Il passaggio di Goletta dei Laghi 2026 ha evidenziato una volta più di criticità nelle acque della sponda lombarda del Garda. Come di consueto, i risultati più preoccupanti arrivano da torrenti e rii che, sfociando a lago, portano il loro carico di inquinanti batterici, senza essere né collettati e tanto meno depurati. Ciò accade nei punti risultati più volte inquinati nelle analisi di Goletta dei Laghi, evidenziando ogni anno la necessità di indagare l’origine delle contaminazioni per cercare una soluzione, senza però che ciò sia oggetto di verifica da parte dagli enti preposti.
“Da Salò a Sirmione, tutti e sei i punti campionati risultano sopra i limiti imposti dalla normativa della balneabilità delle acque,” dichiara Cristina Milani del Circolo Legambiente Per il Garda. “Secondo la Direttiva Quadro Acque 2000/60 tutti i corsi d’acqua superficiali devono essere in buono stato ecologico. Oltre al buon senso, la qualità delle acque è quindi una componente fondamentale anche nei termini di legge, e non può essere trascurata. Continueremo nell’opera di monitoraggio perché acque più sane rendono i nostri laghi più resilienti, soprattutto agli effetti della crisi climatica. Ciò è particolarmente vero per il Garda, il cui equilibrio è costantemente minacciato da pressioni antropiche di tutti i generi.”
Per approfondire i termini di questo delicato equilibrio, Goletta dei Laghi ha organizzato un convegno dal titolo Il lago di Garda: uno sguardo sul presente per capire il futuro (oggi 16 luglio h 17:30 Sala Brunelli, Palazzo Comunale di Desenzano - Via Giosuè Carducci 4, Desenzano del Garda), chiedendo ad esperti ambientali e di biodiversità di portare un loro contributo. Saranno presenti il dott. Daniele Zanini, biologo e referente scientifico dell’Orto botanico del Monte Baldo; Fabrizio Merati, idrobiologo ed esperto ambientale; Massimo Pascale, idrobiologo e ittiologo; Sonia Bozza, vicedirettrice di Acque Bresciane. Concluderà l’incontro Elena Ferrario, vicepresidente di Legambiente Lombardia.
“Al di là delle criticità di collettamento e depurazione, il naturale rimescolamento delle acque profonde del Garda avvenuto in primavera, atteso dal 2006, è un dato estremamente positivo,” anticipa Elena Ferrario, vicepresidente di Legambiente Lombardia. “Una boccata d’ossigeno per l’ecosistema nel suo complesso, che occorre però consolidare con misure di custodia e implementazione della biodiversità, cura della vegetazione lacustre, minor disturbo, ad esempio dalle barche a motore, ammodernamento della rete fognaria e di depurazione, corretta gestione dei rifiuti a lago e corretta regolazione delle acque in tempi di siccità come quelli che stiamo vivendo. Il Garda ha un piccolo vantaggio ecologico, adesso occorrono politiche in grado di mettere un freno allo sfruttamento dei territori del lago”.
Ultimo aggiornamento:
16/07/2026 15:33:01