TRENTO - Liste d'attesa in Trentino, risposta all'interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia. L'assessore provinciale Mario Tonina ha spiegato: "Con riferimento all’interrogazione acquisiti gli elementi informativi dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, si comunica quanto segue. Per quanto concerne l’attività chirurgica di ricovero programmato, allo stato attuale non è presente un sistema unico provinciale di prenotazione che consenta di rilevare in modo strutturato e uniforme, per tutte le strutture pubbliche e private accreditate e convenzionate, la “prima disponibilità utile” per ciascun intervento chirurgico programmabile. Tale sistema non risulta applicato in altre aziende sanitarie. Per le strutture di Asuit è tuttavia disponibile un consolidato sistema interno di monitoraggio mensile delle liste d’attesa chirurgiche, alimentato mediante aggiornamento periodico dei dati, che consente una lettura per presidio ospedaliero e per Unità Operativa del numero di pazienti in lista, della durata dell’attesa e dell’eventuale superamento dei tempi coerenti con la classe di priorità assegnata. Tale monitoraggio è utilizzato con finalità di gestione interna e pianificazione organizzativa.
Il governo dell’offerta chirurgica è perseguito attraverso gli strumenti di pianificazione aziendale, anche mediante la definizione delle sedi di offerta e dei volumi di attività, orientati all’equilibrio complessivo dell’attività chirurgica e alla progressiva riduzione dei tempi di attesa".
"Nell’ambito di tale governance programmatoria - prosegue Tonina - gli accordi di budget con le strutture convenzionate individuano specifici contingenti di interventi chirurgici da Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione effettuare presso le stesse, anche a supporto della riduzione delle liste d’attesa per alcune tipologie di intervento.Il grado di utilizzo delle sale operatorie presso le strutture ospedaliere accreditate e convenzionate operanti per conto del sistema sanitario provinciale non è attualmente rilevato, trattandosi di un parametro determinato dalla capacità operativa specifica di ciascuna struttura e dall’utilizzo delle sale operatorie anche per attività chirurgiche in regime privatistico a favore del Sistema Sanitario Nazionale".
"L'impiego della capacità produttiva delle strutture accreditate, inclusa la richiesta puntuale di incremento di attività su discipline e procedure chirurgiche dove sia necessario integrare la produzione di Asuit - conclude Tonina - si inserisce nell’ambito di rapporti contrattuali e accordi negoziali con le singole strutture, nei quali sono definiti, sulla base dei vincoli di accreditamento e di disponibilità di risorse economiche, volumi di attività, ambiti di intervento e condizioni di erogabilità, al fine di assicurare integrazione organizzativa, appropriatezza e coerenza con il fabbisogno del servizio sanitario provinciale. In coerenza con quanto sopra riportato, il governo unitario delle liste d’attesa in ambito chirurgico richiede uno sviluppo di procedure organizzative e di strumenti informativi dedicati, idonei a rappresentare in modo omogeneo e dinamico i tempi di attesa e a uniformare i percorsi di accesso e di erogazione delle prestazioni chirurgiche dell’intera offerta provinciale, pubblica e privata accreditata. Tale prospettiva richiede l’attuazione di un percorso condiviso tra l’Azienda sanitaria e le strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Provinciale in termini di adeguamento organizzativo e informativo che coinvolge direttamente anche il privato accreditato".