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Nel Bresciano export torna a crescere dopo due anni, ma resta un contesto di incertezza

Le vendite all’estero nel 2025 ammontano a 20.348 milioni, con un saldo commerciale complessivo pari 7.892 milioni

BRESCIA - Nell’intero anno 2025, le esportazioni bresciane sono state pari a 20.348 milioni di euro, segnando un recupero dell’1,8% sul 2024. Pur in un contesto globale che rimane di forte incertezza, si tratta del primo segno positivo per le vendite all’estero dal lontano 2018 (+7,3%), se si esclude il biennio 2021-2022, che può essere considerato come un periodo fortemente anomalo, caratterizzato dal rimbalzo dopo la pandemia.

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

La dinamica registrata a Brescia è in linea con la media lombarda (+1,8%), ma risulta inferiore a quanto sperimentato a livello nazionale (+3,3%). Sempre nell’anno 2025, le importazioni (pari a 12.456 milioni) sono cresciute del 6,8% sul 2024: ciò ha determinato un saldo commerciale positivo per 7.892 milioni, sebbene in contrazione rispetto ai 8.320 milioni rilevati nell’anno precedente.

L’evoluzione del commercio con l’estero realizzato dal Made in Brescia si inserisce in un quadro internazionale condizionato dalla svolta protezionistica avviata dagli Stati Uniti e dal forte apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (+4,4% nel 2025). Va tuttavia segnalata la ripresa degli scambi mondiali, cresciuti (in volume) del 4,4% sul 2024, che verosimilmente hanno fornito slancio all’export del nostro territorio. I prezzi delle materie prime maggiormente utilizzate nei processi produttivi tipici dell’industria bresciana hanno avuto andamenti particolarmente eterogenei: ai rincari sperimentati per alluminio e rame (entrambi +8,8%), si contrappone lo sgonfiamento delle quotazioni del rottame ferroso (-12,2%). Va infine ricordato che la buona performance delle esportazioni realizzate dalle imprese bresciane risulta complessivamente coerente con la dinamica dell’attività produttiva misurata nel 2025 (+0,8% sul 2024), a certificazione di un anno complessivamente positivo per la manifattura locale, nonostante i numerosi elementi di incertezza che ormai connotano il contesto in cui le nostre realtà sono chiamate a competere.

Con riferimento al solo quarto trimestre 2025, l’export realizzato dalle imprese bresciane si è attestato a 5.059 milioni (+0,2% sull’analogo periodo del 2024), a fronte di dinamiche più intense rilevate in Lombardia (+1,9%) e in Italia (+2,5%).

“I dati sull’export bresciano fotografano l'anno ormai concluso e vanno quindi letti tenendo presente che non incorporano ancora gli effetti delle tensioni internazionali più recenti – commenta Maria Chiara Franceschetti, vice presidente di Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –.
Quanto sta accadendo nel Golfo Persico introduce elementi di forte incertezza per il commercio globale e per gli equilibri delle catene logistiche ed energetiche, che potrebbero riflettersi anche sulle nostre esportazioni nei prossimi mesi. Il quadro bresciano che emerge dai dati è quello di una crescita complessivamente positiva rispetto all’anno precedente. I segnali di rallentamento nella parte finale dell’anno mostrano una dinamica meno brillante rispetto a quella registrata a livello regionale e nazionale. I mercati europei continuano a rappresentare il principale punto di stabilità per il sistema produttivo bresciano, mentre altre destinazioni mostrano una maggiore volatilità, legata anche alle tensioni commerciali internazionali. Resta da monitorare con attenzione l’evoluzione di alcuni mercati emergenti, collocati geograficamente nell’area del Golfo Persico, che negli ultimi mesi avevano mostrato segnali di dinamismo ma che potrebbero essere tra i più esposti alla conseguenza di tale crisi. Per questo sarà fondamentale osservare con attenzione i dati dei prossimi mesi, che restituiranno un quadro più aggiornato dell’impatto della nuova fase geopolitica sull’export bresciano.”

Ritornando ai dati annuali, è opportuno rimarcare la crescita delle vendite nel mercato comunitario, che da sempre riveste un ruolo primario per l’export bresciano (+2,1%). Tale dinamica è trainata dalla ripresa della Germania (+2,3%) e, in misura minore, dalla Francia (+0,9%). Sempre nel Vecchio Continente, ma al di fuori dell’Unione Europea, si segnala il forte sviluppo delle esportazioni verso il Regno Unito (+26,6%). Gli Stati Uniti, terza destinazione dell’export bresciano e nel recente passato partner commerciale sempre più strategico per la nostra manifattura (indebolita dalla crisi tedesca), hanno riscontrato un calo del 4,7%: un ridimensionamento che appare in primo luogo generato dagli effetti dei dazi all’import applicati dall’amministrazione Trump. Note positive provengono poi dall’India (+19,6%), che si conferma come un mercato particolarmente interessante per le nostre imprese, chiamate in questi ultimi trimestri a una ricomposizione geografica del proprio fatturato estero.

Tra i beni venduti all’estero, spicca la rilevante crescita realizzata dai prodotti alimentari e bevande (+13,2%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+4,6%). Altri comparti metalmeccanici si caratterizzano invece per andamenti stagnanti (mezzi di trasporto +0,2%) o addirittura negativi (macchinari e apparecchiature -1,2% e prodotti in metallo -1,1%).

Da ultimo, va segnalato che Brescia scende di una posizione nella classifica delle province italiane per valore dell’export, attestandosi al settimo posto, dopo Milano (56.080 milioni), Firenze (34.254), Torino (26.377), Vicenza (22.549), Bergamo (20.921) e Bologna (20.409). Dal punto di vista del saldo commerciale manifatturiero, Brescia (9.435 milioni) si conferma invece in quarta posizione: la precedono solamente Vicenza (12.698), Modena (11.930) e Bologna (9.846).
Ultimo aggiornamento: 11/03/2026 22:22:06

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