L'Agenda delle Valli

"La Venere sull’Alpe” al 74° Trento Film Festival 2026

Inizio: 24/04/2026 dalle ore 19:00 - Fine: 24/04/2026 alle ore 22:00 - Dove: Trento - Tn IT

TRENTO - Torna con la sua ottava edizione “La Venere sull’Alpe”, il progetto culturale promosso da Falenablu che intreccia teatro, ricerca scientifica e riflessione contemporanea a partire dalla Venere del Gaban, statuetta neolitica simbolo della Dea Madre, conservata presso il MUSE e oggetto di studio dell’Università di Trento.
Lo spettacolo teatrale, ospitato nello spazio archeologico del S.A.S.S., si terrà venerdì 24 aprile subito dopo la conferenza stampa di apertura del Trento Film Festival, alle ore 19:00.
L’evento si configura come un’esperienza immersiva in cui archeologia e antropologia dialogano con il linguaggio performativo, rendendo accessibili al pubblico contenuti scientifici e stimolando una riflessione collettiva sui temi dell’identità, delle relazioni e delle trasformazioni sociali.
Al centro della narrazione sta la figura ancestrale della Venere, che diventa strumento per interrogare il presente nei suoi diversi aspetti: i ruoli tra donne e uomini, le dinamiche culturali e le persistenti disuguaglianze. Lo spettacolo si distingue inoltre per l’inserimento delle lingue ladina, cimbra e mòchena, espressioni vive delle minoranze linguistiche trentine, che contribuiscono a valorizzare il patrimonio immateriale e a rafforzare il legame tra memoria e contemporaneità.
Elemento significativo della messa in scena è la partecipazione del Coro La Gagliarda, che arricchisce l’esperienza performativa con un contributo musicale capace di amplificare la dimensione identitaria ed evocativa della montagna.
La drammaturgia accompagna lo spettatore dentro questioni di forte urgenza contemporanea, trasformando l’esperienza teatrale in spazio di partecipazione e riflessione. I testi, firmati da Valentina Musmeci, attraverso poesie, narrazioni e lingue del territorio, danno voce a diverse stratificazioni del passato: avventure himalayane, relazioni di coppia e temi attuali quali il cambiamento climatico, arrivando in modo diretto al pubblico.
Le parole portano alla luce memorie antiche della tradizione ancestrale femminile alpina, sommersa da nuove culture e mode da seguire, e testimonianze moderne di chi ha vissuto la montagna con rispetto e non con un approccio predatorio. Sarà infatti presente nel sito una tuta himalayana utilizzata per la prima scalata al K2 da Sergio Martini, importante alpinista trentino e settimo uomo al mondo ad avere scalato tutte le 14 vette superiori agli 8 mila metri, utilizzata durante una scena
che testimonia una scalata himalayana.
La regia è affidata a Paola Di Mitri, con assistenza alla regia di Francesco Meloni, che, presente a Trento, si è occupato della messa in scena, valorizzando il sito archeologico e facendo vivere la drammaturgia itinerante tra le antiche rovine sotterranee.
Il contributo scientifico è della professoressa dell’Università di Trento Annaluisa Pedrotti, direttrice degli scavi del Riparo Gaban: con la sua esperienza e abilità narrativa riesce a trasportare il pubblico in un’epoca antica, esplicitando le problematiche che donne e uomini hanno imparato a risolvere nella preistoria e dando senso al valore simbolico della piccola dea madre a cui si ispira lo spettacolo.
“La Venere sull’Alpe” si conferma così non solo come evento artistico, ma come processo culturale duraturo, capace di connettere discipline diverse e generare consapevolezza critica nel pubblico.
Due gli eventi che completano la proposta di Falenablu per la 74° edizione del Trento Film Festival: il concerto “Queendoms” alla Sala Filarmonica di Trento, sempre venerdì ma alle 21:00, e un trekking perturbano che da Martignano accompagnerà i partecipanti sopra l’abitato e poi sul sito del Riparo Gaban a visitare gli scavi dove è stata ritrovata la Venere del Gaban. 

Ultimo aggiornamento: 22/04/2026 18:21:03