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Ricordo dei defunti due bresciani su tre portano fiori nei cimiteri

A livello nazionale acquistati 10 milioni di crisantemi, ma avanzano scelte alternative. Prezzi stabili per un settore da 3,5 miliardi

BRESCIA - Quasi due bresciani su tre mantengono viva la tradizione di portare fiori nei cimiteri per le ricorrenze di Ognissanti e della commemorazione dei defunti. Secondo Coldiretti, anche quest'anno il crisantemo si conferma il protagonista assoluto, con circa 10 milioni di esemplari venduti tra fiori recisi e piante in vaso. Tuttavia, il mercato registra una crescente diversificazione: accanto al fiore simbolo del 2 novembre, si fanno spazio alternative come lilium, gerbere, anthurium e ciclamini.

Nonostante le difficoltà produttive legate ai cambiamenti climatici, i prezzi all'origine pagati ai floricoltori si sono mantenuti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, registrando un lieve incremento dello 0,6% nell'ultima settimana di ottobre (dati Ismea).
La geografia della produzione vede il Nord e alcune regioni centrali (Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto, Lombardia, Friuli) specializzati nei crisantemi in vaso, mentre il Centro-Sud (Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Lazio) guida il mercato dei fiori recisi.

La coltivazione del crisantemo richiede tecniche complesse e un preciso dosaggio di luce e buio per programmare esattamente il momento della fioritura. Uno sforzo agricolo che si traduce in un'ampia offerta varietale: dalle forme a pon pon, ad anemone o a margherita, fino alle colorazioni che oggi spaziano dai classici bianco e giallo alle tinte prugna, viola scuro e bruciato.

Il comparto florovivaistico si conferma così un pilastro dell'agricoltura nazionale. Nel 2025, il settore ha superato i 3,5 miliardi di euro di valore della produzione (1,9 miliardi derivanti dal vivaismo e 1,6 dalla floricoltura), coinvolgendo circa 19mila imprese attive su una superficie complessiva di 30mila ettari.
Ultimo aggiornamento: 01/11/2026 12:54

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