BOLZANO - I Carabinieri di Vipiteno hanno individuato e denunciato alla Procura di Bolzano due persone, ritenute responsabili, del reato di truffa aggravata in concorso, al termine di una tempestiva attività investigativa che ha consentito di recuperare integralmente la somma di 50.000, sottratta con il collaudato metodo del "finto Carabiniere".

La vicenda ha avuto origine nel pomeriggio a metà giugno 2026, quando una coppia di coniugi è stata contattata dapprima tramite un messaggio che segnalava una presunta operazione bancaria sospetta. Successivamente, le vittime hanno ricevuto diverse telefonate da un falso appartenente all'Arma dei Carabinieri che, con artifizi e raggiri, le ha indotte a disporre un bonifico istantaneo di 50.000 euro su un conto corrente indicato al fine di chiudere il proprio conto dove sarebbe stata segnalata l’attività sospetta.
Accortisi dell'inganno, i coniugi si sono immediatamente rivolti ai Carabinieri.
La rapidità della denuncia ha consentito ai militari di attivare senza ritardo le procedure d'urgenza, contattando l'istituto di credito presso il quale era stato accreditato il bonifico e segnalando la natura fraudolenta dell'operazione.
È stato quindi eseguito il sequestro preventivo d'urgenza della somma richiedendo contestualmente il blocco amministrativo del conto corrente
Nonostante il bonifico fosse stato eseguito con modalità istantanea, il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di impedire che gli indagati potessero entrare nella disponibilità del denaro. Le somme sono state integralmente vincolate e potranno essere restituite alle persone offese all'esito delle procedure previste dall'Autorità Giudiziaria.
Le attività investigative hanno inoltre consentito di individuare due truffatori, che sono stati denunciati in stato di libertà per truffa aggravata in concorso, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Il Comandante della Compagnia Carabinieri, Capitano Francesco Lorenzi, ha evidenziato come «questo risultato dimostri quanto sia determinante denunciare immediatamente anche quando si ritiene che il denaro sia ormai irrimediabilmente perduto. La tempestività della segnalazione e la sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e gli istituti di credito possono consentire di bloccare le somme prima che vengano disperse. Negli ultimi mesi abbiamo organizzato numerosi incontri con cittadini, associazioni, amministrazioni comunali per illustrare le modalità con cui vengono commesse le truffe del "finto Carabiniere" e del "finto operatore bancario". Continueremo a promuovere questi momenti di informazione e confronto, perché la consapevolezza rappresenta il primo e più efficace strumento di difesa»
L'Arma dei Carabinieri rinnova l'invito a diffidare di telefonate provenienti da sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine o a istituti di credito che richiedano l'effettuazione di bonifici o altre operazioni bancarie urgenti. In caso di dubbi è sempre opportuno interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112 o la propria banca attraverso i canali ufficiali.