle Alpi di Piero Coelli e' un percorso espositivo visitabile fino al 28 giugno presso la Casa degli Artisti di Canale di Tenno, che mostra al pubblico le schede realizzate dall’artista nel 1952 per un piccolo e raffinato libro dedicato ai fiori di montagna e pubblicato dalla SAT di Riva del Garda. Negli spazi del MAG Museo Alto Garda e' invece ospitata la mostra Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio, che documenta l’utilizzo dei teli geotessili per rallentare la fusione dei ghiacciai e che restera' visitabile fino al 14 giugno.
Infine, al MITAG – Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Karakorum 1929. L’impresa sospesa e' una mostra, visitabile fino al 13 settembre, che racconta la spedizione italiana nel Karakorum nel 1929: un’impresa scientifica rimasta nell’ombra per decenni, che rese pero' possibile la conquista italiana del K2 nel 1954.

Ultimo aggiornamento: 21/04/2026 18:08:30