La seduta pomeridiana del Consiglio della provincia autonoma di Bolzano si è aperta oggi con la trattazione della mozione n. 432/26: Elaborare un disegno di legge provinciale per istituire un'autorità provinciale per l'energia, e per creare una zona provinciale di offerta dell'energia elettrica nel mercato interno europeo (presentata dai conss. Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner il 08/06/2026), con la quale Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva che il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incaricasse la Giunta provinciale 1. di elaborare un disegno di legge provinciale che, in attuazione delle disposizioni dello Statuto di autonomia, preveda l'istituzione di un'autorità provinciale per l'energia. Tale autorità deve garantire in particolare la vigilanza sul mercato dell'energia in provincia di Bolzano, adoperarsi per una definizione dei prezzi a livello locale, sganciata dal prezzo dell'energia elettrica generata da centrali a gas, e verificare e promuovere le condizioni giuridiche, tecniche ed economiche per dichiarare la provincia di Bolzano zona a sé stante di offerta dell'energia elettrica; 2.di prevedere espressamente nel disegno di legge che l'autorità provinciale per l'energia – in collaborazione con la Giunta provinciale e con il coinvolgimento dei competenti organi ed autorità statali ed europei, in particolare lo Stato, inoltre Terna, GME (Gestore dei mercati energetici), ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), ACER (Agency for the Cooperation of Energy Regulators/Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia) nonché la Commissione europea – si adoperi per l’istituzione di una zona provinciale di offerta dell'energia elettrica, raccogliendo a tal fine i necessari pareri e i dati di rete e di mercato, e facendo presente, nelle valutazioni in corso e future delle zone di offerta, la particolare situazione della provincia di Bolzano in quanto area con produzione principalmente idroelettrica, dunque da fonti rinnovabili; 3. di avvalersi, per l'elaborazione del disegno di legge, di periti nominati dal Consiglio stesso su proposta dei gruppi consiliari; 4. di portare avanti i lavori al fine di concluderli entro sei mesi, di riferire al Consiglio entro settembre 2026 e di presentare il progetto definitivo agli organi competenti all'inizio del 2027. Il proponente sottolineava infatti che una vera possibilità di agire sui prezzi dell’energia si avrebbe con un’autonomia energetica provinciale, che dovrebbe naturalmente includere anche una propria autorità regolatrice per il settore energetico, che in questo territorio è costituito soprattutto dall’idroelettrico. Questo è più che mai urgente, considerando l’aumento dei prezzi dell’energia e le incertezze geopolitiche, e il quadro giuridico necessario è già disponibile, come risulta da un parere giuridico dei proff. Peter Hilpold dell’Università di Innsbruck e Paolo Piva dell’Università di Padova, datato 23 marzo 2022. Zimmerhofer ha ricordato un proprio ordine dle giorno del 2014, in merito al quale il presidente aveva detto che c’era margine di manovra nell’ambito della riforma dell’autonomia.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha annunciato voto a favore, chiedendosi però cosa è possibile. I consiglieri possono anche proporre disegni di legge, perché Zimmerhofer non lo faceva? Nel merito era d’accordo, ma molto di quanto richiesto non rientrava nelle competenze della Provincia, a cominciare dallo sganciamento dal prezzo del gas. C’è la volontà di restare ancorati alle fonti energetiche fossili, piuttosto che puntare sulle rinnovabili, ma questo è assolutamente necessario: una gestione locale andrebbe in questa direzione. Va detto che non è vero che si produce più elettricità di quanto si consumi, e proprio per questo ci vogliono fonti alternative oltreché la riduzione del consumo.
Paul Köllensperger (Team K) ha annunciato sostegno alla mozione, ricordando che se ne era parlato, e che anche Leiter Reber aveva proposto di sfruttare maggiormente l’autonomia. Purtroppo però nella recente riforma non si era parlato né di energia né di scuola. Piuttosto che incaricare la Giunta, però, bisognerebbe incaricare il Consiglio: la III commissione legislativa dovrebbe promuovere un tavolo di confronto con APPA ed esperti, al fine di portare in aula un disegno di legge consiliare. Lui stesso in passato aveva fatto proposte simili a quelle della mozione, ma gli era stato detto che non era possibile: tuttavia, un’autoritá regionale esiste in belgio, a parità di normativa UE. Il modello italiano non funziona, perché le comunità energetiche devono mettere tutta l’energia prodotta e poi riacquistarla.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario della mozione, ha detto che dalla discussione erano emerse proposte diverse, e proprio per questo Zimmerhofer non aveva presentato un proprio dlp, ma una mozione per coinvolgere esperti proposti dai gruppi consiliari. L’intenzione è di sganciare l’energia idroelettrica dal prezzo del gas, e anche le cooperative dovrebbero avere un ruolo: tante ne sono state costituite a livello comunale. Ci vorrebbe una maggiore liberalizzazione anche sul mercato europeo; interessante sarebbe un’iniziativa a livello Euregio, così come rimodernare gli impianti già esistenti.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha fatto riferimento alla riforma dell’autonomia approvata, e chiesto se in quest’ambito saranno possibili anche decisioni autonome nell’ambito dell’energia elettrica.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha rilevato che a Roma attualmente ci sono molti parlamentari favorevoli all’autonomia: bisognerebbe cogliere l'occasione per chiedere un’Autorità autonoma. Si è chiesto quindi se questa richiesta è sostenuta dalla provincia ma soprattutto da Alperia.
L’ass. Peter Brunner ha ricordato l’audizione sul tema avvenuta nell’ultima legislatura: ci si era interrogati proprio su un’Autorità provinciale per l’energia. Una recente sentenza della Consulta del 2022 dice che le due Province hanno la possibilitá, ma lo spazio di manovra è limitato. I componenti della commissione avevano concordato che un disegno di legge provinciale non era opportuno senza sentire prima gli esperti a livello statale. Hilpold e Piva avevano detto che un disegno di legge probabilmente non porterà a nulla: se si vogliono determinate competenze bisogna occuparsi anche della gestione della rete, con i costi connessi. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che si vuole fare tutto ciò che si può gestire autonomamente. L’ultima riforma è stato un passo in più, che dà maggiori competenze provinciali: all’incontro di ieri con la Corte dei conti era stata rilevata anche la grande responsabilità connessa, con inviti alla cautela. A livello europeo vale il principio che ogni Stato può avere un’unica Autorità nazionale, quindi quella provinciale sarebbe sottoposta, perché poi spetta a una sola stare al tavolo di contrattazione. Egli è sempre d’accordo per una maggiore autonomia, ma va detto che l’Alto Adige ha tratto profitto dal sistema attuale, grazie al plusvalore creato da prezzi maggiori e ai certificati verdi; sono anche stati realizzati più impianti. I prezzi dell’energia non si potrebbero decidere nemmeno con una propria Autorità, va poi approfondito a chi va destinata l’energia a basso costo: non certo per chi consuma tanto. Zimmerhofer ha replicato che la Giunta ha più risorse per fare una legge rispetto al Consiglio, il quale comunque nella propria proposta è coinvolto. Ha invitato a riflettere sull’Europa delle Regioni e la decentralizzazione, e criticato che temi importanti come l’energia non sia rientrata nelle contrattazioni sull’autonomia. Kompatscher aveva detto di procedere passo dopo passo, ma in 12 anni della sua presidenza non si era arrivati a nulla. La mozione è stata respinta con 14 sì, 18 no e 1 astensione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha quindi presentato la mozione n. 434/26: L’educazione affettiva e sessuale è uno strumento fondamentale per prevenire la violenza (presentata dai conss. Foppa, Rohrer e Oberkofler il 12/06/2026), al fine di incaricare la Giunta 1. di creare i presupposti giuridici per garantire che l'educazione affettiva e sessuale, finalizzata alla prevenzione della violenza sessuale e degli abusi, sia parte integrante del programma didattico nelle scuole di ogni grado, e di includerla nelle linee guida per le scuole; 2. di riferire entro sei mesi al Consiglio provinciale sugli effetti del disegno di legge 1735/2026 sul sistema scolastico altoatesino, e sulle misure adottate per dargli attuazione nell'ambito dell'autonomia. Facendo riferimento alla legge del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara che prevede il divieto di svolgere l’educazione sessuale e affettiva nella scuola dell'infanzia e primaria e subordina le relative offerte nelle scuole medie e superiori al preventivo consenso scritto dei genitori, la proponente aggiungeva che l’obbligo di consenso dei genitori non solo limita l'autonomia scolastica, ma ostacola anche un'educazione sessuale completa, finalizzata a formare bambine, bambini e giovani su questioni importanti come il consenso, la salute sessuale e l'uguaglianza. L'educazione affettiva e sessuale non è né un lusso né un'ideologia; è piuttosto uno degli strumenti più efficaci per prevenire la violenza di genere, gli abusi sessuali e le disuguaglianze struttura; demandare alle famiglie è un problema se la famiglia è problematica o disfunzionale, ovvero proprio il tipo di famiglia dove possono verificarsi situazioni di violenza. Poiché, come detto dall’ass. Achammer, la Provincia ha la possibilità di adottare i principi delle disposizioni nazionali, il che lascia spazio all'interpretazione, Foppa ha ritenuto che essa dovrebbe farlo adottando le raccomandazioni dell’ONU in merito e prevedendo obbligatoriamente nei programmi scolastici l’educazione all’affettività e alla sessualità.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) si è detto d’accordo sulla prevenzione della violenza: bisogna insegnare ai bambini anche più piccoli quali sono i propri confini. Diversa è la questione dell’educazione affettiva e sessuale: ai suoi tempi, le pagine dedicate a questo erano state strappate dai libri di biologia, un’iniziativa in merito dello Jugendring era stata ritenuta uno scandalo. La domanda è chi è davvero in grado di spiegare la sessualità ai giovani, forse non insegnanti e genitori. Tuttavia, le informazioni che si trovano su internet sono pericolose, ma quanto avviene in Germania e Austria, con testimonianze di persone queer, forse va oltre. Ha chiesto quindi di votare separatamente le parole “affettiva e “sessuale”.
Waltraud Deeg (SVP) ha detto che il disegno di legge del governo è un passo nella direzione sbagliata, e ha invitato a chiedersi di cosa hanno bisogno bambini e giovani per essere ben informati e ben protetti. Il tema non va affrontato in maniera ideologica, portando avanti una narrativa politica. Oggi i giovani trovano tanti contenuti online, e quindi diventa ancora più importante il ruolo della scuola, con fiducia negli insegnanti. L’istruzione non rende insicure le persone, è la non conoscenza che le rende tali.
Ringraziando i Verdi per aver presentato la mozione, Franz Ploner (Team K) ha detto che la legge approvata in senato abusa della scuola, prevedendo il consenso dei genitori per l’educazione sessuale, ma questo ha delle ripercussioni. Ploner ha ricordato una recente delibera della Giunta, firmata da Messner, sulla promozione della salute sessuale e l’accesso ai contraccettivi, ma come si può agire in questo senso se poi viene vietata l’educazione sessuale? Il disegno di legge nazionale potrebbe in realtà danneggiare la prevenzione. Inoltre, se non tutti i genitori danno il consenso la situazione è difficile da gestire, anche organizzativamente.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiarito che il min. Valditara aveva specificato che dalla scuola non sarebbe uscita l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia; intendeva favorire una maturazione equilibrata e ridare voce ai genitori sui temi di identità di genere. Ha quindi riferito che a Budrio (BO) viene organizzato il pride dei bambini, promosso dal PD, dove esplicitamente i bambini vengono contaminati con contenuti ideologici queer, mercatino queer erotico e laboratorio gender, oltreché lezioni di erotismo: "Il lupo quindi non sta in casa, ma sta sempre fuori". Ha poi citato un post “di cattivo gusto” di Foppa, in cui lei critica la richiesta di “dare un bacetto allo zio”, ritenendola una mancanza di rispetto gravissima nei confronti della famiglia, presentata come un’insidia. Lei stessa aveva diffuso il post, affinché ci si renda conto dove sta andando una certa politica ideologica: “Se Foppa ha avuto nella sua vita qualche incidente non deve spalmarlo su tutta la popolazione”.
Madeleine Rohrer (Grupo verde), cofirmataria, invitando a esercitare rispetto anche in aula, ha ritenuto che chi conosce le proprie emozioni e il proprio corpo è un essere umano più libero e consapevole, più rispettoso verso l’altro. Purtroppo è quasi sempre un uomo che non riesce a gestire le proprie emozioni, e quando non accetta di essere lasciato si arriva al femminicidio. se non si riconosce il diritto di essere amati come si è, si provoca sofferenza nelle persone emarginate. Infine, se si impara a dire di non con consapevolezza di sé evita che certi limiti vengano superati. I giovani hanno diritto a conoscere il proprio corpo e a un'educazione al passo con i tempi.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha detto a Ploner che la delibera citata da Ploner non era stata firmata da lui perché quel modello di attenzione non riguardava la prevenzione ma un momento successivo. Ha aggiunto che uomini e donne di fratelli d’italia non vivono nell’Ottocento: il consenso informato voluto da meloni è perché si viene da dieci anni di operazioni che venivano vendute come cultura preventiva della violenza sessuale e invece promuoveva l’ideologia gerder; basti pensare allo spettacolo "Fa Afafine" sul gender cui sono state portate molte classi di Bolzano, o il fatto che esse venissero lasciate in mano ad associazioni esterne. L’educazione all’affettività viene fatta ancora oggi. Il testo dispositivo della mozione potrebbe anche essere condivisibile, è tutta la narrazione che è inaccettabile.
Alex Ploner (Team K) ha respinto una visione ideologica del tema, e ricordato che ai propri tempi l’educazione affettivo-sessuale non esisteva: in alcune famiglie i genitori avevano provveduto, ma erano ben pochi. Anche oggi, secondo le indagini molti genitori chiedono che sia la scuola a occuparsene, sentendosi inadeguati, anche perché molti figli vogliono confrontarsi coi i genitori su questi temi. Il diritto educativo dei genitori è importante, ma c’è anche l'incarico di educazione della scuola; i bambini vanno protetti, a volte anche dai loro genitori. Plolner ha ricordato il recente caso di un padre che ha ucciso il figlio perché omosessuale.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Rosmarie Pamer (SVP) ha ricordato di aver insegnato per 29 anni biologia alla scuola media, e che l’educazione sessuale ed affettiva rientra in quest’ambito, trattandosi di salute, rispetto, sensibilità. Essa non deve mai diventare un tema tabù, anche perché se è così i bambini si informano altrove, senza sicurezza e scientificità delle informazioni. Ha quindi annunciato sostegno alla mozione, trattandosi anche di rispetto dei propri e degli altrui confini, e ricordato che nella propria esperienza erano sempre stati coinvolti i genitori in serate informative.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) co-firmatario, ha detto a Scarafoni che `´e dimostrato che attraverso l'educazione sessuo-affettiva i bambini sono in grado di riconoscere gli eventuali abusi e tematizzarli. l’87% dei casi di abuso minorile avviene nell’ambito famigliare, e questi sono dati reali, dalla 3a indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, svolta dalla Garante per l’infanzia. In quanto al divieto nelle scuole inferiori e al consenso dei genitori alle medie e superiori, come si affronta la situazione in una condizione di abuso? la stessa Gaante per l’infanzia Höller ha detto quanto è importante l’educazione sessuo-affettiva per affrontare situazioni di abuso. Il fantomatico gender non esiste.
Renate Holzeisen (Vita) ha detto di trovarsi in mezzo alle due posizioni: come madre, vorrebbe conoscere i materiali utilizzati e il nome di chi entra nelle classi, e ritiene che sia giusto coinvolgere i genitori e fornire i nominativi degli esperti che intervengono; nella sua esperienza ha visto che non tutti gli insegnanti hanno le qualifiche necessarie per trasmettere informazioni in questo capo. Capisce tuttavia che l’educazione sessuoaffetteiva a scuola è importante, Ricordando la propria breve esperienza come insegnante e quella come rappresentante degli alunni, ha detto che a scuola non ci sono solo esperti ben formati.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha sostenuto di non vedere problemi nella nuova legge: prima i genitori non potevano prendere alcuna decisione in merito alle lezioni di educazione affettivo-sessuale. tanti genitori gli avevano riferito che preferivano parlare loro di queste materie ai propri figli, inoltre intervenire nelle scuole elementari non è opportuno. Nella mozione si dice che non si tratta di ideologia, ma nei testi pubblicati ci sono tantissimi asterischi o schwa, con cui i bambini non dovrebbero entrare in contatto. In quanto alla prevenzione dalla violenza, ha ricordato che una sua mozione sul segnale di allarme era stata respinta solo perché presentata da lui.
Dai banchi ei consiglieri, Christian Bianchi (Forza Italia/Uniti per l’Alto Adige), ha affermato che è difficile individuare la strada giusta, ma che come Holzeisen ritiene che la fiducia cieca e la delega totale non è la soluzione, ma non va fatto passare il concetto che in casa ci sia sempre una bomba atomica accesa. A questo proposito anche li ha criticato il post di Foppa: non bisogna allarmare ogni bambino su un semplice gesto d’affetto parentale. Dopo aver visto il video ha deciso di votare contro, perché pare che ogni cosa che accade in famiglia sia un pericolo. La statistica dice che in Italia l’1,3% dei minori ha dlele problematiche, ma il 37% di queste sono trascuratezza, il 34% di violenza assistita, e solo solo una sparuta minoranza - il 2% - di abuso sessuale.>
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto che l’educazione sessuale, come quella finanziaria, è molto importante per i bambini, e invitato a concentrarsi sul dispositivo. se in passato molti bambini sono stati vittime di violenza, è stato proprio perché se ne parlava poco e non si aveva coscienza dei propri limiti intoccabili. Questo tema rientra nell’educazione affettivo-sessuale, che mette i bambini nella situazione di conoscersi. Si tratta di creare le basi giuridiche, e chi parla solo di ideologia gender esagera.
L’ass. Philipp Achammer ha ricordato che questa mattina si era parlato di povertà educativa, aggiungendo che tornare all’ambito esclusivamente privato è un passo indietro. La decisione del Governo italiano è un grosso errore; una diretttrice scolastica gli aveva detto di essere shockata perché nella sua scuola avevano introdotto delle iniziative di questo genere scoprendo così due casi di abuso sessuale. Non si può distinguere educazione affettiva ed educazione sessuale; qualcuno vuol passare iniziative di educazione sessuale come uno spettacolo di travestiti: bisogna smetterla. Chi va nelle scuole sono pedagogisti sessuali formati e competenti, non bastano le competenze degli insegnanti interni. Sulla base di principi ideologici, tutto ciò che è necessario e ragionevole è stato vietato, mentre in uno Stato con tanti femminicidi questi interventi dovrebbero essere promossi. dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge la provincia adeguerà le proprie norme, e dirà che laddove si tatat di prevenire dlala violenza sessuale ci vuole un’iniziativa, ai fini della prevenzione. Va detto anche che relegare la questione al privato non vuol dire affidarla ai genitori, ma affidarla a internet, con i rischi conseguenti. in germania circola un libro sull'educazione effettiva che fa riferimento a “i miei sentimenti, il mio corpo, le mie regole", ed è questo che va trasmesso. Egli ha quindi accolto la mozione. Intervenendo per fatto personale, Knoll ha chiarito che che lui aveva sottolineato l’importanza di una formazione per prevenire da abusi sessuali, ma l’assessore alla scuola non l’aveva capito. In replica, Brigitte Foppa ha ringraziato per il ricco dibattito. Ha aggiunto che era stata accusata di aver parlato male delle famiglie, ma Scarafoni aveva parlato male della sua, di famiglia, dicendo che aveva presentato una mozione perché aveva fatto una cattiva esperienza in famiglia da bambina: questo era di cattivo gusto. Si è detta poi favorevole al confronto con le idee altrui, e capiva bene la critica alla trasmissione a scuola di contenuti ideologici. I bambini vittime di violenza sessuale subiscono una catastrofe che li accompagnerá per tutta la vita; lei però non aveva detto che tutte le famiglie sno pericolose; l’esempio del bacetto allo zio indicava la volontà di dare al bambino la possibiità di dire cosa voleva e cosa no, e questa è una consapevolezza da sviluppare. Se si dice no all’educazione sessuo-affettiva o ai contraccettivi gratis bisogna anche dare una proposta alternativa, ma questa non è arrivata. La mozione è stata posta in votazione e approvata: con 29 sì e 4 no (comprese le parole “affettiva e sessuale” al punto 1., votate separatamente e sostenute con 24 sì, 8 no e 1 astensione).
Ultimo aggiornamento:
01/07/2026 20:35:30