TRENTO - Le preoccupazioni espresse dal
Collegio e dall'
Associazione dei maestri di sci del Trentino sulla crescente presenza di professionisti con qualifiche conseguite all'estero hanno portato il consigliere provinciale di Forza Italia,
Claudio Cia a presentare un'interrogazione per fare chiarezza sui controlli e sulle regole che disciplinano il settore. "La preparazione dei maestri e la sicurezza sulle piste devono essere garantite senza eccezioni. Ma le preoccupazioni di oggi riportano all'attenzione anche una questione che avevo sollevato già dieci anni fa, quando contestavo alcuni requisiti imposti alle scuole di sci", scrive nell'interrogazione
Claudio Cia.

La normativa provinciale prevede tuttora, per il riconoscimento ordinario di una scuola di sci alpino, un organico minimo di 18 maestri, ciascuno dei quali deve impegnarsi a prestare la propria attività per almeno 60 giornate stagionali. Requisiti particolarmente impegnativi per le realtà più piccole, sui quali Cia aveva già chiesto nel 2016 una revisione della normativa provinciale. Allo stesso tempo, la normativa consentiva, e consente tuttora a determinate condizioni, alle scuole riconosciute di avvalersi anche di maestri con qualifiche estere autorizzati a esercitare temporaneamente la professione.
"È proprio questo intreccio di regole che merita di essere approfondito. Da una parte si richiedeva alle scuole un organico stabile e numericamente consistente; dall'altra si consentiva di integrare l'attività con prestazioni temporanee.
Vorrei capire come queste disposizioni abbiano funzionato insieme, quali effetti abbiano avuto sulle diverse realtà e se abbiano garantito condizioni equilibrate per tutti", aggiunge Cia.
La questione aveva già dato origine a interventi pubblici di Cia nell'autunno 2016 e a una successiva interrogazione consiliare nel maggio 2017. All'epoca intervenne anche il Difensore civico, contestando l'interpretazione adottata dalla Provincia e richiamando la necessità di non confondere il mezzo con il fine: le 60 giornate dovevano servire a garantire la continuità del servizio, non diventare un obbligo da soddisfare anche quando, per mancanza di neve o di clienti, il lavoro non era necessario. La stessa Provincia aveva precisato che il sistema di verifica era stato introdotto su richiesta del Collegio dei maestri di sci.
Oggi il tema delle qualifiche estere è tornato al centro del dibattito, mentre la Giunta provinciale ha aggiornato nel novembre 2025 la disciplina relativa all'esercizio temporaneo della professione. Con l'interrogazione Cia chiede di conoscere come sia cambiato il numero delle scuole riconosciute, quante abbiano cessato l'attività o perso il riconoscimento, come siano stati impiegati i maestri con qualifiche estere e quali risultati abbiano prodotto le verifiche previste dalle nuove disposizioni.
"Non si tratta di contrapporre scuole grandi e piccole, né maestri trentini e stranieri. Si tratta di capire come le regole abbiano funzionato nella pratica e se oggi garantiscano davvero qualità, sicurezza e pari opportunità. Perché la qualità dell'insegnamento deve essere verificata attraverso le competenze, non misurata soltanto attraverso i numeri", conclude Claudio Cia.