GENOVA - Tra le migliaia di alpini trentini all'
Adunata di Genova ci sono gli amministratori del Trentino. Il presidente del Consiglio provinciale
, Claudio Soini, è nel capoluogo ligure per condividere con gli alpini trentini - a nome di tutta l'assemblea legislativa - la partecipazione alla grande adunata nazionale. In questo momento sta sfilando assieme al presidente della Provincia
Maurizio Fugatti, ai consiglieri provinciali
Stefania Segnana, Luca Guglielmi e Daniele Biada, alla senatrice trentina
Elena Testor.
“Alpini faro per il futuro dell’Italia”, lo slogan scelto per l’Adunata di Genova - afferma il presidente Soini -
riassume in modo preciso il ruolo che le Penne Nere hanno svolto e che svolgeranno per il nostro Paese. Gli Alpini sono divenuti “faro” grazie alla loro storia fatta di valore, di coraggio, generosità, sincero amor di Patria intesa prima di tutto come comunità. Esempi sui quali si può costruire un futuro del Paese solido e dignitoso nel quale gli italiani – in particolar modo i giovani - possano riconoscersi con orgoglio e speranza. Questa Adunata cade nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Gli Alpini svolsero un ruolo decisivo nei soccorsi e nella ricostruzione, lo fecero come soldati e lo fecero come volontari.
Tra le macerie di Gemona, Venzone, Majano, Buja, Osoppo, Artegna, Pinzano, Forgaria e degli altri 137 comuni colpiti dal sisma, gli Alpini seppero dimostrare la forza dei loro valori, la loro capacità di mobilitare persone e gruppi, di organizzare la forza della gente comune. Tutte le sezioni Ana trentine mandarono centinaia di volontari nelle valli del Friuli che lavorarono per anni per rimettere in piedi in modo magistrale case e beni culturali lasciando un ricordo indelebile e instaurando rapporti personali che continuano ancora oggi".
"Pochi giorni fa ho avuto modo di visitare il Museo storico degli Alpini del Doss Trento - prosegue - : un’esperienza umana profonda. Nelle belle sale museali ci sono armi, vengono raccontati episodi di eroismo, momenti di grandissimo valore, di coraggio e amor di patria, ma non c’è spazio per il militarismo e il nazionalismo. Si racconta la vicenda di una comunità militare dedita al dovere con umiltà, discrezione, dignità senza mai rassegnarsi all’ingiustizia o alla prevaricazione".
"Le Penne Nere, in quel maggio di 50 anni fa e negli anni della ricostruzione, furono protagoniste di un nuovo modello di solidarietà che sta alla base della nascita e dello sviluppo della Protezione civile moderna, che ha saputo dimostrare la sua efficacia nelle tante tragedie che purtroppo hanno caratterizzato la storia recente del nostro Paese. Gli Alpini, quindi, hanno tutte le carte in regola per fare la loro parte nel futuro. Per questo sono a Genova per sfilare con le nostre Penne Nere", conclude Soini.