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La Comunità Lautari e il sogno sociale divenuto realtà

lunedì, 22 marzo 2021

Pozzolengo – Cresce l’attività della cooperativa Lautari: nata dall’idea di aiutare ragazzi “smarriti” e perduti nel mondo della droga, fondata nel 1992 da Giovanni Bonomelli, la comunità terapeutica con orientamento pedagogico riabilitativo specializzata nella disintossicazione e nella riabilitazione delle persone con dipendenze segue un sogno sociale divenuto realtà per aiutare chi non viene raggiunto dalla società e dalla politica. La permanenza in Comunità – collocata sul territorio bresciano ma operativa su tutto il territorio nazionale – è totalmente gratuita.

IL NUOVO CORSO DAL 2014
Ad arrivare alla guida della comunità sette anni fa è stato il figlio Andrea, che ne ha assunto le redini ancora giovanissimo con una visione innovativa e idee chiare sui cambiamenti necessari per prendersi cura dei ragazzi di Lautari con una terapia nuova al passo con la società. Nel corso del tempo infatti le esigenze sono mutate essendo cresciute nella popolazione nuove problematiche quali la ludopatia o a sfondo psichiatrico, ma l’obiettivo è sempre quello del recupero terapeutico.

Interveniamo sui ragazzi con un’impronta umanistica e una propensione a focalizzare il percorso terapeutico sulla centralità della persona come condizione necessaria per migliorare la qualità di vita – commenta Andrea Bonomelli -. L’obiettivo principale della Lautari è la completa riabilitazione della persona tramite l’acquisizione di un nuovo stile di vita fondato sui valori di autonomia, responsabilità, tolleranza, partecipazione, solidarietà, fiducia e autostima e la costruzione di una rete con le Associazioni del privato sociale e il lavoro psico-educativo svolto dalla famiglia. L’acquisizione di questi valori fa sì che la persona una volta terminato il percorso riabilitativo possa reinserirsi in maniera naturale nel tessuto sociale, familiare e lavorativo”.

PERCORSO PLURIENNALE
L’articolato percorso riabilitativo può durare mediamente dai 3 ai 5 anni, questo tempo viene scelto in base alle risorse psicologiche individuali, in alcuni casi il tempo di recupero supera ampiamente i 5 anni. La comunità nell’ambito del programma di recupero fa in modo che gli ospiti siano impegnati in attività lavorative, perchè li aiuta a sviluppare componenti fondamentali come maturità, autonomia, senso di responsabilità, capacità di realizzazione in modo da renderli protagonisti e artefici dei cambiamenti del proprio stile di vita. Il percorso pedagogico riabilitativo, attraverso le attività lavorative stimola nei ragazzi un aggancio costante alla realtà e un senso di responsabilità.

LE ATTIVITA’ E L’AUTOFINANZIAMENTO
Per il recupero vengono privilegiate attività lavorative artigianali come i lavori di falegnameria e restauro, di officina meccanica e cantiere edile. Altri sono occupati nell’allevamento dei cavalli nella tenuta, delle coltivazioni vitivinicole e della gestione della cantina. Questo impegno li aiuta nel contatto sociale a imparare un mestiere, gettando così le basi per opportunità lavorative durante la fase di reinserimento.

La comunità è abilitata a svolgere le attività grazie al riconoscimento di Regione Lombardia. Il percorso riabilitativo è completamente gratuito per le famiglie: per i ragazzi il lavoro è una fonte di autofinanziamento. Per la scelta del fondatore di voler creare percorsi riabilitativi ad hoc, Lautari non percepisce alcun finanziamento statale.

BANCHETTI, INIZIATIVE E REINSERIMENTO
Il principale introito per la comunità sono le donazioni raccolte ai banchetti che i Lautari allestiscono nelle città di tutta Italia per raccontare le finalità della comunità e raccogliere fondi, iniziative che rientrano nell’attività riabilitativa “prevenzione e informazione”. Di queste fanno parte anche la prevenzione all’interno delle scuole e la testimonianza in chiesa, dove i ragazzi vanno a raccontare durante la messa la loro storia e la loro esperienza alla comunità ecclesiale. I banchetti generalmente vengono collocati nelle piazze e nei luoghi di aggregazione delle città italiane. Ai banchetti ci sono i ragazzi che vivono in comunità e, tra loro, ce n’è sempre uno che si sta reinserendo e due ragazzi entrati da poco in comunità.

Questa attività ha lo scopo di autofinanziare la struttura, infatti l’80% degli introiti arrivano dalle donazioni di chi crede nel progetto Lautari. Un altro aspetto importante è che le attività ai banchetti servono come passo concreto per la riabilitazione dei ragazzi: attraverso il raccontarsi in prima persona a sconosciuti, ammettendo di avere un problema di dipendenza e indirettamente “l’accettazione” del problema, si avvia un importante percorso di cambiamento. A differenza di altre strutture, in cui le attività psico educative sono tutte all’interno della struttura stessa, isolate dalla vita normale, attraverso i banchetti i Lautari permettono ai ragazzi di inserirsi in un contesto quotidiano che li riporta a contatto con la normalità della vita e dei rapporti.

La giornata tipo dei gruppi prevede l’uscita alle 7 del mattino, la colazione al bar, il lavoro, il pranzo prima della ripresa del lavoro e il ritorno a casa alla guida della loro auto. Un’attività che cerca di ricalcare il più possibile la vita normale con i suoi ritmi e le sue responsabilità, vicina a quella dei loro coetanei, con l’obiettivo di farli esporre in prima persona nel processo che la comunità definisce reinserimento costruttivo, “perché ritrovare l’indipendenza dopo anni di dipendenze rappresenta la vittoria più bella“.



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