BRESCIA - Il dibattito sulla legge elettorale sta entrando nel vivo in Parlamento e anche a livello locale vengono prese posizioni. Il tema centrale sono le preferenze che alcuni partiti in modo aperto e con dichiarazioni, altri in forma nascosta non vogliono introdurre, con il risultato di avere un Parlamento di nominatì e non di rappresentanti del territorio. Inoltre - quella del Parlamento - è un'anomalia: ci sono le preferenze in tutti i sistemi elettorali, Comuni, Regioni e anche al Parlamento Europeo.
Pier Luigi Mottinelli, esponente politico camuno, responsabile Montagna della Segreteria regionale PD Lombardia, è contrario a un Parlamento di nominati:
"Le preferenze vanno reintrodotte. Chi ne ha paura? Forse chi è da troppi anni nominato? Votiamo con le preferenze dappertutto (Comune, Regione, Europee) manca solo il Parlamento italiano.
C'è chi parla di rischio del malaffare, solo nelle elezioni del Parlamento?
Dopo la non condivisibile riduzione delle rappresentanze parlamentari, solo con le preferenze le cosiddette Aree Interne potranno (forse) riavere i loro rappresentanti, se la classe politica saprà essere autorevole".
Il centrosinistra può vincere le prossime elezioni? "Forse - aggiunge Mottinelli -. Sicuramente le preferenze potrebbero avvantaggiare il centrosinistra. Vediamo se gli attuali leader sapranno essere coraggiosi. Non mi appassiona il dibattito su leadership e primarie: infatti, non vedo nelle attuali leadership dei partiti del centrosinistra l’elemento risolutivo, che faccia la differenza per la vittoria l’anno prossimo. Si facciano le “Primarie delle Idee" e ognuno vada alle elezioni con le proprie candidature. Ma sarebbe dimostrazione di intelligenza e di rispetto per gli elettori, introdurre una semplice innovazione, che non stravolge il sistema elettorale, con le preferenze".