BERGAMO - In occasione della ricorrenza, ATS Bergamo richiama l’importanza di dare spazio alle esperienze vissute: ascoltare le persone per costruire servizi più vicini ai bisogni, più inclusivi e capaci di produrre un cambiamento concreto.
Il messaggio scelto per il 2026, “Lived experiences heard: real voices, real change”, invita a compiere un passo ulteriore rispetto alla semplice possibilità di raccontare la propria esperienza: le persone che vivono o hanno vissuto una condizione di disagio psichico e i loro familiari devono poter contribuire a orientare le decisioni, i servizi e le risposte che li riguardano.
L’esperienza di chi vive il disagio psichico e di chi gli è vicino può, infatti, restituire una prospettiva che si affianca alle conoscenze professionali e scientifiche. Può far emergere bisogni, ostacoli e possibilità di miglioramento che non sempre sono visibili attraverso i soli dati o i modelli organizzativi.
Ascoltare, però, non significa soltanto raccogliere una voce. Significa creare le condizioni perché quella voce possa incidere sulle scelte.
È una prospettiva particolarmente attuale anche alla luce del Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 (PANSM), che orienta il Sistema verso servizi territoriali sempre più integrati e inclusivi e valorizza la partecipazione delle persone, dei familiari, delle comunità e dei diversi soggetti che contribuiscono alla rete della salute mentale.
“La salute mentale non può essere affidata soltanto ai servizi specialistici – dichiara Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo-. È una responsabilità che riguarda la comunità nel suo insieme e richiede la capacità di mettere in relazione competenze, istituzioni, servizi sanitari e sociali, scuola, famiglie, Terzo settore e associazioni. Una rete è realmente efficace quando riesce a non perdere di vista la persona e quando le risposte che costruisce le consentono di mantenere o ritrovare il proprio posto nelle relazioni e nella vita della comunità”,
In questa prospettiva, la salute mentale non coincide con psichiatria e neuropsichiatria e non vive soltanto nei Servizi che se ne occupano. Vive nei luoghi nei quali le persone abitano, studiano, lavorano, costruiscono relazioni e affrontano le difficoltà della vita. Riguarda la scuola, i servizi sociali e sanitari, le famiglie, il mondo del lavoro, le associazioni e il Terzo settore, le istituzioni e, più in generale, la comunità.
“Ascoltare davvero significa essere disposti a lasciarsi interrogare da ciò che l’altro racconta. Chi attraversa un momento di sofferenza e chi vive accanto a quella sofferenza conosce aspetti dei servizi, delle relazioni e dei percorsi che possono arricchire e completare lo sguardo di chi vi lavora. Dare valore a queste esperienze significa, quindi, non soltanto accogliere una voce, ma permettere che quella voce possa aiutarci a guardare diversamente i bisogni e, quando necessario, a cambiare il nostro modo di costruire le risposte”, sottolinea Francesca Piccinini, Responsabile della Struttura Dipendenze e Salute Mentale di ATS Bergamo.
È proprio nella capacità di mettere in relazione queste dimensioni che si misura la qualità di una rete di salute mentale: non soltanto nella possibilità di offrire una risposta quando il disagio è già presente, ma nella capacità di riconoscere precocemente i bisogni, favorire l’accesso ai servizi, garantire continuità nei percorsi e costruire opportunità di inclusione e partecipazione sociale.
Lo stigma continua a rappresentare una delle principali barriere all’inclusione e, in alcuni casi, anche alla possibilità di chiedere aiuto. Pregiudizi e stereotipi possono alimentare isolamento e discriminazione. Per questo è necessario riportare al centro le persone e non le etichette, riconoscendone diritti, capacità, desideri e possibilità di partecipare alla vita della comunità.
La Giornata del 10 ottobre offre, quindi, l’occasione per ribadire una direzione di lavoro che riguarda ogni giorno i servizi e le istituzioni: passare dall’ascolto alla partecipazione, dalla partecipazione alla corresponsabilità, dalla corresponsabilità al cambiamento.
Per ATS Bergamo, questo significa continuare a lavorare, nell’ambito delle proprie funzioni di programmazione, governance, monitoraggio e integrazione della rete, insieme alle ASST, agli enti gestori pubblici e privati accreditati e contrattualizzati, agli Ambiti territoriali, al Terzo settore, alle associazioni, alle istituzioni e agli altri soggetti della comunità.
L’obiettivo è favorire una rete capace di rispondere ai bisogni di salute mentale lungo tutto l’arco della vita, nella quale l’esperienza delle persone non sia soltanto qualcosa da ascoltare, ma una conoscenza da valorizzare per migliorare i percorsi, orientare le risposte e costruire servizi sempre più accessibili, integrati e centrati sulla persona.
Perché il cambiamento non nasce soltanto dal parlare di salute mentale. Nasce quando le persone vengono ascoltate e quando ciò che raccontano contribuisce a cambiare ciò che facciamo.
Ultimo aggiornamento:
07/10/2026 11:51:50