VERONA - È la bresciana Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo, a ricevere dalla Lombardia il Premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura, riconoscimento – considerato l’“Oscar” del vino italiano – assegnato nell’ambito di Vinitaly su indicazione dell’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi.
Istituito nel 1973 e intitolato al fondatore della rassegna veronese, il Premio Betti rappresenta uno dei riconoscimenti più autorevoli del settore, attribuito a personalità che hanno contribuito in modo significativo alla crescita della vitivinicoltura italiana. Una scelta che, nel caso lombardo, assume anche un chiaro valore politico e strategico: premiare una figura che incarna la capacità di tenere insieme impresa, rappresentanza e visione di sistema. La motivazione del riconoscimento evidenzia come Prandini si sia distinta per aver saputo coniugare visione imprenditoriale e impegno associativo, diventando un punto di riferimento per l’intero comparto regionale.
Alla guida dell’azienda Perla del Garda, da lei fondata, e nel ruolo di presidente di Ascovilo, ha rafforzato negli anni la rete delle denominazioni lombarde, contribuendo a consolidarne identità, promozione e presenza sui mercati nazionali e internazionali. "Il Premio Betti è un riconoscimento che valorizza non solo le persone, ma il lavoro di un intero sistema – sottolinea Beduschi –. Con Giovanna Prandini premiamo una figura che ha saputo tenere insieme impresa e rappresentanza, contribuendo in modo concreto alla crescita e alla credibilità del vino lombardo".
Nel contesto di Vinitaly, piattaforma internazionale di confronto tra istituzioni, imprese e mercati, il conferimento del premio assume un significato ancora più ampio. Racconta una Lombardia del vino che punta sulla qualità produttiva ma anche sulla capacità di fare sistema, elemento sempre più determinante in uno scenario globale competitivo e in continua evoluzione.
"La sua esperienza dimostra quanto sia decisivo fare squadra per rafforzare il posizionamento delle nostre denominazioni – aggiunge l’assessore –. La Lombardia del vino cresce quando riesce a presentarsi autorevole e competitiva, sui mercati italiani e internazionali". Un’impostazione che riflette la strategia regionale: sostenere un modello di sviluppo in cui collaborazione tra imprese, consorzi e istituzioni diventa leva di crescita e di riconoscibilità. In questo quadro, il riconoscimento a Prandini non è soltanto la valorizzazione di un percorso individuale, ma il simbolo di una filiera che evolve, si struttura e rafforza la propria identità.
"Questo premio è il segno di un lavoro condiviso – commenta Prandini –. La forza del vino lombardo sta nella capacità di unire competenze, territori e visione, portando le nostre denominazioni a essere sempre più riconosciute e apprezzate".
Una traiettoria chiara, quella delineata dalla Lombardia a Vinitaly: investire sulla qualità, rafforzare la rappresentanza e costruire un sistema competitivo capace di affrontare le sfide dei mercati globali senza perdere il legame con il territorio.