CAPO DI PONTE (Trento) - Diecimila anni di storia incisi nella roccia diventano oggi il motore di un destino comune: la
Valle Camonica lancia ufficialmente la sfida per il titolo di
Capitale Italiana della Cultura 2029.
Nel cinquantesimo anniversario del primo riconoscimento UNESCO nazionale, la Valle presenta un inedito modello di coesione capace di unire 40 Comuni in un’unica visione progettuale, superando i confini delle singole realtà cittadine.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia,
Diego Invernici, ha depositato già all’inizio di febbraio una mozione strutturata per impegnare ufficialmente il presidente e la Giunta regionale a sostenere questo percorso. L'atto, che ha trovato la convinta adesione di sette firmatari bresciani appartenenti alla maggioranza e della consigliera
Paola Pollini del Movimento 5 Stelle, consolida un impegno costante avviato mesi fa. Tale percorso è frutto di un’interlocuzione diretta dello stesso consigliere Invernici con l’assessore alla Cultura
Francesca Caruso, finalizzata a garantire alla voce della Valle una solidità tecnica e politica ai vertici di Palazzo Lombardia. Al contrario, il documento non ha ricevuto la sottoscrizione dei consiglieri di opposizione
Miriam Cominelli,
Emilio Del Bono e
Massimo Vizzardi.
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Credo in questo progetto dal primo istante perché rappresenta una svolta nel modo di intendere la valorizzazione dei nostri beni - dichiara Invernici -. L'attuale bando nazionale vede per la prima volta la partecipazione di un intero territorio diffuso.
Si tratta di una sfida vinta sulla coesione: 40 comuni si presentano come un corpo unico, fornendo la prova che l'identità culturale costituisce il vero collante di una comunità vasta e variegata".
La mozione depositata da Invernici poggia su basi giuridiche e strategiche profonde, distinguendosi rispetto ad altri atti per un approccio che va, come spiega il consigliere, "oltre la semplice promozione d’area. Il documento inquadra la candidatura all'interno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) e del riordino delle autonomie montane, definendo un percorso amministrativo chiaro e blindato. A differenza di approcci esclusivamente turistici, questo atto richiama esplicitamente il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e le convenzioni internazionali sulla diversità culturale, elevando la proposta camuna a un livello di pianificazione nazionale".
"L’obiettivo punta a un cambio di paradigma economico attraverso azioni integrate e lungimiranti. La strategia prevede un potenziamento strutturale delle connessioni tra i parchi archeologici e i musei, favorendo una mobilità fluida che renda l'intero sistema culturale unitario. Tale visione permette una destagionalizzazione dei flussi turistici, rendendo il patrimonio fruibile e attrattivo durante tutto l'anno. Questo processo genera ricadute dirette sull'occupazione locale, creando nuove opportunità per i giovani nei settori dell'accoglienza evoluta, della digitalizzazione applicata ai beni culturali e della conservazione innovativa del patrimonio alpino".
"La Valcamonica possiede la maturità istituzionale necessaria per gestire un progetto di questa portata - prosegue Invernici -. Il mio impegno in regione mira a riconoscere questa candidatura quale progetto strategico regionale. Vogliamo che la Lombardia sposi un modello di sviluppo sostenibile che parta dalla specificità della montagna per parlare all'intero Paese, garantendo concretezza a un territorio che è polo identitario unico nel panorama alpino".
Con il deposito di questo atto, il percorso verso il 2029 accelera. La mozione a firma Invernici valorizza il ruolo della Comunità Montana e della Provincia di Brescia, ricordando l'importanza della Riserva della Biosfera UNESCO Valle Camonica - Alto Sebino quale cornice d'eccellenza che unisce biodiversità e storia millenaria. È una visione che protegge la Valle da letture superficiali o estemporanee, garantendo il giusto rilievo al primo sito UNESCO d'Italia attraverso strumenti legislativi certi e una sinergia istituzionale già collaudata tra comuni, provincia e regione.