È ripresa questa mattina in Consiglio provinciale a Bolzano la trattazione del disegno di legge provinciale n. 67/26: Disciplina della Garante civica/del Garante civico (presentato dai conss. Schuler, Pamer, Gennaccaro, Foppa e Rieder), presentato ieri.
Dopo che Alex Ploner (Team K) ha ringraziato le interpreti del Consiglio per il lavoro svolto in questi giorni e in particolare ieri, è iniziata la discussione generale.
Waltraud Deeg (SVP) ha invitato a riflettere sull’importanza degli organismi di garanzia in uno Stato di diritto: essi sono dei punti di contatto preziosi per i cittadini, a fronte della crescente complicazione burocratica. Nella società attuale ci sono persone con molto potere, che non hanno mai difficoltà a far valere i propri diritti, potendo permettersi degli avvocati, ma i semplici cittadini non hanno questa possibilità, a partire dalla situazione economica: sempre di più hanno bisogno di un sostegno professionale, che va garantito anche in futuro. I sevizi già attivi funzionano molto bene, a partire dalla Difesa civica fino Alla Garante per l'infanzia e l'adolescenza, con cui ha ben collaborato nelle ultime legislature, ma anche considerando Consigliera di parità e cento Antidiscriminazioni. Importante è stata l’introduzione con la legge del 2022 del garante della terza età, dopo confronto con gli stakeholder, anche se non è stato possibile garantire lo stesso livello di indipendenza del Garante per l’infanzia, così come l’introduzione del garante nell’ambito degli abusi sessuali, frutto di un gruppo di lavoro. Importante è la Garanzia di indipendenza. Deeg ha citato poi 20 emendamenti elaborati insieme al collega Noggler. In quanto al futuro orientamento degli organismi, c’è chi parla di modernizzazione, ma secondo lei il dlp propone “un taglio radicale e inutile”, che degrada organismi ben funzionanti, riducendoli "a un nulla”. Questo è incomprensibile, “lo dico francamente”. Noggler e lei sono stati gli unici a proporre certe modifiche in commissione, sull’indipendenza degli organi, ora ci sono altri emendamenti che vanno nella stessa direzione: non importa chi li abbia presentati, importante è che ci siano figure altamente professionalizzante, con servizi a bassa soglia, una buona dotazione. Il Garante per la Terza età deve essere allo stesso livello di quello per l’Infanzia e l’adolescenza, a fronte dell’invecchiamento della popolazione. Tutto ciò che garantisce i diritti delle persone interessate avrà il suo appoggio - tutto il resto no. Deeg ha ricordato che la propria richiesta di audizione presentata in commissione era stata sempre respinta, così come gli emendamenti in accordo con l’opposizione: "Bisogna sempre lottare", anche se è consapevole che non è sempre piacevole per tutti quando lei dice la propria posizione. L’audizione doveva servire per ascoltare le persone interessate: le titolari degli organismi di garanzia vengono sentite ogni anno con le loro relazioni, ma non le si è volute ascoltare in questo momento decisivo, come mai? Non capisce perché si vuole imporre questo nuovo ordinamento in questa maniera.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria del dlp, ha evidenziato l’importanza di democrazia e parlamentarismo, che questa mattina sono vissuti, e sottolineato che mentre in altre occasioni è stato tutto deciso in anticipo, e poi inscenata l’approvazione, in questo caso c’è stata partecipazione e coinvolgimento, anche di attori esterni. Sono stati sentiti tutti coloro che avevano qualcosa da dire sul tema, e ora c’è un disegno di legge che considera i suggerimenti della società e dei portatori di interesse. Sono state ascoltate anche persone che hanno portato le proprie rimostranze, ed è stato bello vedere che c’era chi si impegnava per i discriminati, gli anziani, le persone in carcere. La proposta disciplina un settore che è molto cresciuto organica, chiarendo il tutto, a garanzia dei diritti dei cittadini verso l’amministrazione pubblica, e chiarendo la posizione degli altri servizi, era inaccettabile che il Centro antidiscriminazioni fosse l’ultimo fanalino di coda: esso viene rivalutato, la Consigliera di parità viene di fatto “salvata” di fronte all’intervento dello Stato che vuole cancellarla. Il centro antidiscriminazioni aveva come responsabile il presidente del Consiglio e il segretario generale, “e non capisco perché ora si voglia difendere con gli artigli questa cosa, considerando che in futuro ci potrebbero essere in queste cariche persone indifferenti al Centro”. Per esempio, in passato il personale di questi organi è sempre stato tenuto al lumicino. In futuro, ci sarà una figura responsabile che non è espressione della maggioranza semplice, ma di una maggioranza di ⅔, e se non si trova ci sarà un bando: quindi anche l’opposizione potrà dire qualcosa, questa è democrazia. Nel disegno di legge sono state migliorate alcune cose, per esempio sarà preservata la posizione che si è creato l’ufficio della Garante per l’infanzia, le nomine non avvengono tramite il Consiglio ma tramite una Commissione, la rendicontazione sarà fatta anche dai responsabili di area. Il Garante solleverà i singoli responsabili e farà in modo che possano lavorare bene per i cittadini. Si tratta di una soluzione razionale che democratizza e depoliticizza tutto il sistema, mettendo le aree sullo stesso livello.
Sandro Repetto (Partito Democratico), evidenziando l’ampia discussione e la stima per i proponenti, ha fatto però delle osservazioni. L’obiettivo è riorganizzare e rendere più efficiente il sistema degli Organismi di garanzia, ma ci sono delle perplessità relative alla loro indipendenza, poiché si introduce una struttura verticistica, il che potrebbe indebolire l’autonomia odierna, condizione essenziale per la credibilità degli organismi. Sparisce progressivamente la definizione “garante”, quale scelta lessicale, mentre va considerato che i garanti sono presidi di tutela riconosciuti e autonomi, e si superano esperienze professionali consolidate, che garantiscono da decenni i diritti dei cittadini. Appare necessario chiarire la natura dell’authority prevista, e quali sue funzioni sono effettivamente delegabili: questo è un passaggio decisivo. positivo è che la definizione del garante che “può delegare” venga trasformata in “delega”. In quanto all’accesso agli uffici da parte della cittadinanza, il nuovo centralino telefonico della provincia lo rende difficile. Non è opportuno rinviare continuamente a regolamenti successivi, ha aggiunto Repetto, chiedendo chiarimenti puntuali, e criticando poi che non fosse stata accolta la richiesta di audizione fatta da Deeg in commissione. ha ricordato poi l’intenzione del Governo di accentrare le Consigliere di parità, e sollevato il dubbio che anche a livello provinciale se ne vogliano accentrare e quindi ridurre le competenze. Si riconosce lo sforzo di riorganizzazione, ma si sarebbe potuto aprire un percorso maggiormente partecipato: si vedrà se saranno accolti emendamenti che arricchiscono la norma, il cui dibattito si annuncia già interessante, per il coinvolgimento di opposizione e maggioranza.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato il percorso di creazione del disegno di legge, una procedura partecipata, già su iniziativa del presidente Schuler. C'erano stati anche incontri con gli organismi di garanzia. Non sempre è così. Anche la discussione in commissione è stata partecipata, attiva e costruttiva, era perplessa su quanto riguarda la Difesa civica, ma l’aveva contattata e non aveva avuto da parte sua un feedback negativo; tra la prima bozza e il testo finale gli organismi di garanzia avrebbero avuto tanto tempo per contattare i consiglieri e fare proprie proposte. Il risultato è un testo valido, e forse qualcosa va ancora migliorato - per questo si era astenuta in commissione per esempio al posto di “garante” lei avrebbe preferito “responsabile degli organismi di garanzia”, ma la commissione ha deciso diversamente. Con la nuova norma, una singola figura delegherà i casi tra le singole aree, anche in collaborazione tra loro, collaborazione che ora avviene su iniziativa volontaria, e che in passato a volte non è avvenuta. In questo modo, i reclami arriveranno alla sede giusta. Dovrebbe restare la possibilità di contattare direttamente il Garante, importante per esempio per i giovani, che chiamano “nel momento” in cui hanno un problema - la consigliera ha fatto riferimento qui anche alle persone in difficoltà che chiamano sull’onda dell’urgenza e con sforzo emotivo. A lei e agli altri componenti della commissione sembra importante che si mantengano le audizioni a intervalli regolari dei Garanti in Consiglio - il presidente del Consiglio sembra favorevole. Le singole aree avranno autonomia, ma è importante, a fronte dei tanti servizi, una figura centrale che coordini e deleghi, anche per aiutare le persone che non saprebbe a quale figura rivolgersi - l’autonomia e indipendenza delle singole aree va mantenuta anche in futuro, esse devono continuare a lavorare al servizio della cittadinanza. La legge prevede un notevole cambiamento, ma nulla è fisso. Il disegno di legge è un esempio di democrazia vissuta e collaborazione, tenendo d’occhio l’obiettivo.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Rosmarie Pamer (SVP) ha ricordato che nel programma di Governo c’era l’unificazione degli organismi sotto un unico tetto e punto di contatto per i cittadini. Si tratta di sfruttare meglio le sinergie esistenti, garantendo che le persone che hanno bisogno di aiuto ottengano assistenza in modo rapido e semplice - un organo moderno, vicino ai cittadini ed efficiente, che protegga da discriminazioni e svantaggi. Importante è la garanzia di indipendenza del garante e dei diversi organismi, cosa garantita da emendamenti di cui ha ringraziato il presidente. Sono previsti 7 settori: per lei particolarmente importanti sono gli ambiti della terza età e degli abusi sessuali, attesi da molto tempo. Il primo era richiesto da tanto tempo, e introdotto con la legge del 2022 sull’invecchiamento attivo, con l’obiettivo di tutelare i diritti degli anziani e rappresentare i loro interessi, al fine di migliorare la relativa qualità di vita: esso avrà il compito di, verificare il rispetto dei loro diritti, fare consulenza su questioni giuridiche, mediare in caso di conflitti, con i famigliari o il personale di assistenza. In quanto al settore della violenza a sfondo sessuale, dal 2022 si lavora alla creazione di un apposito punto di riferimento, e ora, dopo un lungo percorso partecipativo, è stata trovata una buona soluzione: Pamer ha ricordato il percorso che ha portato a questo servizio, dall’approvazione di una mozione in merito nel maggio ‘22 del Team K, e con la successiva istituzione di un gruppo di lavoro e le relative proposte; lei avrebbe voluto un disegno di legge dedicato, ma era stato deciso politicamente di integrare la figura in questa proposta - in questo disegno di legge vengono definiti funzioni e compiti. Pamer ha citato anche il Consiglio delle persone con vissuto di abusi sessuali e la Consulta scientifica. Il tutto deve attivarsi il prima possibile, e mentre la legge entrerà in vigore nella prossima legislatura, il responsabile sarà nominato in via transitoria presso la Difesa civica. Pamer ha quindi ringraziato tutti coloro che avevano partecipato alla formazione della norma, frutto di una collaborazione trasversale tra i partiti.
Maria Elisabeth Rieder (Team K), cofirmataria del dlp, ha respinto le accuse di “mercanteggiamento” di Deeg, e spiegato che il lavoro effettuato è esempio di come dovrebbe essere la democrazia - si è lavorato molto volentieri a questo disegno di legge. Gli organismi già funzionanti lavorano molto bene, e il disegno di legge non vuole svalutarli, bensì garantire una facile accessibilità, considerando che chi vi si rivolge è persona in difficoltà. Ora ci saranno tre nuove aree, quelle per persone private della libertà personale, per persone vittime di violenza a sfondo sessuale e per la terza età: importante era una disciplina chiara e occupata. Sarebbe opportuno che questo avvenisse per tutti i disegni di legge. Con i sette settori specialistici si realizza una riorganizzazione strutturale, della cui necessità si era già discusso nella scorsa legislatura nella conferenza dei capigruppo e nell’Ufficio di Presidenza, e su questo tema vi era stata una sostanziale convergenza. Per il Team K è importante che la scelta della garante o del garante, cui spetta un compito rilevante, avvenga con una maggioranza dei due terzi, così da garantire una depoliticizzazione, così come è importante l’ambito della violenza sessualizzata; il collega Franz Ploner era stato il primo a presentare proposte in materia in Consiglio provinciale. Si vuole una struttura chiara, uniforme e facilmente comprensibile: la legge definisce il quadro, ma lascia allo stesso tempo ampi margini di intervento ai responsabili. La concretizzazione avverrà tramite un regolamento interno, mentre l’organizzazione del lavoro sul territorio sarà sostenuta dalle figure professionali e dal personale. È inoltre importante sfruttare le sinergie – laddove necessario e sensato. È importante un accesso diretto alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, e un emendamento ha provveduto a questo, ma il servizio di segreteria garantisce un accesso a bassa soglia, con garanzia dell’aspetto umano - un principio garantito già oggi, che si manterrà con la nuova struttura, a servizio della cittadinanza.
Franz Locher (SVP) ha ricordato la storia della Difesa civica altoatesina, ed evidenziato che il 60% dei casi che riguardano quest’ufficio riguardano l’urbanistica, cosa che lo aveva stupito. Ha quindi sottolineato l’importanza di una sede di coordinamento, e ritenuto che tutti gli emendamenti presentati avevano approcci positivi; si era cercato di riorganizzare tutti gli organismi in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini, garantendo con la figura di coordinamento l’indirizzo delle richieste alla sede più opportuna. Importante è anche parlare delle persone anziane e delle famiglie. Sarebbe bello che ci fosse sempre uno scambio come quello avvenuto per questa legge; sulla maggioranza dei 2 / 3 per l’elezione si è trovato un accordo. Per lui il disegno di legge va nella giusta direzione: aveva dato un’occhiata ai siti internet degli uffici di garanzia - per ognuno di essi, oggi, bisogna accedere separatamente, e questo per alcuni è faticoso. Quanto meglio funzionano l’amministrazione provinciale e i Comuni, tanto meno lavoro avrà la Difesa civica, che deve occuparsi delle esigenze più importanti dei cittadini. L’obiettivo principale è che il cittadino, quando torna a casa dopo un confronto con un Organismo di garanzia, si sia sentito sostenuto.
Ultimo aggiornamento:
17/04/2026 11:50:04