-

Agricoli e florovivaisti, aumenti del 5,1%

Il contratto interessa in Trentino 22mila persone tra fissi e stagionali

TRENTO - È stata siglata, a Confagricoltura a Roma, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre. Il rinnovo interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori in Italia. Di questi, circa 22mila sono in Trentino, con oltre il 90% costituito da stagionali che affluiscono per le vendemmie e la raccolta di mele e piccoli frutti.

Della delegazione trattante faceva parte anche Elona Cela della Flai Cgil del Trentino che, assieme al segretario generale Juri Frapporti, commenta: «Una contrattazione difficile e lunga, ma dai risultati positivi. Questo settore è regolato dal contratto nazionale e da quello provinciale, entrambi di primo livello. Questo garantisce la possibilità di un confronto frequente con le parti datoriali. L’impegno resta tutelare il potere di acquisto e i diritti, oltre ad adeguare le tutele a un mercato del lavoro in evoluzione».

Il nuovo accordo definisce gli aumenti per il 2026-2027.
L’aumento è del 5,1%, erogato in 2 tranche: 3,4% dal 1° giugno 2026 e 1,7% dal 1° gennaio 2027, a cui si aggiungerà l’analogo incremento dei minimi di area nazionali, definiti nelle tabelle del Ccnl sia per gli operai agricoli che per i florovivaisti.

Le parti si impegnano inoltre, vista l’indeterminatezza causata dalle dinamiche geopolitiche, a incontrarsi a settembre 2027 per comparare l’inflazione reale del biennio con le dinamiche retributive definite, per il recupero dell’eventuale differenziale.

Si valorizza la continuità professionale: dal 1° gennaio 2027 ci sarà il riconoscimento di un elemento aggiuntivo della retribuzione dello 0,4% per gli Operai a tempo determinato (Otd) che hanno svolto, per almeno 3 anni consecutivi presso la stessa azienda, un numero di giornate lavorate non inferiore a 150 l’anno.

Importanti gli interventi volti alla stabilizzazione della manodopera con la stipula di contratti con garanzia di durata triennale e l’aggiornamento e il rafforzamento delle convenzioni aziendali e interaziendali. Da sottolineare le misure in materia di permessi e di welfare contrattuale, in primis quelle a supporto della genitorialità, della cura di genitori anziani e in tema di contrasto alla violenza di genere e alle molestie.

Sono state previste la conservazione del posto di lavoro per 12 mesi per le lavoratrici a tempo indeterminato (Oti) e un’indennità, in via sperimentale, per le Otd vittime di violenza di genere, così come è stata disposta una ulteriore indennità per gli Otd, con almeno 100 giornate lavorate nell’anno precedente, affetti da patologie oncologiche o che si sono sottoposti a grandi interventi chirurgici; previste anche le borse di studio per i lavoratori agricoli.

Le novità riguardano anche i permessi: per gli Oti (8 ore annue) per assistere i genitori anziani non autosufficienti, la possibilità di estendere i permessi in caso di decesso di un affine di primo grado.

Rafforzato il ruolo della bilateralità in un’ottica di partecipazione e valorizzazione del rapporto con le istituzioni, per contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento, compresa la possibilità per gli enti bilaterali agricoli territoriali (Ebat) di stipulare convenzioni con le sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

Per i lavoratori migranti previste 4 ore di permessi retribuiti all’anno per effettuare le pratiche per il permesso di soggiorno; il cumulo di ferie e permessi per facilitare periodi di rientro nel Paese di origine; la traduzione in lingua del Ccnl e dei Cpl attraverso gli enti bilaterali nazionali e territoriali.
Ultimo aggiornamento: 31/05/2026 00:25

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE