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Giornate FAI di Primavera, appuntamento a Esine

Esine - Ormai gli eventi FAI sono diventati appuntamenti fissi e attesi dal pubblico dei visitatori che ogni volta hanno l'occasione di conoscere il territorio e la sua ricchezza fermando l'attenzione su luoghi sempre accessibili, come le Chiese, ma forse mai osservati con sguardo attento, e anche su luoghi non conosciuti dai più, come per esempio case o aziende private.


È esattamente ciò che succederà a Esine: il centro della bassa Valle, situato all'imbocco della Valgrigna dove il torrente Grigna confluisce nel fiume Oglio…


“Per chi non conosce i paesi della Valle Camonica e transita distrattamente lungo la statale 42 conosce Esine per il complesso ospedaliero che capeggia a borgo strada - apre Alessandra Giorgi, Capo Gruppo FAI di Valle Camonica- Ma Esine è molto di più: è arte, storia, economia, natura… ed è a questa scoperta che vogliamo condurre i visitatori il prossimo 25 e 26 marzo. Il “viaggio” che abbiamo immaginato è guidato dall’intreccio della storia camuna con quella di questo territorio segnato dalla presenza di numerosi torrenti la cui acqua, fin dalle epoche remote, è stata utilizzata per la produzione di energia idroelettrica o per alimentare imprese produttive.”


“Percorsi -continua la Capo Gruppo-che sono stati resi possibili grazie ad una straordinaria sinergia con l’Amministrazione Comunale, la Parrocchia e i privati (aziende e proprietari) con la volontà di mettere in luce l’autentica originalità di Esine”.


"Sono molto orgoglioso che il FAI abbia scelto il Comune di Esine per le Giornate di Primavera 2023- dichiara Emanuele Moraschini, Sindaco del Comune di Esine e Presidente della Provincia di Brescia- Anzi, è da tempo che aspettiamo questa occasione. Esine ha tanta bellezza da offrire ai suoi visitatori e il FAI ci offre l'opportunità di metterla in mostra. Sono convinto che i visitatori non resteranno delusi, sarà una bella scoperta."


E aggiunge: "In paese c'è molto fermento per collaborare al meglio all'evento; il Comune, le associazioni, i privati si sono attivati per garantire il massimo apporto".


Le "narrazioni" dei volontari (tra i quali è crescente il numero degli studenti del Liceo Golgi di Breno) coinvolgeranno il visitatore in percorsi di approfondimento di ciò che il paese offre sempre “in bella vista", elementi di urbanistica, di architettura, di arte, a partire dalla visita del centro storico con tracce di età romana e medievale ed il suo impianto stradale, ma anche le sue numerose fontane, le Chiese di S. Maria Assunta e della Ss. Trinità.


Anche dal Liceo “Camillo Golgi” di Breno giungono commenti di soddisfazione: “I nostri ragazzi che partecipano alle Giornate del FAI in veste di Apprendisti Ciceroni sono molti. Sempre in maggior numero accolgono con entusiasmo la proposta di approfondimento della conoscenza del territorio. Tutto ciò ci inorgoglisce e ci onora”.


"Chicca" di questa edizione 2023 sarà la possibilità di entrare all'interno dell’ottocentesca casa Bonettini, di visitarne alcuni ambienti e il brolo, grazie alla preziosa condivisione di ideali della proprietaria, la Dott.ssa Anna Bonettini ed arricchita da concerti di arpa, flauto, chitarra e mandolino dei ragazzi del darfense Liceo Musicale “C. Golgi” di Breno.


Le visite coinvolgeranno anche una delle eccellenze produttive della Valle Camonica: la Trafilix Spa, azienda di trasformazione dell'acciaio all’interno della quale il percorso di visita alle macchine di produzione (in funzione durante le visite) si arricchirà di esposizioni artistiche di Franca Ghitti e Mattia Trotta, percorsi fotografici e video legati al mondo dell’acciaio, la materia che diventa arte.


I luoghi che saranno raccontati dai volontari FAI nelle Giornate di Primavera 2023 saranno quindi:


Il borgo e le sue fontane


Casa Bonettini


Chiesa di santa Maria Assunta


Chiesa della Santissima Trinità


Trafilix


"I nostri paesi avvertono forte la priorità di farsi conoscere - dichiara l'Assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica Massimo Maugeri- Credo fortemente nelle potenzialità del nostro territorio. Dobbiamo imparare a far conoscere al grande pubblico le tante bellezze di cui disponiamo e le “Giornate” promosse dal FAI costituiscono, da questo punto di vista, una eccellente opportunità”


Un grande lavoro di squadra permette di mettere in moto tutta la macchina propositiva e organizzativa con tanti volontari che ogni anno crescono.


“Un grande ringraziamento è doveroso e molto sentito per quanti hanno dato un loro contributo -conclude Alessandra Giorgi a nome del Gruppo FAI Valle Camonica- Infatti, oltre alle Istituzioni che hanno creduto e credono fortemente in questa collaborazione, un grazie particolare va ai formatori Luca Giarelli, Marta Ghirardelli, Gaudenzio Ragazzi, Massimo Sperto e Virtus Zallot per il prezioso apporto con la condivisione dei saperi; ai proprietari dei beni che visiteremo, Anna Bonettini e Giorgio Buzzi per aver offerto agli amici del FAI l’opportunità di una esperienza unica; al Parroco della Parrocchia della Conversione di San Paolo, Don Giovanni Giacomelli per la generosa disponibilità e collaborazione; alle Prof.sse Alessandra Pedersoli e Bianca Nucita per il coordinamento degli studenti del Golgi, alla Pro Loco, alla Protezione Civile e a tutte le associazioni che hanno supportato nella organizzazione delle Giornate di Primavera”.


“Un meritato, speciale ringraziamento va a Roberta Fiorini, Assessore alla Cultura del Comune di Esine per la eccezionale e fattiva collaborazione e a tutti i volontari che, anche questa volta, hanno accettato il nostro invito”.


In questa edizione NON sarà necessaria la prenotazione e i visitatori potranno recarsi direttamente ai banchi di accoglienza del Gruppo FAI di Valle Camonica


Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo libero a partire da 3 euro utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Gli iscritti al FAI o chi si iscriverà in occasione dell’evento potranno beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi, e di aperture e visite straordinarie in molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali


SCHEDE DI BENE – 1 -


ESINE: il borgo, le fontane


Durata del percorso: 50 minuti


Punto di ritrovo: Piazza Garibaldi


Il percorso di visita del Borgo di Esine nelle giornate FAI si svolge tutto all'esterno.


Il cuore antico del paese si sviluppa seguendo stradine che danno su cortili interni curati o su paesaggi ameni, vicoli, piazzette, edifici antichi con le loro facciate che portano i segni del tempo.


Sarà possibile incontrare esempi di archi gotici e di portali barocchi, Casa Bardo del 400, la Sala della Caccia in un edificio di fine 400 a fianco di luoghi che testimoniano le attività economiche del passato, come la cantina e la stalla della trattoria Stella, i resti di due mulini, un forno in pietra.


La particolarità dell'evento sarà però legata a ciò che caratterizza Esine, cioè la forte presenza dell'acqua: durante il tragitto si incontrerà il tratto del torrente Grigna che lambisce il centro abitato; ci si soffermerà su alcune delle fontane che a partire dall' 800 fornivano l'acqua al paese come la fontana di Piazza Garibaldi; o la fontana del Caròbe che richiama lo stile dell'arte classica e che si trova nella Piazza Quadrivio, la prima piazza di Esine, il centro della città in quanto incrocio di cardo e decumano.


Ad Esine le fontane erano più di cento, collocate in punti strategici del paese tra l'inizio dell' 800 e gli anni 30 del 900. Lungo il percorso di visita ci si soffermerà su alcuni esempi interessanti che dimostrano la varietà di materiali, di forme e di decorazioni usate come per esempio i ferri per appoggiare i secchi, i doccioni, i passamano, le iscrizioni con datazione, i fondali con decorazioni o lesene.


Prima della costruzione dell'acquedotto (1895), le fontane servivano per fornire acqua alle case, per lavarsi, abbeverare gli animali, lavare i panni.


La narrazione permetterà di ascoltare la storia delle lavandaie e della vita quando in casa non c'era l'acqua corrente.


Terzo elemento legato all'acqua è il mulino; durante il percorso sarà infatti inserita la visita al piccolo Mulino ad acqua Tognali: saranno le tre generazioni di mugnai che lo tengono tuttora in attività a mostrare ai visitatori il suo funzionamento e a raccontarne le caratteristiche.


SCHEDE DI BENE – 2 –


ESINE: Casa Bonettini-Via Quadruvio 13


Durata del percorso: 30 minuti


Punto di ritrovo: Piazza del Caròbe


Situata nel cuore storico di Esine, Casa Bonettini rappresenta una possibilità di visita esclusiva per le Giornate FAI di Primavera 2023, trattandosi di un edificio privato, solitamente chiuso al pubblico. Di questa opportunità unica bisogna ringraziare la proprietaria, la signora Anna Bonettini.


La costruzione di Casa Bonettini avvenne, presumibilmente, fra il XVI e il XVII secolo.

L’edificio prende il nome dall’antica famiglia nobiliare Bonettini, arrivata in Vallecamonica alla fine del 400 e di antica discendenza bergamasca; Francesco Bonettini, medico condotto di Esine, acquista la casa nel 1891 da Paolo Federici, di un'altra famiglia illustre a Esine.


Situata tra via Quadruvio e via Guadagnini, Casa Bonettini si presenta come edificio di notevoli dimensioni con una pianta verticale a "L" ed è composto da quattro piani visibili (terra, primo, secondo e sottotetto) e un piano interrato. A ovest è collocato un portico con colonne in granito con affaccio su un cortile interno. Un enorme giardino limitato sul lato sud dal vaso Re completa questa struttura. Elementi di pregio da osservare sono le volte a botte nella soffittatura, le colonne in granito lungo il cortile, una fontanella di raffinata fattura, una galleria ottocentesca al piano superiore dominata dal colore blu e un importante albero genealogico.


Il percorso di visita prevede, dopo la contestualizzazione della casa all'interno dell'abitato di Esine, la possibilità di soffermarsi sull’architettura esterna dell’edificio, per poi visitare in esclusiva anche gli ambienti interni e il brolo. Il tutto sarà accompagnato dal racconto di curiosità sulla famiglia Bonettini (da cui la Casa prende il nome) e sulle casate nobiliari che hanno abitato Esine.


Nella storia più recente, quella del secondo conflitto mondiale, sarà raccontata anche la storia del partigiano Vitale III “Tani” Bonettini, autore de “La neve cade sui monti. Diario di un ribelle”, papà della Signora Anna attuale proprietaria


Un percorso a tutto tondo tra storia, curiosità e aneddoti davvero imperdibile arricchito dai seguenti concerti degli studenti del Liceo Musicale “C. Golgi”:


sabato 25 marzo – ore 16.00 – concerto chitarra e mandolino


domenica 26 marzo – ore 11.00 – concerto di arpa solista-


ore 16.00 – ensemble di arpe-


ore 17.30 – concerto per arpa e flauto


SCHEDE DI BENE – 3 –


ESINE: Santa Maria Assunta


Durata del percorso: 40 minuti


Punto di ritrovo: via Leutelmonte, 4


La chiesa di S. Maria Assunta è stata dichiarata monumento nazionale nel 1912.


Edificio religioso di origine antica, riconducibile al VI-VII secolo, su di essa dovrebbe essere sorta dopo l'anno Mille una chiesa di cui rimangono alcune tracce, ma la costruzione dell'edificio attuale è stata ultimata alla fine del Quattrocento. Nel 1573 viene costruita la cappella del Rosario, mentre nel 1776 la facciata viene completamente rifatta secondo il gusto tardo barocco.


Nel 1912 è sottoposta a vincolo monumentale e da questo momento avranno inizio una serie di restauri per il recupero dell’edificio e dell’apparato decorativo interno giunti fortunatamente sino a noi. L'edificio, leggermente rialzato rispetto al piano stradale, si affaccia su un sagrato acciottolato e dietro la facciata settecentesca, si slancia l'elegante campanile cinquecentesco.


L'interno, costituito da una navata unica, soluzione tipica nell'ambito delle pievi rustiche, avvolge lo spettatore tra i brillanti colori dell’arte della fine del quattrocento grazie agli affreschi datati proprio tra il 1491 e il 1493, attribuiti al maestro Giovan Pietro da Cemmo e ciclo pittorico tra i più suggestivi e meglio conservati di Valle Camonica.


I temi rappresentati possono essere suddivisi secondo due tematiche: la "Storia della Salvezza", che occupa l'arco santo e la zona presbiteriale, e le immagini della devozione popolare con rappresentazioni dei santi taumaturghi più importanti, disposte in riquadri ordinati lungo la navata. Il programma decorativo risulta particolarmente complesso e dimostra, per unità e finezza teologica, una committenza attenta e di alto livello come la famiglia Federici, la famiglia Beccagutti e il teologo rettore al tempo della chiesa di Santissima Trinità di Esine, Isacco De Favis di Gandino.


Grazie alla loro dimensione spaziale, il vigore plastico dei personaggi e la vivace luminosità cromatica gli affreschi della chiesa di Santa Maria Assunta rappresentano un gioiello dell’evoluzione artistica di fine quattrocento, ma rimangono anche un’importante testimonianza della catechesi rivolta ai fedeli del tempo.


L’edificio, di proprietà della Parrocchia della Conversione di San Paolo di Esine, è aperto al pubblico durante il giorno, ma in occasione delle giornate FAI di Primavera accompagnati dai racconti dei volontari si potrà intraprendere un meraviglioso viaggio nel tempo alla scoperta non solo di uno dei punti più alti della pittura locale, ma anche della vita quotidiana, della devozione popolare e nella storia del borgo di Esine così come della Valle Camonica.


SCHEDA DI BENE -4-


ESINE: Chiesa della Santissima Trinità


Durata del percorso: 30 minuti + SALITA ALLA CHIESA : 15-20 minuti


Si raccomandano calzature e abbigliamento comodo


Punto di ritrovo: Via Alessandro Manzoni


L’edificio religioso sorge sulla sommità della collina del Bardisone che sovrasta il borgo di Esine, in un luogo panoramico per eccellenza in cui poter godere di una splendida vista sulla media Valle Camonica. La chiesa, ben visibile anche da lontano, si raggiunge con una passeggiata che attraversa l’antica contrada di Esine denominata ancora oggi Castello e la chiesa stessa si ritiene da sempre essere stata costruita all’interno delle mura di un’antica fortificazione.


La costruzione dell’edificio viene fatta risalire al periodo longobardo (VIII secolo d.C.), ma l’attuale struttura architettonica ricorda caratteristiche tipiche XII secolo (navata e sagrestia) con rimaneggiamenti e aggiunte risalenti al XV secolo (cappella di San Rocco) e al XVI secolo (presbiterio). Consacrata nel 1154, si svincola dal controllo della Pieve del vicino borgo di Cividate diventando fino alla fine del Cinquecento la chiesa principale della comunità di Esine, quando poi il titolo verrà conferito alla Chiesa della Conversione di San Paolo in centro all’abitato.


L’esterno si presenta con una maestosa facciata principale conclusa con un campanile a vela. Sia la facciata che il lato nord della chiesa sono le aree che meglio conservano le antiche caratteristiche architettoniche risalenti al XII secolo.


L’interno si presenta ad una navata suddivisa in quattro campate e poco dopo l’ingresso si accede alla cappella di San Rocco che presenta l’apparato decorativo più importante dell’edificio e ulteriore importante tassello nella storia dell’arte camuna del Quattrocento. La cappella è un prezioso ex voto realizzato dopo la peste del 1476 e racchiude affreschi attribuiti al maestro Giovan Pietro da Cemmo raffiguranti nella volta San Rocco, San Sebastiano, la Trinità, la Decollazione del Battista, sulla parete di fondo un’imponente Crocefissione e sopra l’arco che immette nella navata un’inconsueta scena di naufragio, molto probabilmente anche questo un ex voto. Nel resto della chiesa si scorgono altri affreschi di cui i più interessanti sono una Madonna con bambino con committente e una Trinità accompagnati da un’iscrizione in caratteri gotici che ricorda i primi lavori di restauro della chiesa nel 1373 per volontà di un’esponente della nobile famiglia Federici (di cui si scorge anche lo stemma).


La chiesa di SS. Trinità è aperta solo in determinati giorni dell’anno e in occasione delle Giornate FAI.


Grazie ai racconti dei volontari sarà possibile conoscere un piccolo, ma prezioso scrigno d’arte e di storia locale immerso in rilassante natura con vista sulle montagne di Valle Camonica


SCHEDA DI BENE -5-


ESINE: Trafilix spa


Durata del percorso: 40 minuti


Punto di ritrovo: Plemo, via Ruc 30


Il sito Trafilix-Esine Production Unit, aperto al pubblico in occasione della giornata FAI, è localizzato in Valle Camonica nell’area industriale della località Plemo di Esine.


Questa realtà rappresenta il cuore della produzione e la sede legale del Gruppo Lucefin.


La storia del Gruppo ha inizio nel 1973 dalla capacità imprenditoriale del Rag. Luigi Buzzi, manager brianzolo che decise di rilevare una piccola attività manifatturiera in località Plemo di Esine, specializzata nella trafilatura dell’acciaio. L’Azienda Trafilix è solo l’inizio, seguiranno acquisizioni, la nascita della holding Gruppo Lucefin, il passaggio generazionale con il figlio Giorgio e la fusione delle attività produttive in Trafilix Industries nel 2022.


Oggi il Gruppo conta 4 siti produttivi, 8 magazzini commerciali e altre attività non siderurgiche.


Trafilix-Esine è una realtà internazionalizzata e innovativa che si contraddistingue da cinquant'anni nel campo degli acciai lavorati a freddo.


Attualmente conta circa 600 dipendenti, con un turnover bassissimo: la medesima passione per il lavoro e l'azienda accomuna dirigenti e dipendenti. E che non si tratti di una frase scontata o pubblicitaria, lo potranno verificare di persona i visitatori!


La sede Trafilix-Esine è aperta esclusivamente in occasione di incontri con clienti, percorsi formativi ed eventi interni.


Il percorso in occasione della Giornata Fai consentirà ai visitatori di entrare nel vivo della produzione del Gruppo, scoprendo tutti i passaggi che conducono alla trasformazione dell’acciaio grazie anche ad alcuni dipendenti che illustreranno il funzionamento di macchinari in azione.


Durante la visita, sarà possibile ammirare percorsi artistici con esposizione di opere di noti scultori quali Franca Ghitti e Mattia Trotta (che sarà presente nella giornata di domenica), che dell'acciaio hanno fatto la materia prima per le loro opere; mostre fotografiche e video dedicati all’acciaio.


Questi elementi artistici, protagonisti nelle pubblicazioni edite Lucefin e in occasione di eventi commerciali e di spessore culturale come la Rassegna d’ADA - Arte Design Architettura, rappresentano il legame originale e innovativo fra Arte e Impresa, un valore aggiunto per il prodotto siderurgico.

Ultimo aggiornamento: 17/03/2023 00:18:36
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