BRESCIA - Nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Brescia, il Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - prefetto
Vittorio Pisani ha tenuto oggi una lectio magistralis sulle minacce digitali e sulle politiche nazionali di prevenzione nell’ambito della conferenza “Sicurezza Digitale e Imprese”.

L’iniziativa, che ha riunito rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni giudiziarie e delle grandi aziende, ha approfondito i rischi crescenti legati alla sicurezza informatica nel settore imprenditoriale e le strategie di protezione dei dati.
Presenti all’evento il Prefetto di Brescia,
Andrea Polichetti e il Questore di Brescia,
Paolo Sartori, numerosi studenti delle facoltà di giurisprudenza e scienze giuridiche dell’ateneo bresciano. Hanno assistito alla lectio magistralis anche i Commissari frequentatori del 114° Corso in video collegamento dalla Scuola Superiore di Polizia di Roma.
Dopo i saluti istituzionali del Rettore dell’Università professor
Francesco Castelli, che ha consegnato al Prefetto Pisani il sigillo dell’Ateneo, e dopo gli interventi della Prorettrice Vicaria e Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza professoressa
Adriana Apostoli e del dottor
Guido Rispoli, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia, il Capo della Polizia ha preso la parola per la sua lectio magistralis.
Pisani ha svolto alcune considerazioni sul mondo digitale definendolo uno spazio senza confini fisici o territoriali, "un contenitore tecnico" ma con un'imprescindibile "componente umana". Muovendo dal fatto che tutto ciò che accade nel cyber spazio ha riflessi giuridici, socio-economici e sul piano della sicurezza, Pisani ha sottolineato la necessità di adeguare al progresso scientifico e allo sviluppo del mondo digitale le categorie e le regole giuridiche.
Proseguendo nella sua lectio, il Capo della Polizia ha affrontato il tema della "territorialità incerta" del cyber spazio, per evidenziare come ciò possa incidere anche sulla individuazione della competenza giurisdizionale.
Ha richiamato l'attenzione sui rischi di aggressione provenienti dal mondo cyber verso i diritti, le libertà fondamentali e i beni giuridici.
Il Prefetto ha ricordato la capacità della Polizia di Stato di adeguare i propri strumenti investigativi di contrasto al crimine cibernetico.
Ha portato ad esempio l'esperienza del CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, operante presso il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica, istituito con grande lungimiranza oltre 20 anni fa. È stata una scelta che oggi ci consente - ha detto Pisani - di essere all'avanguardia per affrontare le nuove sfide tecnologiche. "Tuttavia resta il problema di uniformare la velocità delle legislazioni nazionali e internazionali alla velocità del progresso scientifico". "Snodo importante per la sicurezza digitale è anche la cooperazione di polizia e giudiziaria a livello internazionale, ne è un esempio la direttiva europea "E-evidence", recepita nel nostro ordinamento, che mira a velocizzare l'acquisizione transfrontaliera delle prove digitali".
Il Capo della Polizia ha evidenziato anche l'impegno della Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica nel contrasto e nella prevenzione del cyber terrorismo, attraverso il Comitato di Analisi per la Sicurezza cibernetica, che replica il modello del Comitato di Analisi strategica antiterrorismo, il cui punto di forza è la condivisione delle informazioni fra forze di polizia e intelligence.
Pisani si è soffermato, poi, sul difficile equilibrio fra la privacy e le esigenze di sicurezza, che impone una profonda riflessione sul bilanciamento dei diritti.
La lectio magistralis si è conclusa con il tema dell’intelligenza artificiale. "Il nostro sistema produttivo - ha detto Pisani - è ancora ai margini di questa tecnologia avanzatissima e dipendiamo ancora troppo da mercati esteri, molto lontani da noi, dalle nostre regole giuridiche ed economiche. Al momento, ci limitiamo a esserne consumatori (peraltro ultimi in Europa), a regolamentarla senza capacità di svilupparla".
L’intervento del Capo della Polizia è stato introdotto dal professor Michele Onorato, Associato di Scienze giuridiche dell’Università di Brescia. In seguito sono intervenuti il presidente del Tribunale di Brescia dottor Stefano Scati ed il professor Roberto Bocchini dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Hanno partecipato altresì figure di primo piano nel campo della cybersecurity come il dottor Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica, il dottor Umberto Arrighini, Direttore dei Sistemi Informativi di Beretta, il dottor Glauco Benini, Chief Information Security Officer di Feralpi e il Dott. Alessandro Manfredini, Direttore Group Security & Cyber Defence di A2A.
Al termine dell’impegno universitario, il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Prefetto Vittorio Pisani, accompagnato dal Questore della Provincia di Brescia Dott. Paolo Sartori, ha fatto visita alla Questura di Brescia, per un breve saluto a Dirigenti e Funzionari e ringraziando altresì il personale presente per il prezioso lavoro che quotidianamente svolgono.