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Federconsumatori, Energia: nuovi rincari in arrivo

In Trentino famiglie e lavoratori rischiano un duro colpo

TRENTO - Le tensioni internazionali tornano a scaricarsi sulle bollette di famiglie e lavoratori. L’impennata delle quotazioni del gas sui mercati europei, con aumenti superiori al 39% e valori che sfiorano i 60 euro al megawattora, riapre uno scenario che in Trentino richiama alla memoria la crisi energetica del 2022-2023. Secondo Federconsumatori del Trentino, "In assenza del disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas, l’intero sistema tariffario rischia di trascinare verso l’alto anche le bollette elettriche. Il risultato è prevedibile: un ulteriore aggravio a carico delle famiglie e del lavoro dipendente, mentre i meccanismi di formazione dei prezzi restano legati a dinamiche finanziarie e speculative su cui i territori non hanno alcun controllo.

Le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori parlano chiaro.
Se i prezzi dovessero stabilizzarsi sui livelli attuali, una famiglia anche trentina che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina potrebbe subire un aggravio di circa 349 euro annui. A questi si aggiungerebbero oltre 100 euro medi annui per l’energia elettrica. In un territorio come il nostro, dove il costo della vita è già superiore alla media nazionale e dove salari e pensioni non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni, questi rincari rischiano di comprimere ulteriormente i consumi e di ampliare le disuguaglianze sociali. Il problema non è solo contingente, ma strutturale: un sistema energetico in cui il prezzo di un bene essenziale viene determinato da tensioni geopolitiche e dinamiche di mercato globali espone le comunità locali a una vulnerabilità permanente.

Non è accettabile che ogni crisi internazionale si traduca automaticamente in un peggioramento delle condizioni materiali di chi vive di salario o pensione. L’energia è un bene primario, indispensabile alla vita quotidiana e alla dignità delle persone. Se non si interviene con decisione, il rischio è un nuovo arretramento sociale, con aumento delle morosità, contrazione dei consumi interni e un ulteriore indebolimento del tessuto economico provinciale
".
Ultimo aggiornamento: 04/03/2026 19:37:37

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