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Ortles Haute Route Trail: Pereyra e Sibona firmano la prima

L’argentino del Team VJ-Nortec ha dominato la prova regina da 120 km

BORMIO (Sondrio) - Sergio Gustavo Pereyra e la lariana Guendalina Sibona entrano nella storia come primi vincitori della Ortles Haute Route Trail. L’argentino del Team VJ-Nortec ha dominato la prova regina da 120 km e 9.000 md+, mentre al femminile la fotografa/scrittrice lariana ha saputo costruire il proprio successo nella seconda parte di una gara combattuta e ricca di colpi di scena. Una prima edizione che ha promosso a pieni voti il nuovo progetto ideato da Marco De Gasperi: oltre 550 concorrenti da 18 nazioni sulle tre distanze e un tracciato dal forte carattere alpino nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. Foto @Jose Miguel Munoz.

PEREYRA, UNA CAVALCATA LUNGA 120 KM
Sulla prova regina Sergio Gustavo Pereyra non ha lasciato spazio a dubbi o incertezze. L’argentino è partito davanti e davanti è rimasto sino al ritorno a Bormio, chiudendo i 120 km in 17h19’10”, crono decisamente interessante su un percorso che proponeva 9.000 metri di dislivello positivo, tre passaggi oltre quota 3.000 e l’attraversamento del ghiacciaio. Dopo VUT e Valgrosina Trail, Pereyra completa così la propria tripletta estiva in Valtellina. Alle sue spalle ottima prova di Gabriele Orazi, secondo in 18h28’12”, mentre Marco Nuti ha completato il podio in 20h02’26”.

SIBONA VINCE UNA GARA RICCA DI COLPI DI SCENA
Decisamente più incerta la prova femminile. Per buona parte della giornata di venerdì era stata la local Laura Besseghini a dettare i tempi, prima di essere costretta ad alzare bandiera bianca per un problema fisico. Da quel momento è salita in cattedra Guendalina Sibona, capace di prendere in mano la gara e presentarsi vincitrice a Bormio in 24h29’08”.

Alle sue spalle la battaglia per il podio è rimasta aperta sino alle battute conclusive. Dopo oltre 100 km, al passaggio dello Stelvio, tre atlete si sono ritrovate praticamente insieme alla base vita e sono stati gli ultimi 30 km a definire le posizioni. Giorgia Nichetti ha conquistato la seconda piazza in 25h52’48”, precedendo Jenny Andreola, terza in 26h09’16”.

NILSSON E SCHWEIGKOFLER SULLA RAETHIA TRAIL
Sabato mattina spazio alla Raethia Trail da 35 km e 2.000 md+. Tra gli uomini lo svedese Martin Nilsson ha confermato le attese imponendosi con un ottimo 2h59’24”.
Piazza d’onore per Luca Cagnati in 3h18’14”, con Simone Compagnoni terzo in 3h20’52”.

Al femminile successo di Andrea Schweigkofler in 3h39’36”, davanti a Martina De Silvestro, seconda in 3h46’48”, e Lucia Forte, terza in 3h56’56”.

BONGIO E OCCHI FIRMANO LA SHORT TRAIL
Sulla veloce OH Short Trail da 12 km e 600 md+ vittoria maschile di Francesco Bongio in 53’52”, seguito da Luca Bradanini in 55’32” e dallo svizzero Pascal Egli in 59’30”.

Tra le donne prima posizione per Anna Occhi in 1h08’09”, seconda Sara De Lorenzi in 1h12’54” e terza Virginia Ortalli in 1h14’09”.

NEVE, SOLE E COLORI D’AUTUNNO: CHE SPETTACOLO
A rendere ancora più suggestiva questa prima assoluta ci ha pensato la montagna. Pioggia e neve in quota cadute nei giorni precedenti hanno regalato scenari quasi epici, con le cime imbiancate a fare da sfondo al passaggio degli atleti. Venerdì l’alternanza di sole e nubi ha accompagnato la 120 km, mentre sabato cielo terso e primi colori autunnali hanno offerto una cornice ideale alle due prove più brevi. Condizioni che hanno esaltato anche il grande valore fotografico e paesaggistico di un percorso disegnato attorno al massiccio dell’Ortles, tra Lombardia e Alto Adige.

OLTRE 550 ATLETI PER UN’EDIZIONE VOLUTAMENTE A NUMERO CHIUSO
Il primo dato che premia gli organizzatori è quello della partecipazione: oltre 550 iscritti complessivi, circa 200 dei quali sulla 120 km, nonostante la scelta precisa di calmierare i pettorali per mettere alla prova la macchina organizzativa prima di pensare a numeri superiori. Una partecipazione resa ancora più significativa dalla presenza di atleti stranieri e da una quota femminile attestata intorno al 23%, numeri che hanno dato sin dalla prima edizione una dimensione internazionale all’evento.

UNA PRIMA CHE PROMETTE MOLTO
Il bilancio del debutto è decisamente positivo. Ortles Haute Route Trail ha dimostrato sul campo di avere un grandissimo potenziale, sia dal punto di vista sportivo sia per la qualità e l’unicità dei territori attraversati. Molto positivi anche i primi feedback arrivati dagli atleti, chiamati a confrontarsi con un’Alta Via vera, tecnica, severa e spettacolare.

Il primo importante esame è superato: il progetto immaginato da Marco De Gasperi è diventato realtà e ha mostrato di avere tutte le carte in regola per crescere. Una cosa, dopo questo primo weekend di gara, appare già evidente: Ortles Haute Route Trail ha il potenziale per diventare una super classica di fine estate. «Siamo davvero molto felici – ha dichiarato De Gasperi -. Come in ogni prima edizione, sono emersi tanti aspetti positivi e anche qualche dettaglio da calibrare in vista del futuro. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere come questa gara sia riuscita a unire non soltanto i comuni della mia valle, ma anche quelli del vicino Alto Adige, legando due regioni attraverso un unico fil rouge. Straordinaria è stata poi la risposta dei volontari: tanti, tantissimi e sempre disponibili. Anche i commenti dei concorrenti sono stati unanimi: percorso bellissimo e un grazie di cuore ai volontari per la loro passione e disponibilità. Ora ci godiamo questo successo, prendiamo nota di ciò che può essere migliorato e iniziamo già a lavorare con l’obiettivo di crescere ulteriormente. L’appuntamento è al prossimo anno, con la volontà di proporre una gara ancora più bella».
Ultimo aggiornamento: 12/09/2026 20:59

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