-

Riforma dello Statuto speciale della Regione Trentino Alto Adige

Approvata in via definitiva al Senato la legge costituzionale

TRENTO - Approvata in via definitiva al Senato la legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione Trentino Alto Adige. Il 13 maggio 2026 diventa una data importante, nel calendario dell’Autonomia dell’Alto Adige. Dopo la Camera dei Deputati, nella sua seduta del 13 maggio anche il Senato della Repubblica ha approvato in seconda lettura (e quindi in via definitiva) il disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol che, dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (entro un mese) e 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà legge.
Nella sua dichiarazione programmatica di Governo del 2022, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva assicurato che avrebbe ripristinato gli standard di Autonomia del 1992.

COSA CAMBIA
Ripristino delle competenze autonome che erano state limitate (organizzazione degli uffici provinciali e del personale ad essi assegnato; assetto territoriale e piani urbanistici; viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale; assunzione in gestione propria dei servizi pubblici e loro erogazione tramite enti speciali, compresa la gestione dei rifiuti; impianti idroelettrici);

nuove competenze “esclusive” (tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, compresa la regolamentazione della gestione della fauna selvatica; commercio);

riduzione degli ostacoli alla legislazione autonoma e ampliamento dei margini di manovra in tutti i settori politici (abolizione del limite posto dalle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica; limitazione ai “principi generali” dell’ordinamento giuridico; qualificazione espressa della competenza legislativa primaria come “esclusiva”);

precisazione della funzione delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia per l’ulteriore sviluppo dell’Autonomia (armonizzazione dell’esercizio del potere legislativo della Regione autonoma e delle Province autonome con quello dello Stato, tenendo conto delle condizioni particolari dell’Autonomia);

clausola di concordato (le future modifiche allo Statuto di autonomia richiedono l’approvazione del Consiglio regionale e di entrambi i Consigli provinciali; il livello di Autonomia riconosciuto non può in ogni caso essere ridotto);

disposizioni a tutela delle minoranze (diritto di voto – clausola di residenza; disposizione facoltativa sulla composizione linguistica della Giunta provinciale; disposizione facoltativa sulla composizione linguistica della Giunta comunale).

I COMMENTI

MAURIZIO FUGATTI

"Il voto in Senato rappresenta il compimento di un lavoro istituzionale serio e condiviso. Restituiamo al Trentino quelle competenze che erano state erose negli anni". Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commenta il via libera finale di Palazzo Madama al disegno di legge costituzionale.
“Il recupero di alcuni standard di autogoverno e la blindatura delle competenze non sono un semplice aggiornamento tecnico – ha sottolineato il Presidente - ma la restituzione di una certezza legislativa fondamentale per rispondere con velocità alle sfide economiche e sociali, confermando il Trentino come un modello di eccellenza che non chiede privilegi, ma rivendica il diritto di amministrare bene a favore della propria comunità”.
"Oggi possiamo dire che l'obiettivo è pienamente raggiunto - ha concluso il presidente - ringrazio il Governo e il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli per aver sostenuto un percorso condiviso con le Province autonome di Trento e di Bolzano. Oggi vince il Trentino dove l’Autonomia è un pilastro solido su cui costruire il futuro, dimostrando ancora una volta che la vicinanza tra chi decide e chi riceve i servizi è la vera chiave per la crescita della nostra comunità".

ARNO KOMPATSCHER
Nella sua dichiarazione programmatica di Governo del 2022, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva assicurato che avrebbe ripristinato gli standard di Autonomia del 1992. Su questa base, nel 2023 il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha presentato una proposta di riforma che ha costituito il punto di partenza per intensi negoziati. Ora la riforma è stata definitivamente approvata.

“Un momento significativo per l’Autonomia dell’Alto Adige”, commenta il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher. “La riforma dello Statuto approvata oggi dal Senato non ripristina solo i livelli di autonomia legislativa ed amministrativa che nel 1992 spinsero l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria, ma ci garantisce nuovi margini di manovra. Il lavoro vero e proprio inizia ora: l’Amministrazione provinciale è già pronta a tradurre questi nuovi margini di manovra in misure che apportino miglioramenti concreti per il territorio e la popolazione".

CLAUDIO SOINI
"E' un deciso passo avanti per la nostra Autonomia speciale, quello di poco fa. L'approvazione definitiva del testo costituzionale di parziale riforma dello Statuto speciale - commenta il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Claudio Soini - è un traguardo cui si lavorava fra Trento, Bolzano e Roma da quasi quattro anni. E che ora ci consegna un sistema istituzionale trentino più solido di prima.
L'abbiamo sempre detto: non si tratta dell'organica scrittura di un Terzo Statuto dopo quelli del 1948 e del 1972, ma il testo Calderoli è comunque un passaggio forte e storico, perché rafforza significativamente il catalogo delle competenze legislative dell'Autonomia (ambiente, grandi carnivori, energia, commercio) e introduce un primo meccanismo obbligatorio di intesa Stato-Province Autonome per le eventuali, future revisioni della carta statutaria su cui si fondano le nostre prerogative di autogoverno".

"La soddisfazione è particolare anche per la consapevolezza di come la nostra assemblea legislativa provinciale, esprimendo il suo parere favorevole con una sola astensione il 7 maggio 2025, ha dato un contributo alla rapidità ed efficacia con cui l'intero iter di approvazione ha potuto svolgersi. Ringrazio quindi il presidente Maurizio Fugatti e la Giunta, il presidente Arno Kompatscher, la delegazione parlamentare trentina e il nostro stesso Consiglio provinciale, per aver dato gambe a un progetto di consolidamento dinamico della nostra Autonomia, capace di affermarsi infine in entrambe le Camere senza voti contrari. L'Autonomia è ancora il futuro del Trentino - come abbiamo spiegato alle nuove generazioni nelle cinque giornate appena dedicate alle scuole. Il suo quotidiano accudimento è essenziale per garantire un sistema istituzionale sempre al passo con i tempi, la società, il Paese che cambia".

MICHAELA BIANCOFIORE
“Quello di oggi è un momento storico: grazie a un governo di centrodestra l’autonomia del Trentino Alto Adige raggiunge il suo miglior sviluppo, confermando le promesse del presidente del Consiglio a inizio legislatura. Una riforma che non solo restituisce le competenze promesse con la quietanza liberatoria del 1992, per questo ringrazio il lavoro del ministro Calderoli e della Commissione, ma segna un passo in avanti verso lo sviluppo naturale futuro della mia terra”, così la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie, intervenendo in aula sul provvedimento Modifiche allo Statuto del Trentino Alto Adige.
“Pur avendo piena fiducia nelle guardie forestali della mia regione, resto critica invece sul capitolo che riguarda la competenza sulla fauna selvatica, con l’enorme preoccupazione che si possa scatenare una caccia indiscriminata all'orso e al lupo che sono animali protetti e che sono stati peraltro reintrodotti sul mio territorio, loro malgrado dall’uomo L’intesa pattizia raggiunta con i partiti della minoranza tedesca è straordinaria per la convivenza tra i gruppi linguistici ma restano da modificare molte norme come quella sulla residenza oggi dei due anni per votare alle amministrative che, ad esempio, non permetterebbe al presidente Mattarella di votare in caso di trasferimento in Alto Adige”, aggiunge Biancofiore. “Voglio guardare gli aspetti positivi: questa è la quarta lettura del provvedimento, che si lega all’intervento costituzionale fatto nella precedente legislatura, confermando il Trentino Alto Adige ponte verso l’Europa, quell’avanguardia plurietnica e culturale di cui parlava Tucidide. Questa autonomia così avanzata, così futuribile, è frutto della presenza sul territorio di tre gruppi linguistici con storia, cultura, tradizioni diverse, ma che si sentono uniti nelle diversità, frase non a caso preambolo di quella costituzione europea che bisognerebbe rilanciare. Siamo un popolo altoatesino e italiano unico con delle caratteristiche diverse, il miglior esempio i nostri sportivi, come Sinner”, continua la presidente del gruppo Civici d’Italia. “Dispiace però ascoltare ricostruzione storiche non suffragate da fatti, come quella dell’esponente di sinistra Spagnolli: basta andare in Vaticano e guardare le mappe del medioevo per rendersi conto che, ad esempio, Merano era già riportato con il nome in italiano. Un territorio italiano dai tempi dei romani, ben prima del Landlibett citato da Spagnolli, come dimostrano gli scritti di Druso e Tiberio ai cui tempi 14 AC, Vipiteno si chiamava Vipitenum. Per non parlare dell’assurda ricostruzione con richiami al fascismo del senatore Spagnolli: ricordo solo che Tolomei aveva concluso il suo lavoro sui nomi dell’Alto Adige nel 1906, ben prima del fascismo e rifacendosi alla storia del territorio. Capisco il nervosismo dettato dal fatto che la sinistra promette e il centrodestra fa le cose, ma la verità dei fatti è questa”, conclude la senatrice Biancofiore.

DIEGO BINELLI
“L’approvazione definitiva in Senato della riforma dello Statuto segna il raggiungimento di un traguardo storico per le nostre Province, atteso da decenni e frutto di un grande lavoro tra il Governo nazionale e Amministrazioni locali. Un plauso doveroso e meritato va al ministro Roberto Calderoli, che ha saputo farsi garante dell’accordo e realizzarlo come promesso. L’autonomia è nel DNA del nostro movimento così come lo è nei nostri cuori, siamo fieri di questo traguardo raggiunto e del lavoro svolto. Grazie al lavoro della Lega e del Centrodestra al Governo, la riforma dello Statuto è finalmente realtà”, così in una nota Diego Binelli e Paolo Zenorini, segretari provinciali della Lega rispettivamente per il Trentino e per l’Alto Adige.

VANESSA MASÈ
“L’approvazione definitiva della riforma dello Statuto speciale rappresenta un passaggio storico per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e un motivo di profonda soddisfazione per chi, come noi, lavora ogni giorno per rafforzare la nostra Autonomia”. Lo afferma la consigliera Masè, commentando il voto odierno del Senato che chiude l’iter parlamentare e rende pienamente operativa l’intesa raggiunta tra il Governo e le Province autonome.

“Si tratta di un risultato atteso da anni, che restituisce centralità ai territori e riconosce il valore dell’Autonomia come strumento vivo, dinamico, capace di evolvere insieme alle esigenze delle nostre comunità. Il ripristino dei livelli di autonomia, il procedimento d’intesa per le modifiche statutarie e l’ampliamento delle funzioni provinciali sono elementi che rafforzano in modo concreto la nostra capacità di autogoverno”.

La Masè ha voluto sottolineare anche il ruolo determinante del dialogo istituzionale: “Il dialogo portato avanti con il Governo e in particolare dal ministro Roberto Calderoli, insieme ai presidenti Fugatti e Kompatscher, ha permesso di raggiungere un traguardo che non è solo tecnico o giuridico, ma profondamente politico: riaffermare il valore dell’Autonomia come responsabilità, come impegno verso i cittadini, come modello che funziona”.
Ultimo aggiornamento: 13/05/2026 18:00:13

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE