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Traffico illecito di rifiuti: sequestrato impianto di biogas a Chiari

Smaltite su terreni agricoli oltre 144000 tonnellate di rifiuti

CHIARI (Brescia) - Traffico illecito di rifiuti: sequestrato impianto di Biogas a Chiari.
Smaltite illecitamente su terreni agricoli oltre 144000 tonnellate di rifiuti.
I militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia coordinati dal Tenente Antonio Di Giorgio Giannitto, comandante del NIPAAF di Brescia, unitamente a personale tecnico di Arpa Lombardia - Dipartimento di Brescia, hanno dato esecuzione in data odierna a un decreto emesso dal GIP del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, in esito al quale sono stati sottoposti a sequestro preventivo gli impianti di produzione e tutte le relative strutture aziendali di una società operante nel settore della produzione di energia rinnovabile da biogas.

I carabinieri forestali ed Arpa, sotto il coordinamento della DDA bresciana, hanno svolto a partire da gennaio 2024 una complessa attività investigativa circa un presunto smaltimento di oltre 144 mila tonnellate rifiuti liquidi su terreni agricoli ubicati nelle province di Brescia e Bergamo, nel circondario di Chiari.
Secondo quanto emerso dalle indagini, relative al periodo 2022-2024, la società al fine di massimizzare i profitti derivanti dalla produzione energetica, azzerando i costi di gestione ambientale, avrebbe mantenuto costantemente spento o inattivo il proprio l’impianto di abbattimento dell’azoto nel digestato, materiale quest’ultimo decadente dal processo di produzione del biogas.

Detta condotta avrebbe comportato a favore delle società, nel triennio interessato, un illecito profitto di oltre 800.000 euro, pari al risparmio di costi conseguito, mentre il digestato caratterizzato da un carico di azoto sino a 4 volte superiore a quanto dichiarato, sarebbe stato in seguito illecitamente smaltito sui terreni agricoli di 8 comuni delle province di Brescia (Chiari, Coccaglio, Pontoglio, Cologne, Palazzolo sull’Oglio, Urago d’Oglio) e Bergamo (Palosco, Mornico al Serio), con sistematico e significativo superamento della soglia limite annuale fissata per le 'Zone Vulnerabili ai Nitrati' di 170 kg di azoto per ettaro all’anno, posta a tutela delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento da nitrati.

Per i fatti sono indagati, a vario titolo, di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso in atto pubblico e impedimento al controllo, quattro persone, nonché la stessa società oggetto di sequestro, sotto il profilo della responsabilità amministrativa dipendente da reato ai sensi del decreto legislativo 231/2001, volta a neutralizzare il presunto vantaggio economico derivante dal reato in danno all’ambiente e alla leale concorrenza.
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026 12:56

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