Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano tra l’altro il divieto di coltellini svizzeri, l’EuregioFamilyPass, il collegamento su rotaia per l’Oltradige, la circonvallazione di Rablà, la galleria in zona Pillhof, la farmacovigilanza sui cosiddetti vaccini Covid -19, le mutilazioni genitali femminili, i tempi d’attesa nella sanità, prezzi dell'energia elettrica. La trattazione continua. La sessione di lavori di aprile del Consiglio provinciale di Bolzano è iniziata, come di consueto, con la trattazione dlele interrogazioni su temi d'attualità.
Divieto di coltellini svizzeri: Dal 25 febbraio è in vigore il decreto sicurezza del Governo, che punisce severamente il porto di coltelli tascabili con meccanismo di blocco e una lama superiore a cinque centimetri: si parla di una pena da uno a tre anni di reclusione e del ritiro della patente. Secondo Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), questa normativa non riguarda solo potenziali criminali, ma anche artigiani, cacciatori, escursionisti, raccoglitori di funghi o famiglie durante gite con picnic. Evidenziando che anche i coltelli e utensili associati ai costumi tradizionali rientrano in questa disposizione, egli ha chiesto come interviene la Giunta provinciale affinché questa eccessiva norma sui coltellini svizzeri venga sospesa. L’ass. Ulli Mair ha spiegato che la Giunta è intervenuta immediatamente a diversi livelli; lei personalmente il 12 marzo è intervenuta preso il min. Piantedosi segnalando le criticitá e chiedendo un miglioramento, il presidente della Provincia ha parlato con il ministro direttamente al Ministero, presso la conferenza Stato-regioni è poi stata proposta una modifica del decreto, prevedendo motivazioni giustificate. Il parere della Conferenza, non vincolante, è stato recepito, e anche i parlamentari altoatesini hanno presentato emendamenti nelle commissioni legislative competenti, così come da parlamentari di altre regioni. deve emettere un parere, non vincolante. Già ora si delinea la disponibilità del Governo a fare delle modifiche. Zimmerhofer ha criticato il modo di agire “tipico” di Roma, che prima agisce e poi fa marcia indietro.
Attualmente impossibile richiedere l'EuregioFamilyPass: L’EuregioFamilyPass è una carta vantaggi per famiglie residenti in Alto Adige che offre agevolazioni in numerosi negozi e strutture in Alto Adige, in Trentino e nel Land Tirolo; ne hanno diritto tutti i genitori o chi esercita la potestà genitoriale residenti in Alto Adige con almeno un figlio di età inferiore ai 18 anni: lo ha ricordato Maria Elisabeth Rieder (Team K), evidenziando che sul sito internet della Provincia autonoma di Bolzano si segnala che le modifiche introdotte a partire dal 1° giugno 2025 nel settore della mobilità pubblica in Alto Adige comportano anche adeguamenti alla carta vantaggi, e che attualmente non è possibile richiedere un nuovo EuregioFamilyPass. La consigliera ne ha chiesto tra l’altro i motivi, quando sarà nuovamente possibile richiedere regolarmente l’EuregioFamilyPass, perché non è stata prevista una soluzione transitoria – ad esempio sotto forma di una certificazione digitale provvisoria e quante famiglie in Alto Adige sono attualmente in possesso di un EuregioFamilyPass. L’ass. Rosmarie Pamer ha ammesso delle criticità in quest'ambito; da luglio 2025 le carte vantaggi e la carta mobilità sono state separate, per chi aveva già un EuregioFamilyPass non ci sono state modifiche nella pratica. Solo per un breve periodo non è stato possibile chiedere nuovi EuregioFamilyPass, per motivi tecnici, ma l’agenzia per la Famiglia è intervenuta immediatamente e si sta attuando una soluzione transitoria per il Pass, che può essere richiesto digitalmente.Una soluzione definitiva ci sarà nel 2027, dopo la realizzazione di un sistema digitale. A breve 62.266 persone sono in possesso dell’EuregioFamilyPass, ha aggiunto l’assessora, comunicando poi gli altri numeri richiesti.
Mozione sul collegamento su rotaia per l’Oltradige: qual è lo stato attuale? Ricordando l’approvazione della mozione n. 80/24 “È ora di realizzare un collegamento su rotaia per l'Oltradige”, il obiettivo è promuovere la realizzazione di un collegamento su rotaia per l’Oltradige come linea ferroviaria suburbana da Caldaro, passando per Appiano, fino al nodo di Ponte Adige e proseguendo fino alla stazione di Bolzano, al fine di contribuire in modo significativo alla riduzione del traffico stradale e al rafforzamento del trasporto pubblico locale, Zeno Oberkofler (Grüne Fraktion - Gruppo verde – Grupa Vërda) ha chiesto, tra l’altro, quali passi sono stati intrapresi per invitare i Comuni a trasmettere proposte di tracciato per il collegamento ferroviario per l’Oltradige, quali proposte di tracciato sono state finora presentate dai Comuni e a che punto si trova la valutazione congiunta di tali proposte da parte della Provincia, a che punto si trova la preparazione della fase di progettazione concreta per la ferrovia dell’Oltradige sulla base delle proposte di tracciato presentate. L’ass. Daniel Alfreider ha detto che i Comuni dell‘Oltradige sono stati sollecitati a presentare proposte, ed entrambi l'hanno fatto, ma si tratta di tracciati solo teorici, non c’è una concreta fattibilità, anche per motivi geologici. Lo studio di Hüsler, con tracciati aggiuntivi, richiede maggiore superficie, ma ancora va determinato precisamente. In quanto alle corsie preferenziali, si è sempre orientati alle proposte dei Comuni dell’Oltradige, e il processo della corsia preferenziale metrobus verrà ampliato per ottenere miglioramenti anche a breve termine: gli autobus avranno ancora più tratti disponibili. la corsia deve essere progettata in maniera tale da consentire in un secondo momento la costruzione di un collegamento su rotaia: così è stato chiesto ai tecnici. In quanto ai finanziamenti, ci si rivolge sia a Roma che a Bruxelles, sfruttando tutte le opportunità. Nell’attuale fase di progettazione sono già stati intrapresi diversi passi, ma per quanto riguarda ulteriori fondi finanziari tutti gli input sono benvenuti. Oberkofler ha chiesto dettagli sulla tempistica, l’ass. Alfreider ha chiarito che la decisione è stato deciso di ampliare il progetto metrobus tenendo conto di un futuro collegamento su rotaia, che però deve anche pßoter entrare nella cittá di Bolzano.
Circonvallazione di Rablà: La circonvallazione di Rablà è uno dei progetti infrastrutturali centrali nel documento pluriennale di programmazione delle opere stradali 2025–2027 della Giunta provinciale, approvato nell’ottobre 2025: lo ha ricordato Harald Stauder (SVP), aggiungendo che l’obiettivo del progetto è alleggerire in modo significativo il traffico di attraversamento nell’area residenziale di Rablà, aumentare la sicurezza stradale e migliorare in modo duraturo la qualità della vita della popolazione. Egli ha quindi chiesto qual è lo stato attuale del progetto e quali sono i prossimi passi e la relativa tempistica. L’ass. Daniel Alfreider ha riferito che del progetto si parla di 40 anni, lui se ne occupa da qualche anno, con ottima collaborazione con progettisti e Comune. Gli Infodays sul luogo hanno permesso di trovare un consenso anche con i proprietari delle aree e le aziende, su cui potrebbe gravare un grande cantiere. Con delibera di giunta di gennaio è stata autorizzata la variante V, con procedura di modifica di PUC e Piano paesaggistico da parte del Comune, con delibera di marzo sono state definite caratteristiche tecniche e costi; in collaborazione col Comune è stato definito il tracciato, che sarà inserito nel 2026 nel PUC, poi ci sarà l’appalto di progettazioni e altri incarichi: “se tutto procede bene potremmo riuscirci entro fine anno”.
Galleria in zona Pillhof: Nella risposta scritta alla propria interrogazione sul Pillhof gli era stato comunicato che la Provincia intende realizzare una galleria solo in una fase successiva: lo ha ricordato Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), domandando alla Giunta, tra l’altro, perché nell’attuale progettazione per il nodo Pillhof non è previsto un collegamento strutturale per una futura realizzazione del tunnel, se la Giunta provinciale è disposta ad adeguare l’attuale progettazione in questo senso, quale periodo di costruzione prevede la Giunta per il primo lotto, quali costi aggiuntivi dalla suddivisione del progetto Pillhof in due lotti e se la costruzione successiva della galleria non rischia di compromettere i lavori della prima fase, causando in questa maniera una spesa inutile. L’ass. Daniel Alfreider ha premesso che attualmente è attivo il cantiere all’incrocio MeBo, la rotatoria più pericolosa - da quel punto c’è il problema che rimangono due corsie e manca la corsia preferenziale MetroBus:. è stata prevista quindi una terza corsia che arriverá fino al nodo Pillhof, dove i progettisti si stanno impegnando per una nuova rotatoria con centro mobilitá e un sottopassaggio. manca ancora un progettista per la corsia preferenziale fino al Appiano, ma a breve ci sarà l’appalto. Ci vorranno 1,5-2 anni per l'incrocio MeBo con corsia preferenziale fino al nodo Pillhof, l’eventuale collegamento in galleria sará in un secondo momento, perché è vero che si tratta di un collo di bottiglia, ma non è quello che garantisce la mobilità tra Appiano e Bolzano: importante è la corsia preferenziale su tutto il tracciato. la suddivisione in due lotti non comporta spese aggiuntive, queste si devono forse al progetto stesso. Wirth Anderlan ha chiesto se la galleria è prevista o no, perché dai progetti non risulta, Alfreider ha risposto che se ne è parlato in diverse occasioni: ora si procede all’ampliamento delle corsie, incroci e rotatorie, terza corsia fino al Pillhof, dove ci sarà un sottopassaggio con collegamento per eventuale futura galleria, la quale però non verrà costruita adesso.
Farmacovigilanza sui cosiddetti vaccini Covid-19: Renate Holzeisen (VITA) ha posto una serie di domande sul tema, tra cui se, nel sistema sanitario pubblico altoatesino, in caso di insorgenza improvvisa di malattie oppure di peggioramento significativo o riacutizzazione (tumori) di patologie già esistenti al momento dell’avvio della cosiddetta campagna di vaccinazione anti-Covid-19 (2021), viene verificato sistematicamente se i pazienti sono stati vaccinati contro il Covid-19 e quante volte, nonché quali prodotti vaccinali anti-Covid-19 hanno ricevuto; quali sono i numeri di lotto dei prodotti vaccinali anti-Covid-19 somministrati ai pazienti; se la proteina del “vaccino” anti-Covid-19 è rilevabile nel corpo dei pazienti; Nel caso dei cosiddetti pazienti Long Covid, se sono stati vaccinati contro il Covid-19, quante volte lo sono stati e con quali prodotti vaccinali anti-Covid-19, quali sono i numeri di lotto dei prodotti vaccinali anti-Covid-19 somministrati ai pazienti e se in caso di decessi improvvisi viene disposta sistematicamente d’ufficio un’autopsia e si ricerca anche la presenza della proteina spike vaccinale.L’ass. Hubert Messner ha risposto alle domande, chiarendo tra l’altro che nelle banche dati dell’Azienda sanitaria i vaccini vengono documentati con numero di lotto ed esiste un sistema di monitoraggio di eventuali eventi avversi nel contesto del sistema nazionale di farmacovigilanza. Obiettivo è la prevenzione e il precoce rilevamento di eventuali rischi, e in quest’ambito attualmente non esistono indicazioni scientifiche che fanno pensare a un nesso tra vaccinazione Covi-19 e le patologie citate dalla richiedente. la proteina spike è stata esaminata a livello scientifico, ma non con fini diagnostici. Si sta esaminando anche la correlazione tra long covid e vaccini ci sono indicatori di correlazione tra vaccino. Un’autopsia viene sempre ordinata dal PM se c’è sospetto di eventuali reati. Pfizer, moderna e altri vaccini producono la proteina spike, però in forma più stabile. Holzeisen ha concluso che messner conferma che non esiste una farmacovigilanza attiva, e che quando l’assessore dice che non c’è correlazione tra vaccino e patologie va corretto: in Italia ci sono sempre più dimostrazioni di nessi causali rivelati da commissioni istituite da Aziende sanitarie INPS. Anche nella commissione d’inchiesta in consiglio, professori universitari italiani hanno detto che i casi sono ancora pochi proprio per la necessità di richiedere un’autopsia al PM. Ha quindi rilevato l’esistenza di conflitti d’interesse.
Mutilazioni genitali femminili: Premettendo che in Africa ci sono 28 Paesi che praticano regolarmente la mutilazione genitale femminile, e che quetso avviene anche in Medio oriente, e rilevando che nessun libro religioso prescrive questa pratica, e aggiungendo che le MGF riguardano esclusivamente le donne e costituiscono gravi violazioni dei diritti umani e dell'integrità fisica e psicologica; che tali pratiche, spesso legate a tradizioni culturali e religiose, comportano gravi conseguenze sanitarie e richiedono personale sanitario adeguatamente formato, con una conoscenza approfondita del fenomeno, al fine di garantire prevenzione, cura adeguata e interventi di chirurgia riparativa; che esiste il rischio di "viaggi all'estero" per sottoporre minori a tali pratiche; e rilevato che in Italia le MGF sono reato ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 7, Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha sottolineato che in seguito a questa pratica la vita delle giovani donne è irreparabilmente rovinata. Ha chiesto alla Giunta quante sono le donne che negli ultimi 5 anni, per reparto di chirurgia generale, ostetricia, ginecologia, pediatria e pronto soccorso, abbiano pregresso episodio di mutilazioni genitali femminili e che siano state prese in carico o trattate presso gli ospedali del territorio provinciale. L’ass. Hubert Messner ha detto che quando c’è un sospetto di mutilazioni genitali femminili le pazienti vengono inviate ai reparti di ginecologia con visite specialistiche. negli ultimi 5 anni nell’ospedale di Bolzano, e solo lì, ci sono stati 40 casi di donne da Iraq, Nigeria e Perù che hanno fatto visite con segnalazioni di mutilazioni. Queste donne sono state indirizzate da organizzazioni. Sicuramente però il numero di donne coinvolte è più elevato; in caso di mutilazione segnalata questo viene annotato nel fascicolo della paziente. nessun caso è stato segnalato riguardo la chirurgia pediatrica. Si stanno trasmettendo competenze specifiche per accompagnare le pazienti interessate. Scarafoni ha proposto un monitoraggio di base, in modo da inserire nelle cartelle delle bambine se esse sono integre, perché le pratiche vengono normalmente fatte in clandestinità; per ogni donna migrante infibulata è probabile che ci sia una bambine infibulata, perché la traduzione radicata si tramanda. Il discorso non è religioso ma legato alla differenziazione e al controllo di genere, cosa che non si intende accettare. Si è augurata un sistema che promuova formazione e consapevolezza.
Tempi di attesa attuali nella sanità: I tempi di attesa nel sistema sanitario sono uno dei temi più urgenti nell’ambito dell’approvvigionamento sanitario: lo ha detto Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) domandando, tra l’altro, come sono cambiati tali tempi in comparazione negli ultimi due anni, mese per mese, nell’ambito delle visite prioritarie e differibili, quali sono i tempi d’attesa attuali per gli esami considerati critici e particolarmente rilevanti, come mammografia, dermatologia, oculistica, otorinolaringoiatria e risonanza magnetica, in quali ambiti i tempi di attesa sono attualmente particolarmente lunghi, come spiega l’assessore competente i dati sui tempi di attesa pubblicati dall’associazione tutela consumatori Robin all’inizio di marzo 2026. L’ass. Hubert Messner ha chiarito che il tema è di grande attualitá, e viene regolarmente monitorato. Passi avanti sono stati fatti, da gennaio 24 a febbraio 25 c’è stato un andamento positivo per tutti gli ambiti di prioritá: per le visite prioritarie l’indicatore dell’offerta è aumentato dell’85%, per le prestazioni differibili dal 64% all'83%, per quelle programmate dall'83% al 98%. Importante è considerare la differenza tra due indicatori: il tempo d’attesa relativo al primo termine disponibile offerto dall’azienda sanitaria e il tempo di attesa effettivo riguardante l’appuntamento scelto dal paziente, che a volte preferisce il termine più tardivo. Widmann ha apprezzato l’impegno dell’assessore, e fatto riferimento anche alle attese al call center: la situazione è da migliorare.
Prezzi dell'energia elettrica: fondi pubblici solo per clienti Alperia? Ricordando che i prezzi dell'energia elettrica sono aumentati del 15-20% e che il 4 aprile scorso il portale di notizie online Stol.it citava così Arno Kompatscher: «Ho chiesto ad Alperia di predisporre un pacchetto di sostegno nel caso in cui la situazione dovesse protrarsi», Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto tra l’altro al presidente della Provincia se questo corrisponde al vero, a chi si è rivolto concretamente e con quale riscontro, se la Provincia, che è il maggiore azionista di Alperia ma non detiene la maggioranza, ha concordato preventivamente questa iniziativa con gli altri azionisti, se il pacchetto di sostegno è già stato elaborato e se è vero che i relativi costi graverebbero sugli utili e sui dividendi distribuiti da Alperia. Il presidente della provincia Arno Kompatscher ha detto che concorrenti di Alperia ritengono che offrire l’energia più conveniente ai propri clienti sia una distorsione del mercato, ma in realtà si riducono gli utili. Si chiede sempre di offrire l’energia elettrica a prezzo inferiore, avendo un’azienda partecipata, ma quando lo si fa vengono le critiche. Bisogna monitorare la situazione ed essere pronti, ed è quello che lui ha chiesto anche agli altri enti azionisti; pacchetti di sostegno ci sono stati anche durante la pandemia Covid di altre situazioni critiche. Ancora non ha visto la prima proposta né è stata presa una decisione, ma egli pensa di indirizzare il sostegno ai residenti in Alto Adige, in primis i privati, ma in passato ci sono stati pacchetti anche per le aziende. Leiter Reber ha messo in guardia contro pacchetti per tutti, considerando che chi consuma più energia è anche più benestante; Kompatscher ha chiarito che l’obiettivo è scalare il sostegno fino a un certo livello di consumo, garantendo prezzi minori fino a una certa soglia.
Ultimo aggiornamento:
14/04/2026 15:57:01