309/90 in materia di cessione di sostanze stupefacenti e di detenzione delle stesse ai fini di spaccio.
Luogo delle innumerevoli cessioni, tutte documentate all’Autorità Giudiziaria, è il quartiere della Portela, segnatamente Piazzetta Lainez con le sue confluenti arterie pedonali di vicolo Colico, via delle Orfane e via Pozzo, ove, da tempo, le richieste della popolazione residente e gli sforzi congiunti di Forze dell’Ordine ed Autorità Giudiziaria hanno cercato di porre fine alla situazione di minore sicurezza percepita ivi imperante.
L’attività d’indagine “Portela” ha visto il suo nascere nel mese di settembre 2017 e, dopo mesi di osservazione, corroborati da plurimi riscontri e sequestri di sostanze stupefacenti, da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trento, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, ha condotto ad inferire un duro colpo alla malavita esogena radicatasi nel cuore storico del capoluogo trentino attraverso l’arresto di sette persone.
I sette destinatari, la cui posizione sul territorio italiano risulta irregolare, ritenutisi per troppo tempo padroni indiscussi del territorio, hanno proseguito con totale indifferenza e sprezzo dei continui controlli operati dalle Forze di Polizia nel compimento delle loro attività delittuose: questo il quadro che fuoriesce dai mesi di osservazione.
Un quadro, quello appena descritto, che si compone di vari protagonisti, di una loro complicità, di una tranquilla e serena “stanzialità” degli stessi, indifferenti per di più alle forze di Polizia, di dinamiche di approvvigionamento accurate e di un introito in termini economici assolutamente non trascurabile: ad essere documentate sono state circa 60 le cessioni di sostanze stupefacenti, 140 (centoquaranta) i grammi di hashish sequestrati, 20 quelli di eroina e 15 quelli di cocaina, quantitativi ancor più ampi quelli relativi allo smercio di marijuana.
Sostanze queste tutte rivolte a giovani trentini provenienti dal capoluogo e dalle valli limitrofe, il cui raggiungimento è peraltro facilitato dalla estrema vicinanza della Portela alla Stazione Ferroviaria e delle Autolinee, i quali hanno versato alla malavita un introito economico ammontante a più di 1.000 euro.
Ancora più preoccupante è la stanzialità degli spacciatori con conseguente convinzione da parte degli assuntori di un vero e proprio market presente sul retro della Chiesa Santa Maria Maggiore; particolare è invece l’approvvigionamento delle sostanze da parte dei rei e la conoscenza da parte di quest’ultimi del nostro quadro normativo: le quantità individualmente detenute non sono mai rilevanti al fine precipuo di dimostrare l’uso personale della sostanza stupefacente ma soprattutto la detenzione nel cavo orale delle dosi pronte per lo spaccio da un lato ha favorito l’immediata disponibilità nella cessione delle sostanze e dall’altra ha garantito il rapido occultamento delle stesse, in caso di controllo da parte dei Carabinieri, mediante una veloce deglutizione.
Questo il quadro completo di quanto allo stato e per troppo tempo è avvenuto nel quartiere Portela, ove venerdì è stato inferto un duro colpo allo smercio di sostanze stupefacenti.
Allo stato le sette persone destinatarie dei provvedimenti, tutte senza fissa dimora, sono state arrestate ed associate alla locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria trentina; si ricerca tuttavia un’ottava persona, allo stato non rintracciata e di cui proseguono fittamente le ricerche.
Le sette persone destinatarie del summenzionato provvedimento, si identificano in:
- Zarrouk Karim, nato in Algeria il 27.01.1998;
- Mejri Iheb, nato in Tunisia il 15.03.1994;
- Hafthlwi Mohamed Alì, nato in Tunisia il 03.09.1993;
- Tarhouni Mokhtar, nato in Tunisia il 02.01.1995;
- Mastouri Dhiya, nato in Tunisia il 21.05.1999;
- Gdida Atif, nato in Tunisia il 13.03.1990;
- Debba Issar Eddine, nato in Tunisia il 13.06.1987
Operazione Portela, il plauso degli imprenditori
Forte plauso da parte degli imprenditori all’operazione condotta a Trento dall’Arma dei Carabinieri che ha assicurato alla giustizia sette malviventi che operavano nel mercato delle sostanze stupefacenti. Apprezzamento anche per le operazioni anti-contraffazione della Guardia di Finanza.
«A nome di tutti gli imprenditori associati – dichiara Massimo Piffer, vicepresidente vicario di Confcommercio Trentino – vorrei ringraziare le Forze dell’ordine per il lavoro che quotidianamente svolgono per garantire legalità e sicurezza sul territorio della nostra provincia. In particolare, esprimo tutte le mie congratulazioni per l’operazione che ha permesso di assicurare alla giustizia sette spacciatori che operavano nella zona della Portela, a Trento. Operazioni come questa infondono ottimismo a cittadini ed esercenti che, in talune zone, si trovano a dover convivere con situazioni molto difficili che limitano – talvolta anche in maniera significativa – la libertà d’impresa. Un grazie particolare, quindi, all’Arma perché dimostra ancora una volta di essere presente, vigile e operativa nella lotta alla criminalità».
Con l’occasione Piffer ricorda anche il lavoro della Guardia di Finanza, impegnata negli ultimi giorni in alcune operazioni di rilievo sul fronte dell’anticontraffazione e della prevenzione di truffe: «Vorrei estendere il ringraziamento anche agli uomini delle Fiamme gialle per le operazioni di sequestro di capi contraffatti condotte nelle ultime ore. Ma anche per il grande impegno profuso nel corso della scorsa Adunata degli alpini per contrastare i fenomeni di abusivismo. È anche su questo fronte che si misura la capacità di un territorio di garantire il proprio sviluppo e di consentire lo svolgimento dell’attività d’impresa entro un alveo di legalità e leale concorrenza».
La collaborazione dei cittadini
Senza ombra di dubbio l’attività conclusasi ieri mattina ad opera dei Carabinieri della Compagnia CC di Trento con l’arresto di sette persone di origine nordafricana e con le ricerche, ancora in corso, di una persona allo stato irreperibile, ha avuto origine, ancorché dalla professionalità e dalla tenacia espressa silenziosamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trento, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trento, dalla profonda vicinanza della popolazione e dal senso di attaccamento al proprio quartiere delle persone residenti nel centro storico.
Non trattasi peraltro di un semplice spirito critico quello dei residenti nel quartieri interessati ma è stato un aiuto concreto nell’attivare, nel rappresentare e nel coadiuvare le Forze dell’Ordine nell’intento di ottenere questo primo obiettivo.
A testimonianza peraltro di un profondo legame della popolazione con l’Arma dei Carabinieri nel consolidare il senso di legalità e nel rafforzare quella percezione di sicurezza che in silenzio le Forze dell’Ordine cercano sempre di garantire, si pone quest’attività investigativa, fatta di plurimi riscontri e di un quadro tale da non permettere a chi ha violato per troppo tempo le norme di continuare a “disinteressarsi” delle Leggi dello Stato.
Non da ultimo l’utilità dei plurimi servizi di osservazione, che non sono allo stato conclusi, hanno portato, nel corso dell’attività investigativa, grazie alla conoscenza visiva delle persone di interesse operativo dei Carabinieri, all’arresto anche di un catturando, destinatario di un consistente provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria trentina nel mese di giugno 2017, resosi irreperibile e rintracciato successivamente solo nel mese di dicembre 2017.