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Febbre West Nile, in Trentino approfondimenti sulle segnalazioni: misure sulle donazioni di sangue

Ssorveglianza costante e prevenzione

TRENTO - Il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, per ridurre al minimo il rischio di punture e al contempo contrastare la diffusione dell’infezione in provincia di Trento, invita la popolazione a seguire alcuni consigli pratici.

In merito ai dati pubblicati nell’ultimo aggiornamento del bollettino dell’Istituto superiore di sanità (Iss), l’Azienda sanitaria sta conducendo le verifiche epidemiologiche per inquadrare dettagliatamente la situazione.

Il dato riportato nel report Iss fa riferimento a un caso attribuito formalmente al Trentino, ma sono in corso approfondimenti poiché non vi è al momento la certezza che il contagio sia avvenuto sul territorio provinciale dal momento che la persona risultata positiva al virus, oltre a provenire da una regione in cui la circolazione del virus è accertata, ha soggiornato nel periodo precedente all’esordio dei sintomi anche in un’altra regione italiana. Inoltre, non è dimostrata una correlazione epidemiologica tra l'uccello selvatico trovato positivo in un comune trentino e il caso umano segnalato in quanto le aree interessate sono geograficamente distanti.
Contestualmente, oggi è stata notificato un secondo caso, di una persona proveniente da una zona endemica fuori provincia che ha soggiornato in Trentino nel periodo precedente alla comparsa dei sintomi.

A scopo precauzionale e a tutela della salute pubblica, in conformità con le disposizioni del Centro nazionale sangue, sono state subito attivate tutte le misure di prevenzione previste. Tra queste, i centri trasfusionali trentini hanno già introdotto specifici test di screening molecolare per testare le donazioni di sangue e garantire la massima sicurezza nei percorsi trasfusionali.

La malattia di West Nile è un’infezione causata da un virus la cui circolazione è diffusa in diverse aree del nord e sud Italia. Il virus non si trasmette da persona a persona tramite contatto diretto né attraverso il contatto con uccelli infetti, ma prevalentemente attraverso la puntura di zanzare infette (principalmente del genere Culex, le zanzare attive nelle ore serali e notturne). I serbatoi del virus, oltre alle zanzare, possono essere gli uccelli selvatici e alcuni mammiferi (in particolare i cavalli). Il periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni (fino a 21 nelle persone con sistema immunitario compromesso). Sebbene la maggior parte delle infezioni sia asintomatica o si manifesti con sintomi lievi, è importante adottare comportamenti protettivi per ridurre l’esposizione alle punture. Attualmente non esiste un vaccino per la febbre West Nile.

Il Dipartimento di prevenzione di Asuit raccomanda alcune semplici precauzioni quotidiane: applicare repellenti cutanei sulla pelle esposta; indossare abiti coprenti e di colore chiaro; ridurre l’uso di profumi intensi; utilizzare zanzariere o condizionatori negli ambienti chiusi; eliminare i ristagni d'acqua svuotando sottovasi, contenitori e coprendo vasche o piscine gonfiabili. Si ricorda infine l'importanza di rivolgersi al proprio medico di medicina generale qualora, nei giorni successivi a una puntura di zanzara, si avvertano sintomi quali febbre, eruzioni cutanee o disturbi neurologici.
Ultimo aggiornamento: 28/08/2026 10:25

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