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Federconsumatori Trentino contro la riduzione degli orari estivi degli uffici postali

"Non può essere sempre il cittadino a pagare il prezzo dei tagli"

TRENTO - Federconsumatori Trentino apprende che, a partire dal prossimo 1° luglio, prenderà avvio la consueta rimodulazione estiva degli orari di apertura degli uffici postali della provincia. Dal 1° al 31 agosto, inoltre, tutti gli uffici postali saranno aperti esclusivamente nelle ore del mattino, con la chiusura generalizzata degli sportelli nel pomeriggio.

"Una decisione che, come avviene ormai da diversi anni, comporterà inevitabili disagi per migliaia di cittadini e ripropone un problema che non può più essere considerato occasionale o legato esclusivamente al periodo estivo.

Secondo quanto riportato, già dal mese di luglio anche alcuni dei principali uffici della provincia, normalmente aperti con orario continuato, ridurranno il servizio limitando l'apertura pomeridiana. Dal mese di agosto, invece, la chiusura pomeridiana interesserà l'intera rete provinciale degli uffici postali.

È una scelta destinata a penalizzare soprattutto i lavoratori che possono recarsi agli sportelli solo dopo l'orario di lavoro, gli anziani, le persone con difficoltà negli spostamenti e i cittadini residenti nei piccoli comuni, dove l'ufficio postale rappresenta spesso uno dei pochi presìdi di servizio pubblico ancora presenti sul territorio.

Il problema, tuttavia, non nasce oggi. Dalle dichiarazioni delle organizzazioni sindacali emerge chiaramente come la causa principale sia la cronica carenza di personale. In dieci anni gli addetti di Poste Italiane in Trentino sono diminuiti di circa il 30%, passando da circa 1.200 a poco più di 800 lavoratori. Una situazione che rende sempre più difficile garantire un servizio adeguato, soprattutto nei mesi estivi, quando il diritto alle ferie del personale deve essere giustamente assicurato.

Federconsumatori ritiene che proprio questo rappresenti il nodo della questione: il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a godere delle ferie estive è sacrosanto e non può diventare il motivo per comprimere un servizio pubblico essenziale.
È compito dell'azienda programmare gli organici, prevedere le necessarie sostituzioni e garantire la continuità del servizio senza scaricare le conseguenze sui cittadini.

I numeri fotografano una situazione che merita una seria riflessione. In Trentino la rete conta circa 190 uffici postali, ma già oggi numerosi sportelli osservano aperture ridotte o limitate a pochi giorni alla settimana e decine di sedi risultano ancora chiuse. Nello stesso tempo ogni ufficio postale serve mediamente quasi 3.000 cittadini, in una provincia caratterizzata da una forte dispersione territoriale e da oltre 134.000 persone con più di 65 anni, pari a circa un residente su quattro.

Sono proprio queste persone ad avere maggiore necessità di poter contare su uffici facilmente accessibili e con orari adeguati. Ridurre ulteriormente il servizio significa aumentare code, tempi di attesa e difficoltà di accesso, aggravando il divario tra i centri maggiori e le aree periferiche.

Ciò che desta maggiore preoccupazione è che questa situazione si ripresenti puntualmente ogni estate. Se la riduzione degli orari diventa una consuetudine, significa che non siamo più di fronte ad un'emergenza temporanea, ma ad una scelta organizzativa che rischia di compromettere il principio stesso del servizio postale universale.

La contraddizione appare evidente. Negli ultimi anni Poste Italiane ha progressivamente ampliato la propria offerta di servizi finanziari, assicurativi, di telefonia, energia e servizi digitali, diventando un operatore sempre più centrale nella vita quotidiana dei cittadini. Proprio per questo risulta difficile comprendere come, a fronte di un ampliamento delle attività, continui invece a ridursi il presidio umano sul territorio e la disponibilità degli sportelli.

Federconsumatori chiede pertanto a Poste Italiane di illustrare quali misure intenda adottare per limitare i disagi durante il periodo estivo e, soprattutto, quali investimenti siano previsti per rafforzare stabilmente gli organici e garantire un servizio all'altezza delle esigenze della collettività.

Non è accettabile che ogni anno, con l'arrivo dell'estate, il prezzo di una programmazione insufficiente venga pagato dagli utenti. Un servizio universale deve garantire continuità, accessibilità e qualità per dodici mesi all'anno, non soltanto quando il personale disponibile lo rende possibile.

Federconsumatori Trentino continuerà a monitorare con attenzione la situazione e invita i cittadini a segnalare eventuali disservizi affinché possano essere rappresentati all'azienda e alle istituzioni competenti"
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Ultimo aggiornamento: 26/06/2026 12:48

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