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Lockdown in Italia ma sì ai viaggi all’estero: sci e mare le opportunità per Pasqua. Federalberghi: “Assurdo, così ci ammazzano”

lunedì, 29 marzo 2021

Chiavenna – Italia in zona rossa, no a visite e spostamenti tra Comuni ma sì alle vacanze all’estero rispettando le regole su test, tamponi e quarantena: è la situazione surreale che si vivrà a Pasqua, quella definita dalle imprese italiane “una vera e propria presa in giro”.

Bar, ristoranti, alberghi, terme, impianti sciistici e interi settori del mondo ricettivo sono infatti bloccati da mesi per decisione dei Governi che si sono succeduti in Italia, così come gli spostamenti tra Comuni e tra Regioni: si va verso una Pasqua blindata per chi deciderà di rimanere nella penisola, ma l’alternativa c’è con la chance di una breve vacanza oltreconfine, per una sciata primaverile in Svizzera o per un primo assaggio di mare alle Baleari. La condizione per il turismo all’estero è il rispetto del protocollo sanitario dell’autodichiarazione e del test molecolare o antigenico all’arrivo o al rientro in Italia.

Se infatti anche alla luce del decreto legge emanato lo scorso 13 marzo 2021 (il cosiddetto Decreto Pasqua), i movimenti in ambito nazionale sono piuttosto limitati dai divieti, è possibile viaggiare oltre i confini italiani per motivi di turismo e pertanto ci si può spostare anche in zona arancione o rossa verso l’aeroporto presso cui prendere il proprio volo e viaggiare per turismo verso i cosiddetti paesi del Gruppo C, ovvero: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse le Isole Fær Øer e la Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna , Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

LA STAGIONE SCIISTICA PROSEGUE IN ENGADINA
A pochi km dalla Valchiavenna, prosegue la stagione sciistica iniziata lo scorso novembre: in Engadina il comprensorio del Furtschellas chiuderà l’11 aprile, si proseguirà anche oltre al Corvatsch (foto sopra) dove le condizioni della neve sono ideali per gli amanti dello sci. Più in generale nella zona di St. Moritz la stagione è stata salvata dagli appassionati elvetici e una riapertura in sicurezza degli impianti e con regole di buon senso ha permesso agli operatori di portare a termine l’annata 2020/2021 senza impatto sull’andamento epidemiologico nel territorio engadinese. Nell’elenco delle regioni italiane poste come “a rischio”, per cui la Svizzera prevede restrizioni e quarantena obbligatoria in caso di ingresso, non figura la Lombardia.

ITALIA, NO A RIAPERTURA IN SICUREZZA 
Una riapertura in sicurezza delle varie attività, auspicata da tempo anche in Italia, è la soluzione invocata da imprese e cittadini per evitare l’aggravarsi della catastrofe socio-economica generata dalle continue chiusure decise dagli Esecutivi Conte e Draghi, molte delle quali rivelatesi fin dall’inizio della pandemia inefficaci, illogiche e senza alcuna base scientifica.

RABBIA DI FEDERALBERGHI
A riaccendere la polemica il via libera con un parere positivo espresso dal ministero dell’Interno ad Astoi-Confindustria – per permettere gli spostamenti tra regioni e aree rosse se finalizzati a raggiungere un aeroporto da dove si deve partire per turismo, o una nave in partenza per una crociera.

Una decisione che fa infuriare tutte le imprese del settore italiane e crea imbarazzo anche tra i consulenti scientifici del Governo, schierati da tempo a favore di un lockdown e contro le aperture e contro i viaggi con rischio di importazione di nuove varianti.

“Così si ammazza il turismo italiano. Non mi posso muovere dal mio Comune, ma posso volare alle Canarie: è assurdo, mentre l′85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso. Gli alberghi e tutto il sistema dell’ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia.” Questo il commento di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. “Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio – afferma Bocca – allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”. Federalberghi chiede che il governo adotti con urgenza un provvedimento per “liberare” le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio o il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia.



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