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Trentino: nuova Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio, passo verso il Parco fluviale nelle ‘Sarca unite’

sabato, 23 novembre 2019

Riva del Garda – La Giunta provinciale ha approvato l’Accordo di programma per la costituzione della Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio sul territorio dei Comuni di Altavalle, Capriana, Segonzano, Valfloriana, Cembra Lisignago, Lona Lases e Albiano. Dal 2011, sul territorio dell’Alta Val di Cembra, e in particolare nei Comuni di Altavalle, Segonzano e Capriana è attiva la Rete di Riserve Alta Val di Cembra-Avisio, quella che fino ad oggi era la più piccola – territorialmente parlando – ma anche una delle più “anziane” tra le 11 Reti di Riserve presenti in Trentino (è stati infatti tra le prime Reti di Riserve a costituirsi). Esprimendo la soddisfazione per l’approvazione dell’accordo, il vicepresidente Mario Tonina ha evidenziato l’importanza dell’estensione realizzata del territorio della Rete: “L’ampliamento territoriale della rete testimonia, da una parte, la buona pratica rappresentata dalla preesistente Rete dell’Avisio, dall’altra la crescente sensibilità verso il patrimonio naturalistico da parte degli amministratori locali. Un plauso a chi si è impegnato in questi anni ed ha saputo, evidentemente, dimostrare, attraverso i risultati conseguiti, l’utilità dello strumento”.

Da oggi, dunque, il territorio di questa piccola Rete di Riserve sarà triplicato e il numero dei Comuni coinvolti passerà da 3 a 7, coinvolgendo quasi tutti i Comuni della Val di Cembra (ad eccezione dei Comuni di Giovo e di Sover), oltre ai Comuni di Valfloriana e Capriana nella vicina Val di Fiemme. Sedici sono in totale gli enti sottoscrittori dell’Accordo di programma: la Provincia autonoma di Trento, i Comuni di Altavalle, Capriana, Segonzano, Valfloriana, Lona Lases, Cembra Lisignago e Albiano, la Comunità della Valle di Cembra, il Consorzio BIM dell’Adige, le Asuc di Rover – Carbonare, Lona e Lases, la Magnifica Comunità di Fiemme, la Comunità territoriale della Val di Fiemme e l’Agenzia Provinciale per le Foreste Demaniali. Ente capofila della Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio sarà la Comunità della Valle di Cembra.

L’accordo è il risultato di un lungo percorso di confronto e sensibilizzazione sui temi ambientali, avviato dagli amministratori della Val di Cembra oltre dieci anni fa, e che durante tutto il 2019 ha visto l’organizzazione di numerosi incontri mirati rivolti agli amministratori e ai portatori di interesse ed incontri pubblici aperti alla popolazione, per condividere valori e obiettivi della Rete di Riserve quale strumento di conservazione attiva della natura e di sviluppo sostenibile del territorio.

Le Reti di riserve della Sarca unite, un passo verso il Parco fluviale

Approvato dalla Giunta provinciale l’Accordo di programma per l’attivazione della Rete di riserve Sarca, che coinvolge il territorio di ben 27 Comuni: Carisolo, Pinzolo, Giustino, Massimeno, Caderzone Terme, Bocenago, Spiazzo, Pelugo, Porte di Rendena, Tione di Trento, Tre Ville, Borgo Lares, Bleggio Superiore, Comano Terme, S. Lorenzo Dorsino, Fiavé, Stenico, Strembo, Sella Giudicarie, Arco, Cavedine, Drena, Dro, Madruzzo, Nago-Torbole, Riva del Garda e Vallelaghi. Il provvedimento, che porta la firma dell’assessore all’ambiente Mario Tonina, da continuità al lavoro svolto finora dalle due preesistenti Reti di riserve Basso Sarca e Medio e Alto Sarca, i cui rispettivi accordi di programma sono scaduti a fine 2018, e promuove una gestione unitaria del fiume Sarca e delle aree protette e di integrazione ecologica ad esso connesse, in relazione alle previsioni di un Piano di gestione unitario che è in corso di approvazione.

“La creazione di una Rete di riserve unica – evidenzia il vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina – è il passo più importante per andare verso il Parco Fluviale della Sarca. Un plauso va fatto a chi si è strenuamente impegnato per questo risultato, a partire dall’infaticabile Gianfranco Pederzolli, presidente del BIM Sarca, Mincio, Garda.”

La Rete unica connette un insieme di aree protette vasto, articolato e rappresentativo di habitat pregiati e preziosi, che parte ai piedi dei ghiacciai dell’Adamello e della Presanella ed arriva fino a quelli, molto diversi dai primi del Garda Trentino, passando per tutte le fasce altimetriche in una sorta di rappresentazione, in qualche decina di chilometri, di quasi tutta la biodiversità alpina.

Per l’attuazione delle azioni previste dall’Accordo di programma, declinate nel programma finanziario e nel documento tecnico, è prevista una spesa complessiva nel triennio di 1.182.000 euro (cui si aggiunge un importo presunto di 605.000 euro di PSR) a carico dei bilanci della Provincia autonoma di Trento per 432.000 euro, del BIM Sarca Mincio Garda per 480.000 euro, della Comunità delle Giudicarie per 100.000 euro, della Comunità Alto Garda e Ledro per 100.000 euro e della Comunità Valle dei Laghi per 70.000 euro.



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