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Festival di Trento, una ricerca per dare valore ai Distretti famiglia e ai Piani giovani

giovedì, 3 dicembre 2020

Trento – Questa mattina sono stati presentati gli esiti della ricerca qualitativa che ha visto protagonisti gli attori locali che operano nei Distretti famiglia e nei Piani giovani del Trentino. Ad illustrare i meccanismi e le logiche di funzionamento degli interventi a rete di welfare locale, in occasione del Festival della famiglia, sono intervenuti Maurizio Busacca e Alessandro Caputo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. La ricerca presentata, promossa da Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento e Fondazione Franco Demarchi, tra teoria e pratica ha messo in luce le caratteristiche e il valore delle reti, che denotano oggi una flessibilità e una certa capacità di adattamento ai nuovi contesti.

festivalDebora Nicoletto, referente formazione Piani giovani e Distretti famiglia Provincia autonoma di Trento, e Michele Bezzi, coordinatore di servizio educativo di APPM onlus e Manager territoriale, hanno moderato l’incontro che ha visto intervenire in apertura Piergiorgio Reggio, presidente della Fondazione Franco Demarchi, il quale ha messo in luce come rispetto al cambiamento delle reti sociali, la Fondazione Demarchi contribuisce attraverso una visione critica alla formazione dei manager territoriali, referenti tecnico organizzativi dei Distretti famiglia e Piani giovani, accompagnandoli anche nel riconoscimento delle competenze.

A seguire il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato ha sottolineato come oggi più che mai abbiamo bisogno di avere una visone positiva e costruttiva e per questo il mondo della scuola sta dedicando grande attenzione alle reti e al contesto sociale, per non lasciare sole le famiglie, gli studenti e i giovani.

Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, è poi intervenuto spiegando come l’Agenzia, in collaborazione con la Fondazione Demarchi, sta lavorando per valorizzare il capitale locale e produrre effetti generativi sul territorio. La ricerca presentata oggi è stata pensata per riuscire a comprendere il lavoro che si sta svolgendo con gli attori del territorio e per valutare, in un’ottica di miglioramento, il processo che si sta implementando con i Distretti famiglia e i Piani giovani.
Maurizio Busacca, ricercatore e docente al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e Alessandro Caputo, ricercatore sempre all’Università Ca’ Foscari, hanno presentato il lavoro di ricerca che dalla ricostruzione del quadro analitico dell’indagine, basato su due politiche di welfare locale a rete, si è focalizzata sulle dimensioni del lavoro di rete, tra la teoria e le pratiche osservate, ponendo nuovi approcci valutativi delle politiche di welfare locale: “Le trasformazioni che hanno investito il welfare state a partire dagli anni ’70 e che si sono intensificate in seguito alla crisi internazionale del 2007-2008 hanno dato origine a due proposte interpretative: la prima le collega alla svolta neoliberale e al conseguente prevalere delle logiche privatistiche e di mercato su quelle pubbliche e redistributive; la seconda legge in questi cambiamenti una svolta positiva, l’opportunità di trovare maggiori e migliori risposte per far fronte ai nuovi rischi sociali in un contesto di risorse pubbliche decrescenti per vincoli di bilancio esterni. Senza propendere per una o l’altra interpretazione, nella presente ricerca i fenomeni osservati sono analizzati dalla prospettiva degli “innovation studies” (Ramella 2013), riconoscendo come innovative le loro logiche di azione, che innescano meccanismi multi-stakeholder e forme di welfare societario”.

Nel corso dell’analisi, hanno spiegato i ricercatori, sono state osservate specifiche manifestazioni di attivazione a rete dei territori, attraverso lo studio dei Distretti Famiglia e dei Piani Giovani, e offerto un contributo utile a spiegare come i processi collaborativi funzionano e quando hanno esiti favorevoli. Hanno inoltre riportato come l’obiettivo generale della ricerca è stato quello di analizzare i meccanismi di funzionamento delle reti attive nei Piani Giovani e nei Distretti Famiglia, mente tra gli obiettivi specifici si collocano l’elaborazione di un indice in grado di sintetizzare a fini valutativi le modalità di funzionamento dei Piani e dei Distretti e l’individuazione delle caratteristiche degli attori o gruppi di attori che agiscono sulle reti.

Busacca e Caputo hanno quindi spiegato le cinque dimensioni strategiche individuate per il funzionamento dei Piani e dei Distretti (rete, intermediazione, interazione, tecnologie, integrazione tra le politiche) e i 27 indicatori codificati individuati: “Contemporaneamente sono state elaborate e verificate, con esito positivo, un’ipotesi che collega l’esito positivo dei processi collaborativi alla presenza di particolari con una funzioneagenti che agiscono come creatori e gestori di reti; intercettano finestre di opportunità di policy e di business; alimentano processi di open innovation, imprenditorializzano idee, politiche organizzazioni.”



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