TRENTO - Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato con 18 voti favorevoli e 13 contrari il Bilancio consolidato 2025, che fotografa un patrimonio netto di 10 miliardi e 530 milioni di euro e un totale attivo pari a 13,6 miliardi. Il dibattito ha tuttavia assunto un marcato carattere politico, concentrandosi soprattutto sulla capacità della Provincia di esercitare una regia efficace sul sistema delle partecipate e sulle principali emergenze sociali.

L’assessore Achille Spinelli ha ribadito che il consolidato è uno strumento di sintesi economico-patrimoniale e non di programmazione, rinviando il vero confronto sulle scelte politiche al bilancio di previsione e all’assestamento. Tra i temi affrontati, il futuro di Dolomiti Energia, la separazione tra Trentino Sviluppo e Trentino Marketing, il ruolo di Cassa del Trentino e Mediocredito, oltre alle politiche per salari, occupazione femminile e servizi all’infanzia.
Dai banchi delle minoranze sono arrivate critiche sulla capacità di indirizzo della Giunta.
Francesco Valduga ha parlato di una regia provinciale non sufficientemente visibile, mentre Filippo Degasperi ha giudicato modesti i risultati rispetto alle potenzialità dell’Autonomia e affrontato il tema del patrimonio ITEA non utilizzato e dei mancati investimenti. Lucia Coppola e Paola Demagri hanno posto al centro l’emergenza abitativa, la difficoltà di accesso alla casa, insieme al crescente problema della povertà.
Dopo il voto sul Bilancio, l’aula ha ripreso l’esame della proposta di voto sulla “Definizione degli atti di violenza sessuale”, presentata da Michela Calzà. L’assessora Giulia Zanotelli ha chiesto una nuova sospensione, richiamando il lavoro ancora in corso in Commissione Giustizia al Senato e la necessità di arrivare a un testo condiviso. La proponente Michela Calzà ha invece insistito sull’urgenza di un pronunciamento chiaro del Consiglio a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito. Per evitare uno scontro su un tema ritenuto trasversale, Zanotelli ha chiesto dieci minuti di pausa e avviato un confronto prima con la maggioranza e poi con le minoranze.