TRENTO - La Cassazione ha depositato le motivazioni con le quali ha respinto il ricorso di
Chico Forti sulla
liberazione condizionale. "Il fulcro della questione - si legge nelle motivazioni -
è sulla sussistenza, o meno, di una spontanea offerta proveniente dal condannato di provvedere al risarcimento in danno della persona offesa".

Lo scorso settembre il
tribunale di sorveglianza di Verona aveva negato la libertà condizionale.
Il 66enne trentino era stato condannato nel 2000 all'ergastolo negli Stati Uniti per l'omicidio dell'imprenditore australiano Dale Pike e dal maggio 2024 si trova nel carcere di Montorio a Verona. Secondo i suoi difensori Chico Forti avrebbe scontato negli Usa quasi 5 anni di carcere in più della pena prevista in Italia per lo stesso reato. Ha ottenuto dal tribunale di sorveglianza il riconoscimento di uno sconto di pena di 6 anni e 3 mesi per buona condotta e superato anche i 26 anni minimi di detenzione previsti per poter presentare richiesta di liberazione condizionale. Nonostante questo, il tribunale di sorveglianza nel settembre scorso aveva respinto la richiesta di ammissione alla misura alternativa alla detenzione.
Il tribunale di sorveglianza si è espresso negativamente sull'istanza, e i legali di Chico Forti hanno avanzato il ricorso in Cassazione contro il provvedimento (foto credit foto www.chicoforti).
La Cassazione ha rigettato il ricorso di Chico Forti, che ora può uscire dal carcere di Verona per lavori all'esterno in azienda agricola veronese, svolgere attività di volontariato e per fare visita all'anziana madre a Trento. Ora a Forti rimane la possibilità di presentare una nuova istanza per la libertà condizionale.