BRESCIA - Si è svolto al ministero dell’Agricoltura il Tavolo latte, a tre mesi dal precedente incontro, organizzato per concordare il prezzo del latte per il periodo aprile-giugno 2026. Come per l’accordo valido nei mesi di gennaio-marzo 2026, stabilito a dicembre 2025, si configura come un “gentlemen's agreement”.

“Si tratta di un’intesa incentrata sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera – commenta Francesco Martinoni, presidente onorario di Confagricoltura Brescia e presidente della federazione nazionale Latte di Confagricoltura -, che si impegnano per il rispetto di quanto concordato. Il comparto del latte bovino è in crisi: i prezzi in calo per la sovrapproduzione, non solo italiana, l’aumento dei costi per gli allevatori accentuati dalle tensioni commerciali mondiali e dalle guerre incidono in modo significativo sulla tenuta delle imprese zootecniche, anche di quelle bresciane.
L’Italia si è fatta portavoce delle difficoltà, insieme ad altri Paesi produttori, anche a livello europeo chiedendo iniziative di promozione per i prodotti lattiero caseari. Ringraziamo il ministro Francesco Lollobrigida per la promozione del Tavolo e per l’impegno a tutela del settore, che vanta eccellenze produttive riconosciute a livello internazionale”.
Gli orientamenti per la contrattazione lattiero-casearia emersi nella riunione portano a un’intesa tra agricoltori e industria, solo per il nord Italia per i quantitativi aziendali con riferimento alla produzione del 2025, mentre per i quantitativi eccedenti di ogni singola azienda si prevede come riferimento il valore della Camera di commercio di Milano-Lodi.
Le segnalazioni di irregolarità saranno comunicate congiuntamente dalle associazioni agricole all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.
In sintesi, l’accordo prevede:
• un prezzo a 47 centesimi al litro per i mesi di aprile, maggio e giugno 2026;
• un prezzo per le quantità eccedenti al minimo della borsa di Milano latte spot;
• l’impegno per il ritiro delle disdette;
• 10 milioni di euro per il nuovo bando indigenti per formaggi duri;
• gli atteggiamenti speculativi saranno perseguiti come pratiche sleali.