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Fiarc Trentino: Claudio Cappelletti confermato presidente

Agenti di commercio in calo: "Senza ricambio generazionale e tutele adeguate, a rischio un presidio per le imprese"

TRENTO – L’assemblea elettiva FIARC Trentino ha confermato alla presidenza Claudio Cappelletti e il direttivo composto dal presidente vicario Paolo Bazzanella, dal vicepresidente Marco Raimondo Laricchia e dai consiglieri Roberto Gottardi e Valter Sirsi. L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato della rete professionale degli agenti di commercio in Trentino, che rappresenta un collegamento diretto tra imprese del territorio e mercato.

Alla fine del 2025, in provincia di Trento risultano registrate 1.440 posizioni, di cui 1.321 attive, secondo i dati della Camera di Commercio relativi ai codici Ateco dell’intermediazione commerciale nel periodo 2015-2025. Il confronto con il passato evidenzia però una tendenza ormai strutturale alla diminuzione: nel 2015 gli agenti attivi erano 1.587, mentre dieci anni dopo sono scesi a 1.321, con una contrazione di circa il 17%. Un dato che fotografa le difficoltà di una categoria centrale per la competitività delle imprese trentine, in particolare delle piccole e medie aziende, ma sempre più esposta ai cambiamenti del mercato. Significativo anche l’andamento del periodo post-pandemico: dopo il minimo toccato nel 2020, con 1.356 agenti attivi, i livelli non sono più tornati ai valori precedenti, stabilizzandosi sotto quota 1.400 nonostante la ripresa economica.

In parallelo al calo numerico, permangono alcune criticità strutturali che pesano sul futuro della categoria: l’invecchiamento progressivo degli operatori, la difficoltà di attrarre giovani professionisti, l’elevato carico fiscale e contributivo, l’aumento dei costi di gestione e la crescente disintermediazione digitale. Un processo che tende a ridurre il ruolo dell’agente senza riconoscerne pienamente le funzioni più rilevanti: presidio del territorio, costruzione della relazione commerciale, sviluppo della clientela e assistenza post-vendita. Una combinazione di fattori che rischia di indebolire il tessuto commerciale locale e il rapporto diretto tra imprese e mercati.

In questo scenario assume particolare rilievo il nuovo Accordo Economico Collettivo del settore Commercio, sottoscritto il 4 giugno 2025 ed entrato in vigore il 1° luglio dello stesso anno, fortemente sostenuto da FIARC e Confesercenti. A meno di un anno dalla sua entrata in vigore, le prime applicazioni operative e i primi orientamenti della giurisprudenza del lavoro stanno confermando la portata innovativa dell’accordo, soprattutto su tre fronti: il riconoscimento delle provvigioni anche sulle vendite online concluse nell’area assegnata all’agente, l’applicazione del principio di onnicomprensività nella base di calcolo delle indennità e il rafforzamento delle tutele contro le variazioni unilaterali dei mandati, con limiti più stringenti e obblighi informativi più chiari.
Il nuovo AEC sta inoltre contribuendo a una maggiore trasparenza nei rapporti tra agenti e mandanti, favorendo un riequilibrio in una relazione che negli anni si è spesso rivelata sbilanciata.

«I dati confermano che gli agenti di commercio restano indispensabili per l’economia trentina – conclude FIARC Confesercenti Trentino – ma senza adeguate tutele, politiche di ricambio generazionale e interventi mirati, il loro numero è destinato a ridursi ulteriormente. Il nuovo AEC rappresenta un passo avanti importante: ora è necessario accompagnarlo con misure concrete a sostegno della categoria».

Sul fronte delle politiche di supporto, la categoria è oggi impegnata sia su partite aperte a livello provinciale sia su dossier di valenza nazionale, che incidono in modo diretto sulle condizioni di lavoro e sulla sostenibilità economica della professione.

A livello locale, il primo tema riguarda la modifica, attraverso una prossima delibera, dei criteri di riconoscimento del contributo provinciale previsto dalla legge 6/2023. Il contributo, pari al 15% potrà essere calcolato su un limite massimo di spesa innalzato a 50.000 euro del valore dell’autovettura. La misura è rivolta ai nuovi agenti e prevede, in caso di rottamazione, l’esclusione della radiazione per esportazione all’estero, con l’obiettivo di sostenere il rinnovo del parco veicoli e l’avvio dell’attività.

Parallelamente sono stati avviati i confronti con il Consorzio dei Comuni per uniformare le procedure di richiesta e rilascio dei permessi di accesso ai centri storici. L’obiettivo è arrivare a una modulistica unica per tutto il territorio provinciale e a una gestione completamente digitale delle richieste, così da consentire agli agenti di commercio di operare con maggiore efficienza e di disporre di autorizzazioni omogenee per la sosta dei mezzi aziendali.

Accanto a questi interventi, la categoria è impegnata anche su fronti di interesse nazionale. Oltre all’attuazione del nuovo Accordo Economico Collettivo del commercio, un secondo tema riguarda il sistema previdenziale e assistenziale di categoria. FIARC ha indicato come priorità il rafforzamento di Enasarco, il consolidamento della gestione separata del FIRR, l’ampliamento del welfare e delle prestazioni assistenziali, ma anche l’allargamento della base contributiva e il contrasto a forme di intermediazione considerate elusive sul piano previdenziale, come l’uso improprio dei procacciatori. Un tema che viene letto come decisivo non solo per la tutela degli iscritti, ma anche per la sostenibilità futura dell’intero sistema.

Sul piano fiscale e dei costi di esercizio resta aperta la richiesta di misure nazionali a sostegno della mobilità professionale. In linea con la posizione della FIARC nazionale, dal territorio è stata rilanciata al Governo la richiesta di un contributo sotto forma di credito d’imposta e di benefici proporzionati alle spese sostenute per carburanti e auto, considerati costi incomprimibili per una categoria che svolge la propria attività in costante movimento.

Nella giornata di venerdì 15 maggio, infine, è stato firmato a Roma l’Atto di costituzione della Consulta per l’istituzione e lo sviluppo di una Organizzazione unitaria settoriale nell’ambito dell’intermediazione commerciale, finanziaria, creditizia e assicurativa. L’atto dà avvio a un organismo unitario di confronto tra FIARC, ANASF e Confesercenti, chiamato ad accompagnare il percorso condiviso di costituzione di un soggetto unico di rappresentanza, ma anche di analisi, proposta e coordinamento sui principali temi che riguardano il settore: dell’intermediazione commerciale e finanziaria, della previdenza, del welfare, della formazione professionale, e dell’evoluzione normativa e del rapporto con le istituzioni.
Ultimo aggiornamento: 16/05/2026 18:25

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