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Cattedre vuote in Trentino: botta e risposta tra sindacati e l’assessore Bisesti

giovedì, 23 giugno 2022

Trento – Botta e risposta tra sindacati e l’assessore provinciale all’Istruzione Mirko Bisesti. Cattedre vuote: “Senza concorso bis a settembre molti posti scoperti alle medie e superiori”. La denuncia di Flc-Cgil: mancano le graduatorie da cui assumere docenti a tempo indeterminato e l’assessorato resta immobile. Di diverso parere l’assessore Bisesti. “Nessuna mancanza di visione politica, accusa che appare del tutto strumentale. Al centro del lavoro dell’assessorato provinciale all’istruzione e delle strutture amministrative della Provincia ci sono la regolarità dello svolgimento dell’attività scolastica e il benessere degli studenti e del personale. Una volta attivati tutti gli strumenti a nostra disposizione potremo mettere in campo una risposta importante in termini di assunzioni. Con le graduatorie del concorso ordinario approvate dalla Giunta abbiamo già coperto con circa 80 assunzioni una buona parte dei posti vacanti alla scuola primaria”: questa la risposta dell’assessore provinciale Mirko Bisesti alle osservazioni avanzate dal sindacato Cgil/Flc sul tema delle “cattedre vuote”.

I sindacati: “Sul reclutamento dei docenti la Provincia resta immobile, lasciando scoperti più di un centinaio di posti a tempo indeterminato su medie e superiori, a causa di graduatorie ormai esaurite. Con il paradosso che mentre le cattedre restano vuote, i docenti anche con anni di insegnamento restano precari. Una situazione non nuova, né a livello nazionale né a livello locale. Lo Stato però è corso ai ripari con un concorso bis per tutti gli insegnanti con almeno 3 anni di servizio: per chi passerà la selezione a settembre si apriranno le porte delle stabilizzazioni e agli studenti verrà garantita la continuità didattica. Questo non avverrà, però, in Trentino. L’assessorato, infatti, pur consapevole delle difficoltà di reperire personale è rimasto immobile. A questo si aggiunge un ulteriore problema: i posti messi a concorso in alcune discipline sono insufficienti a coprire tutte le cattedre disponibili, ne mancano altri cento, è la richiesta di Flc di assumere non solo i vincitori del concorso, ma anche tutti gli idonei.
“Non solo sono finiti i tempi in cui la nostra Provincia anticipava con soluzioni innovative quanto avveniva nel resto d’Italia. Adesso non si va nemmeno a traino e non si capisce per quale ragione. Forse per semplice noncuranza. Sicuramente per assenza di visione politica”, denuncia Cinzia Mazzacca segretaria generale della Flc del Trentino.

Nessuno vuole negare – aggiunge Bisesti – l’oggettiva difficoltà che anche il mondo della scuola vive rispetto alla carenza di alcuni profili professionali. Va tuttavia ricordato che la Provincia ben prima del concorso straordinario appena indetto a livello nazionale ha definito un suo concorso straordinario, la cui delibera attuativa è in discussione al Ministero che ha richiesto alcune modifiche che sono al momento oggetto di confronto positivo e con la prospettiva di poter disporre il prossimo anno di uno strumento analogo ma più flessibile di quello nazionale e così far fronte al fabbisogno non coperto dal concorso ordinario bandendo subito i concorsi per le classi in sofferenza e poi via via quelle che risulteranno critiche in termini di fabbisogno. Quanto al concorso ordinario, è noto come sia caratterizzato da grandi criticità non ascrivibili però alla Provincia. Questo concorso ci darà comunque, una volta concluso, un contributo importante sulle classi bandite, anche se, come a livello statale, per alcune classi non sarà possibile completare le operazioni. Faremo comunque il possibile per approvare il maggior numero possibile di graduatorie in tempo utile per le immissioni in ruolo 22-23, anche utilizzando oltre ai vincitori gli idonei, come già previsto nel nostro bando, in questo caso grazie alla nostra autonomia. Infine – spiega ancora l’assessore Bisesti – il nuovo canale di reclutamento attivato sulla falsariga di quello statale, previsto dalla recente normativa provinciale dovrebbe dare risposte in Trentino per il sostegno, per tutti i gradi, e per le lingue alla primaria. Abbiamo inoltre depositato il mese scorso in Consiglio provinciale una norma per estendere la possibilità di chiamare dalla terza fascia per il sostegno, analogamente a quanto fatto a livello nazionale”.



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