CHIAVENNA (Sondrio) - Gli
autovelox di
Chiavenna e di
Verceia di nuovo al centro delle polemiche. L’
associazione Migliore Tutela ribadisce la necessità di fare chiarezza sui dispositivi elettronici per il rilevamento della velocità presenti in
Valchiavenna.
Caso Chiavenna - “Alcune recenti notizie – sottolinea
Franco Esposito referente per la provincia di Sondrio dell’Associazione -
relative a quello di Chiavenna in via Volta e a quello di Verceia in via Nazionale hanno destato dubbi e incertezze. E queste notizie sono state diffuse proprio dalle stesse Amministrazioni le quali anziché chiarire hanno aumentato i dubbi”.

In occasione di una recente seduta del
Consiglio comunale, l’Amministrazione comunale ha dichiarato che gli introiti derivanti dalle sanzioni e gli incidenti sono crollati.
"Se tutto ciò è vero allora l’autovelox va tolto perché il presupposto per l’installazione è proprio la presenza di un tasso di incidentalità superiore alla media come recita anche il decreto Salvini del 2024 entrato in vigore il 12 maggio 2025.
Lo stesso sindaco ha fatto riferimento a generiche “verifiche di regolarità” da parte del Ministero pur sapendo che l’unico vero requisito necessario è l’omologazione che dovrebbe risultare da un decreto del Ministro che sul sito dello stesso Ministero non esiste", prosegue l'associazione Migliore Tutela.
Viene da chiedersi quale Ministero è stato interpellato e quale documentazione comprova la regolarità; un ente: "Il Comune di Chiavenna ha sì inserito il proprio apparecchio all’interno del censimento voluto dal Ministero dei Trasporti - sostiene l'associazione Migliore Tutela - ma questo inserimento non attesta in ogni modo la regolarità. Non è un caso infatti che il Comune di Chiavenna non si presenta alle udienze avanti al Giudice di Pace quando un automobilista sanzionato decide di fare ricorso".
Caso Verceia - In questi giorni il tribunale di Sondrio (sentenza n. 36/2026 pubblicata il 10 marzo 2026) ha accolto il ricorso di un cittadino ed il Comune è stato condannato al pagamento di circa 700 euro a favore dell’automobilista ingiustamente sanzionato. E di ricorsi pendenti ve ne sono altri e qualche cittadino potrebbe legittimamente chiedersi se qualcuno mai pagherà per il danno erariale generato. Nei giorni scorsi l’Amministrazione Comunale per bocca del suo primo cittadino ha preannunciato che intende “riaccendere gli impianti di rilevazione”. E qui appare necessario fare un inciso di natura tecnico-normativa legata da una parte alla necessaria presenza di un Put (Piano Urbano di Sicurezza) e dall’altra alle caratteristiche di quel tratto di strada su cui - ai sensi della legge 168 del 2002 - non è possibile la contestazione differita. Un aspetto quest’ultimo che risulta anche dai passati decreti della Prefettura di Sondrio, ben nota anche all'Anas, ente che gestisce la strada.