BRESCIA - Presentato il progetto “Care for Caring 3.0 – Ambasciatori della Prevenzione”, realizzato da Ladies First, in collaborazione con “ASST Spedali Civili di Brescia”. L’iniziativa rientra nel programma “Care for Caring 3.0 – Ambasciatori della Prevenzione” e nasce dalla collaborazione tra la questura di Brescia, attraverso il proprio Ufficio Sanitario Provinciale e con il coinvolgimento di professionisti e realtà impegnate nella prevenzione e nella cura delle patologie oncologiche.
Ad aprire i lavori sono stati il Questore della Provincia di Brescia, Paolo Sartori, il Direttore Generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia, Luigi Cajazzo, il Dirigente Generale Medico della Polizia di Stato e referente del progetto “Care for Caring 3.0”, Mario Mazzotti, e Monica Caserta, Founder ed Executive Director di “Ladies First S.r.l. – Società Benefit”, la società che ha ideato e coordina il progetto.
La parte scientifica dell’incontro ha consentito di approfondire il tema della prevenzione, dei fattori di rischio e dell'importanza della diagnosi precoce.
Sono intervenuti la dottoressa Giuseppina Ravizzi, Dirigente Responsabile dell’Articolazione DAPSS Area Prevenzione e Responsabile della Funzione Aziendale Home Visiting e Promozione della Salute dell’ASST Spedali Civili di Brescia; la professoressa Silvia Novello, Direttore della S.C.D.U. Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università degli Studi di Torino e Presidente di WALCE – Women Against Lung Cancer APS, e il professor Salvatore Grisanti, Responsabile della Struttura Semplice Neoplasie Toraciche dell’ASST Spedali Civili – Comprehensive Cancer Center e dell’Università degli Studi di Brescia.
Nel corso dell’evento è stato inoltre trasmesso un videomessaggio della dottoressa Alessandra Dorigo, Vice President Head of Oncology di AstraZeneca Italia, Azienda impegnata in oncologia che già dal 2024 supporta in modo non condizionante il progetto Care for Caring per la prevenzione del tumore al seno e, da quest’anno, anche del tumore al polmone e della dottoressa Michela Bezzi, direttore della Pneumologia degli Spedali Civili.
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li interventi hanno posto l’accento sull'importanza di una cultura della prevenzione capace di favorire la conoscenza dei principali fattori di rischio e di intercettare precocemente le situazioni che possono richiedere un approfondimento diagnostico.
Il tumore al polmone può infatti svilupparsi nelle fasi iniziali senza manifestare sintomi evidenti. Tra i principali fattori di rischio vi è il fumo di tabacco, al quale è riconducibile la maggior parte dei casi oncologici. La prevenzione passa quindi innanzitutto dalla riduzione dei fattori di rischio e dall'adozione di corretti stili di vita, ma anche dalla capacità di non sottovalutare la propria storia clinica, la familiarità e le eventuali condizioni di rischio.
Il progetto prevede un percorso volontario.
Una prima fase consiste nella compilazione di un questionario di valutazione del rischio, rivolto in particolare ai fumatori e agli ex fumatori. Le informazioni raccolte saranno sottoposte alla valutazione degli specialisti, che individueranno i soggetti per i quali risulti opportuno suggerire un ulteriore approfondimento.
Per le persone considerate a rischio significativo potrà essere proposta una TAC a bassa dose secondo le indicazioni degli specialisti. Laddove indicato, le persone interessate saranno indirizzate ai centri diagnostici e terapeutici di competenza.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Sanità della Polizia di Stato per la tutela della salute del Personale e punta a trasformare la prevenzione in un gesto concreto ed accessibile, mettendo a disposizione degli operatori strumenti di conoscenza e di diagnosi precoce.
“La prevenzione non è soltanto la risposta a un problema di salute, ma è la capacità di anticiparlo – ha dichiarato il Questore di Brescia, Paolo Sartori –. Per questo abbiamo voluto portare all’interno della nostra Amministrazione un percorso che offre ai colleghi conoscenza, ascolto e la possibilità di fare accertamenti gratuitamente e in modo volontario. Prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura degli altri significa anche questo: creare le condizioni perché ciascuno possa occuparsi della propria salute prima che sia un problema a imporglielo. È un’opportunità che invito tutti a considerare con attenzione”.