Nell'ambito della discussione della manovra di assestamento di bilancio 2026, sono stati discussi nella tarda mattinata di oggi, in Consiglio provinciale, i relativi ordini del giorno. Dopo una breve interruzione di confronto, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che sarebbero stati accolti l’ordine del giorno 1, l’8 in forma modificata, il 16 in forma modificata, il 20, il 23 (tutti illustrati di seguito). È seguita la relativa discussione.
Ordine del giorno 1 ACCOLTO, Includere l'Alto Adige nell’itinerario Atrium del Consiglio d'Europa: Brigitte Foppa (Gruppo verde) chiedeva di incaricare la Giunta, con riferimento al disegno di legge provinciale n. 74/26, di 1. di avviare la procedura di adesione alla ATRIUM Association e di aderire, in collaborazione con i Comuni altoatesini che hanno opere architettoniche risalenti al periodo delle dittature del Novecento, all'itinerario culturale Atrium; 2. di prevedere in bilancio le risorse necessarie. Dal 1987, ha spiegato la proponente, il Consiglio d'Europa ha creato una serie di itinerari culturali: uno di essi è ATRIUM, che ha per tema l'architettura dei regimi totalitari del XX secolo nella memoria urbana europea: ne fanno parte città come Forlì, Predappio, Tresigallo, ma anche Labin, Rasa e Lastovo-Uble in Croazia, Tirana in Albania e molte altre; questo interessa anche l'Alto Adige, che ha un’eredità con cui è difficile confrontarsi, visibile tra l'altro nella dimensione urbanistica, in particolare a Bolzano; in quest'ambito manca ancora una vera pacificazione; la contestualizzazione è importante in questo senso.
(Ordine del giorno 2 ritirato)
Ordine del giorno 3, Tutelare dal caldo chi lavora nei cantieri: Zeno Oberkofler (Gruppo verde) chiedeva di incaricare la Giunta 1. di elaborare, assieme ai sindacati, protocolli vincolanti per l’adozione di misure a protezione dal caldo di diverse categorie professionali, in parti-colare degli operai e delle operaie edili e per altri lavori svolti all’aperto, che devono comprendere misure concrete come le pause per bere, l’ombreggiatura, la rimodulazione degli orari di lavoro e provvedimenti organizzativi di tutela; 2.di stabilire, d’intesa con i sindacati, l’ispettorato del lavoro e i rappresentanti dell’edilizia, soglie vincolanti, per esempio 35 gradi, e criteri per l’obbligo di sospensione dell’attività lavorativa e di introduzione di pause per proteggere chi lavora; 3.di emanare un’ordinanza sul modello di altre regioni in Italia, che in caso di superamento della soglia di temperatura stabilita preveda il divieto di svolgere determinati lavori all’aperto; 4. di attuare misure per sensibilizzare l’opinione pubblica nonché i datori e le datrici di lavoro sui rischi per la salute del caldo estremo sul posto di lavoro, in particolare mediante campagne informative, formazioni e indicazioni pratiche e concrete sul modo di agire; 5. di stanziare i fondi necessari nel bilancio provinciale. Anche nel nostro territorio, ha detto il proponente, il cambiamento climatico sta portando le ondate di calore a diventare sempre più frequenti, durature e intense; questo colpisce in particolare chi lavora all’aperto in determinati orari: una tutela efficace dal caldo, però, non deve dipendere dalla discrezionalità di datori/datrici di lavoro o da situazioni specifiche, ma va assicurata grazie a regole chiare e generali, colmando un vuoto normativo, come già fatto da altre Regioni. Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha riportato la propria esperienza al lavoro nei cantieri: la situazione è difficile, col tempo ci si abitua ma in passato c’erano le mezze stagioni, mentre oggi si passa da una temperatura bassa a una molto alta in pocchi giorni. In alcuni cantieri, come quelli stradali, non è possibile andare all’ombra, in altri, come quelli per gli edifici, sì. Ha espresso dubbi sull’onere burocratico che la proposta comporterebbe per le aziende, e invitato a dare garanzie alle ditte che hanno fatto i versamenti dei pagamenti di cassa integrazione invernale, temendo che la situazione si riproponga riguardo alla situazione estiva; ha infine richiamato anche all’autoresponsbailità dei lavoratori. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto che il tema è attualissimo, e si è rammaricato che non sia stato trovato un accordo; probabilmente è una decisione politica, ha detto facendo riferimento al comunicato del tardo pomeriggio di ieri dell’ass. Amhof. Ha sostenuto la proposta. L’ass. Magdalena Amhof ha detto che la Giunta ha scelto la strada della prevenzione, affrontando il problema con le parti interessate nell’ambito di un percorso già avviato; il Dipartimento dell’ass. Messner ha elaborato delle direttive, ci sono stati incontri con sindacati e datori di lavoro ed è stato dato l’incarico di affrontare il tema nella contrattazione collettiva. Le proposte sono state inviate ai sindacati, che però non si sono presentati all’incontro sul tema. Un incontro c’è stato ieri, per questo è stato emanato un comunicato; è stato fatto riferimento a ordinanze specifiche settore per settore. Un’ordinanza di emergenza sarebbe un alibi per liberarsi della responsabilità, mentre si punta sulla prevenzione. La proposta è stata respinta con 10 sí, 16 no e 4 astensioni.
(Ordini del giorno 4, 5, 6 e 7 ritirati)
Ordine del giorno 8 (emendato) ACCOLTO, Revisione della delibera della Giunta provinciale n. 1414 del 30/9/2013 Rimborso delle spese sostenute da persone con disabilità per le prestazioni ortodontiche: Franz Ploner (Team K) chiedeva di impegnare la Giunta provinciale 1.in casi motivati da un punto di vista medico, in particolare a causa di finestre di crescita e/o limitazioni funzionali può essere necessario un inizio immediato del trattamento. Un ritardo nell’inizio del trattamento medico può compromettere in modo significativo il successo del trattamento stesso. Appare quindi opportuno consentire l'inizio del trattamento prima del rilascio dell'autorizzazione all'assunzione dei costi; 2.a consentire l’introduzione della rendicontazione intermedia dei costi del trattamento, soprattutto in caso di trattamenti di lunga durata, per sgravare le famiglie e i genitori che prestano assistenza e in tal modo garantire che la prestazione sanitaria tenga conto delle esigenze delle persone. La rendicontazione e la liquidazione dei rimborsi parziali avvengono dietro presentazione della relativa documentazione medica e della documentazione dei costi; 3. nel corso del trattamento è necessario presentare all’Azienda sanitaria dell’Alto Adige un unico preventivo dettagliato; 4. per il riconoscimento dei costi finali del trattamento è sufficiente una relazione conclusiva del medico curante; 5. eventuali spese per l’attuazione del presente ordine del giorno sono a carico del relativo bilancio. Si tratta, ha spiegato il consigliere, di bambini affetti da labiopalatoschisi (LPS), che necessitano di tempestivi e intensivi interventi ortodontici e maxillo-facciale. Attualmente, le procedure previste comportano enormi ostacoli burocratici che pongono le famiglie coinvolte in situazioni di estremo disagio, perché relativi criteri e presupposti impongono alle famiglie compiti quasi impossibili da affrontare. È urgentemente necessario semplificare le procedure prescritte, alleggerire il carico sulle famiglie, offrire un aiuto concreto e un'assistenza affidabile, evitando inutili aggravi burocratici.
Ordine del giorno 9, Trasferimento della residenza delle/dei caregiver familiari che fruiscono del congedo ai sensi della legge 104/92: Maria Elisabeth Rieder (Team K) chiedeva di impegnare la Giunta 1. a creare i presupposti giuridici necessari affinché le/i caregiver familiari che trasferiscono la propria residenza anagrafica al solo scopo di assistere un familiare gravemente non autosufficiente, o con una grave disabilità, possano continuare a beneficiare, per la loro precedente abitazione principale, delle agevolazioni previste per la prima casa; 2 a mettere a carico del relativo bilancio eventuali spese per l’attuazione di questo ordine del giorno. La consigliera ha spiegato che, in Alto Adige, l’assistenza e la cura delle persone non autosufficienti sono in gran parte affidate ai familiari, e che il diritto del lavoro italiano prevede ai sensi della legge n. 104/1992 un congedo straordinario retribuito fino a un massimo di due anni per i familiari delle persone con una comprovata disabilità grave, con il presupposto che la persona che presta assistenza conviva con la persona bisognosa di cure. Per questo motivo, i familiari che prestano assistenza sono costretti a trasferire la propria residenza presso il familiare bisognoso di cure, perdendo così lo status di abitazione principale e di conseguenza non è più esente dall’IMI. Questa situazione comporta che le persone che, con la loro attività di assistenza, danno un contributo sociale significativo alleggerendo il carico sul sistema sanitario e assistenziale pubblico siano svantaggiate dal punto di vista finanziario. Sandro Repetto (Partito Democratico) ha ritenuto che si trattasse di una proposta di buon senso, fondamentale per l’assistenza in una società che diventa sempre più anziana. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha citato la legge provinciale secondo cui l’alloggio del caregiver famigliare è già equiparato alla prima abitazione; questo vale anche per le persone che prendono un congedo ai fini di assistenza. La proposta è stata respinta con 14 sì, 16 no e 1 astensione.
(Ordini del giorno 10, 11, 12, 13, 14 e 15 ritirati)
Ordine del giorno 16 (emendato) ACCOLTO, Alloggi per il personale qualificato: Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a verificare l’idoneità degli edifici e degli immobili di proprietà della Provincia all’uso quale spazio abitativo, in particolare per personale residente specializzato; 2.ad elaborare un modello di sostegno per la realizzazione, il risanamento e l’utilizzo di alloggi da destinare al personale specializzato e non; 3.ad elaborare un piano assieme ai comuni, le parti sociali e le associazioni di categoria al fine di cambiare la destinazione d’uso di edifici ed immobili esistenti per farne alloggi; 4.a verificare i requisiti giuridici e urbanistici, adeguandoli ove necessario, affinché edifici idonei già esistenti possano essere destinati in modo più semplice e più rapido ad un uso abitativo; 5.a prevedere nel prossimo bilancio provinciale le risorse finanziarie necessarie ovvero ad indirizzare in tal senso risorse già disponibili. Il consigliere ha spiegato che la creazione di alloggi per i e le dipendenti può contribuire decisamente ad assicurarsi personale qualificato, contrastare la fuga di cervelli e nel contempo rafforzare la competitività dell’Alto Adige come polo economico.
Ordine del giorno 17, Criteri per la riduzione del canone di locazione sociale: Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto alla Giunta provinciale di modificare, in collaborazione con l'Istituto per l'edilizia sociale, i criteri per la riduzione o per il ricalcolo anticipato del canone di locazione sociale in modo che il pensionamento sia incluso tra i casi eccezionali. Il consigliere ha spiegato che con il “Secondo regolamento di esecuzione della legge provinciale 21 luglio 2022, n. 5, ‘Edilizia residenziale pubblica e sociale’, concernente la gestione dei rapporti di locazione delle abitazioni pubbliche e sociali” sono state stabilite, agli articoli 29 e 35, la riduzione del canone sociale e la rideterminazione del canone stesso in casi straordinari che comportano una notevole riduzione della capacità economica del nucleo familiare. Tuttavia, poiché la legge provinciale e il DPP non specificavano esattamente cosa s’intendesse per "casi eccezionali", la direzione di ripartizione dell'Istituto per l'edilizia sociale, con decisione della direttrice di ripartizione n. 2024/54, ha redatto autonomamente un elenco di criteri, che esclude dai casi eccezionali il pensionamento. Tuttavia, questo riduce le entrate, dovendo aspettare due anni per la nuova dichiarazione DURP: il consigliere ha presentato il caso specifico di una donna di Merano. L’ass. Ulli Mair ha detto che quanto descritto non corrisponde alla realtà: il regolamento d’esecuzione prevede che in casi eccezionali con riduzione notevole della disponibilità economica il canone possa essere ridotto su richiesta del locatario. Tuttavia, a differenza del licenziamento o di un incidente, il pensionamento non può essere considerato una situazione imprevedibile. Vero è che il sistema del DURP, retroattivo di due anni, è problematico: questo riguarda tanti settori. Conosce il caso citato, e la situazione della persona in questione è diversa da come presentata, a partire dal fatto che l’affittuaria era la madre della persona citata; la persona può restare nell’alloggio a condizione dell'adeguamento del canone alla situazione reddituale. Il canone per 85 mq è di 789 € al mese, che verrebbe ben accettato da molti altoatesini. Se venisse approvato l’ordine del giorno, esso non andrebbe a vantaggio della persona interessata, ma spalancherebbe le porte a casi simili, anche ai furbi. La signora ha già avuto conferma che il canone verrà ricalcolato. Knoll ha contestato la diffusione di dettagli privati. La proposta è stata respinta con 7 sì, 15 no e 9 astensioni.
(Ordini del giorno 18 e 19 ritirati)
Ordine del giorno 20, ACCOLTO: Accompagnamento gratuito sui mezzi di trasporto pubblico per le persone con un’invalidità compresa tra il 67% e il 99%. Alex Ploner (Team K) ha chiesto di impegnare la Giunta a 1. a prevedere, nell’ambito della regolamentazione del Südtirol Pass Free, il trasporto gratuito degli accompagnatori delle persone con un’invalidità dal 67% al 99%, al fine di garantire a tutti gli effetti il diritto alla mobilità, all’autodeterminazione dell’individuo e alla partecipazione paritaria alla vita sociale; 2. a stanziare le risorse finanziarie a tal fine necessarie nell’assestamento di bilancio 2026. Il consigliere ha spiegato che con l’ordine del giorno n. 10, presentato al dlp n. 57 e approvato dal Consiglio provinciale, lo stesso Consiglio al punto n. 2 già incaricava la Giunta provinciale di prevedere l’utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto pubblico locale per chi accompagna persone con un’invalidità del 100%. In Germania un analogo principio sociale è già riconosciuto giuridicamente: il trasporto gratuito dell’accompagnatore è legato al contrassegno «B» riportato sulla tessera di invalidità grave e rappresenta una prassi consolidata della mobilità inclusiva. Nel frattempo, è stata approvata l’estensione del Südtirol Pass Free alle persone con un’invalidità civile a partire dal 67%: era quindi opportuno e necessario sviluppare ulteriormente questo principio già riconosciuto.
Ordine del giorno 21, Ascensore per Sabiona: un lusso che non possiamo permetterci: Paul Köllensperger (Team K) chiedeva di impegnare la Giunta a non prevedere nel bilancio provinciale fondi per la realizzazione dell'ascensore nella roccia per collegare Chiusa al monastero di Sabiona, come previsto dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 39 del 9 febbraio 2024 nonché dall’allegata dichiarazione di intenti tra la Provincia autonoma di Bolzano, il Comune di Chiusa e la diocesi. Il consigliere ha spiegato che collegare la città di Chiusa al monastero di Sabiona tramite un ascensore nella roccia che costerebbe circa 27 milioni di soldi pubblici è una cosa inaccettabile: non sarebbe una valorizzazione della struttura, né un vantaggio per la popolazione. Il presidente Arno Kompatscher ha detto di aver partecipato all’incontro civico, con molte persone, nel Comune di Chiusa: lí era stato presentato molto bene il progetto, e da parte dei cittadini c’era un consenso molto ampio verso tante misure, compreso il sottopassaggio della strada. Sull'ascensore c'erano favorevoli e contrari, ma era stato deciso di approfondire le criticità. Non è sensato immischiarsi in una decisione su cui sista confrontando la popolazione. L’ordine del giorno è stato respinto con 12 sì, 19 no e 2 astensioni.
(Ordine del giorno 22 ritirato)
Ordine del giorno 23, ACCOLTO, Far fronte alla siccità e assicurare l’approvvigionamento idrico a lungo termine in agricoltura: Franz Locher (SVP) ha chiesto di incaricare la Giunta 1. di monitorare attentamente l'impatto della persistente siccità sull'agricoltura a livello provinciale e di analizzare costantemente l’evoluzione della situazione, al fine di fornire una solida base per ulteriori interventi; 2. di elaborare misure adeguate per far fronte alle conseguenze della crescente siccità in agricoltura, tenendo conto sia delle possibili misure di sostegno per attenuare i danni, sia delle strategie finalizzate a garantire a lungo termine l'approvvigionamento idrico, nonché in particolare delle possibilità di utilizzo e stoccaggio sostenibile dell'acqua e dei siti idonei per bacini di accumulo per la foraggicoltura, la viticoltura e la frutticoltura, al fine di garantire una produzione agricola a lungo termine e di preservare le risorse di acqua potabile; 3. di stanziare nel bilancio della Provincia i fondi a tal fine necessari. Il consigliere ha spiegato che il periodo di siccità, che perdura dalla primavera del 2026, con precipitazioni nettamente inferiori e temperature superiori alla media, è motivo di grande preoccupazione per le coltivatrici e i coltivatori della provincia di Bolzano e non solo; a soffrirne sono in particolare l'agricoltura di montagna, l'approvvigionamento idrico e i singoli ecosistemi. A lungo termine, saranno necessarie misure di vasta portata. In particolare, occorrerà investire in sistemi di irrigazione e bacini di accumulo. Tuttavia, tali interventi sono spesso realizzabili solo in misura limitata, soprattutto nell'ambito dell’agricoltura di montagna, a causa delle peculiarità topografiche del territorio provinciale. Sono inoltre necessari piani di gestione idrica a livello locale che individuino e coordinino tempestivamente i conflitti sull’utilizzo delle risorse idriche tra agricoltura, turismo, approvvigionamento di acqua potabile e produzione idroelettrica.
(Ordine del giorno 24 posticipato dopo il 25)
Ordine del giorno 25, Bilancio da 11 miliardi: è ora che si possa viaggiare gratis sui mezzi pubblici: Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto di incaricare la Giunta di adottare tutte le misure necessarie per poter offrire, a partire dal 2027, un servizio di trasporto pubblico locale gratuito a tutti i residenti in Alto Adige e di prevedere nel bilancio provinciale le risorse a tal fine necessarie. Il consigliere ha detto che il bilancio provinciale dell’Alto Adige continua ad aumentare, e non solo a causa della crescita economica reale: il vantaggioso accordo finanziario con lo Stato, in virtù del quale circa il 90 per cento del gettito fiscale altoatesino rimane in provincia, sommato ai prezzi elevati e all’alto costo della vita, garantiscono sempre maggiori entrate nelle casse provinciali. È quindi ora di restituire alle cittadine e ai cittadini qualcosa che sia al passo con i tempi, vale a dire trasporti pubblici gratuiti, prendendo esempio in questo senso anche da quanto accade in altri Paesi europei. Questo sarebbe anche un alleggerimento burocratico, e contribuirebbe a un miglioramento dell’accettazione del turismo. L’ass. Daniel Alfreider ha detto che del tema si puó parlare a lungo, ma la regola fondamentale nei servizi pubblici ovunque è che i servizi pubblici debbano essere finanziati anche con un piccolo contributo degli utenti. Grazie ai contribuenti si offrono servizi che altri paesi invidiano; il contributo richiesto per il TPL è al di sotto della media europea, inferiore al 30%; ciononostante, le relative tariffe sono nella media europea. Le tariffe annuali previste in Alto Adige sono davvero molto basse, ma per garantire la qualità sono necessarie anche le entrate. La proposta è stata respinta con 15 sì e 17 no.
I lavori del plenum riprendono alle 14.30.
Ultimo aggiornamento:
22/07/2026 13:36:15