Punta Scais - Undici ore in notturna su ghiacciaio: intervento molto tecnico e impegnativo stanotte, andato comunque a buon fine, per il Soccorso alpino della VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Ieri sera, verso le 18:30, è arrivata una richiesta di aiuto da parte di due alpinisti, un milanese e un comasco, bloccati mentre stavano percorrendo la Cresta Corti alla Punta Scais, sulle Orobie Valtellinesi. Si trovavano a circa 2900 metri di quota e non riuscivano più a procedere. Dopo avere contattato la Centrale e il Soccorso alpino, hanno fatto alcune valutazioni e deciso di proseguire da soli, con calate a valle.
Verso le 22 però la situazione per loro è diventata più critica: uno dei due era bloccato di nuovo sul ghiacciaio di Porola, a 2700 metri, in un’area crepacciata. Il compagno invece era riuscito a scendere più in basso. La Centrale operativa a questo punto ha inviato le squadre territoriali del CNSAS. La situazione era però diventata più complessa, perché non si conosceva la posizione esatta dell’alpinista. Per diverso tempo i soccorritori non sono riusciti a stabilire un contatto per avere informazioni o le coordinate geografiche. Dai dati avuti in precedenza hanno comunque ristretto la zona d’intervento al versante valtellinese, dopo avere localizzato l’auto parcheggiata in basso.
Le squadre territoriali, composte da sei tecnici CNSAS e sei militari del SAGF (Soccorso alpino Guardia di Finanza), sono risalite battendo i sentieri ai piedi del ghiacciaio, per ritrovare il compagno e capire dove potesse essere l’alpinista bloccato.