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Tempesta Vaia: ok al Ddl Fugatti, divisioni sul contributo al camping di Dimaro

martedì, 24 settembre 2019

Dimaro – Via libera al Ddl Fugatti sulla tempesta Vaia, il contributo al camping di Dimaro sarà in parte vincolato ad investimenti sul territorio provinciale.

Dimaro alluvioneIl ddl Fugatti, è il numero 27, che introduce contributi per i danni subiti a causa della tempesta Vaia dal campeggio e da altre due strutture a Dimaro, è stato votato con 20 sì della maggioranza e 14 no del Pd, Patt, UpT, Futura, 5 Stelle. Il testo, rispetto a quello uscito dalla Terza commissione, è stato modificato: una quota del contributo sarà vincolato ad investimenti che il titolare del camping dovrà fare sul territorio provinciale.

Il presidente della Giunta ha accettato una parte di un emendamento di Alessio Manica del Pd, che mirava ad ottenere l’obbligo del reinvestimento di tutto il contributo a livello provinciale, mitigandolo con un sub emendamento che limita l’investimento a una quota della somma erogata dalla Provincia, 12 milioni e 500mila euro per tutta l’area interessata dalla frana del rio Rotian, dei quali 9 per il camping. Nonostante questa apertura di Fugatti, Manica e tutto il gruppo del Pd, hanno votato contro il ddl perché il vincolo per l’investimento non è stato ritenuto sufficiente, così come l’altro sub emendamento del presidente della Giunta con il quale si tolgono dal contributo gli eventuali indennizzi assicurativi. Bocciati gli emendamenti del Patt che miravano a vincolare il contributo ad investimenti in Val di Sole o nel settore turistico. No anche a quello di Lucia Coppola di Futura per un reimpiego totale del contributo nell’economia della zona.
Infine i capigruppo, in base ad una richiesta di Futura, sottoscritta dalle minoranze, hanno chiesto a Fugatti di fare una comunicazione in aula sulla situazione degli appalti sociali e delle cooperative. Comunicazione che il presidente della Giunta farà nella seduta dell’8 ottobre.

La discussione

Il presidente Maurizio Fugatti ha presentato il ddl riprendendo la relazione illustrativa della proposta di legge: l’obiettivo è quello di procedere “all’acquisizione dei beni interessati dalle situazioni di rischio molto elevato dai soggetti coinvolti e costretti a abbandonare l’area” che come noto è quella di Dimaro interessata dalla frana del rio Rotian.

Rossi (Patt): far ripartire il campeggio è importantissimo per l’economia della valle

Ugo Rossi (Patt) ha ricordato che la tempesta dell’ottobre scorso ha determinato a Dimaro, duramente colpito anche per la perdita di una vota umana, la necessità di recuperare il campeggio distrutto per rimettere in moto un ciclo economico. La Giunta ha detto che l’urgenza di approvare questo ddl riguarda le leggi nazionali, elemento che Rossi mette in dubbio, perché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non ha uno strettissimo termine di utilizzo delle risorse. Quindi, ha aggiunto il capogruppo Patt, l’urgenza non è così sostanziale, ma si può accettare invece l’urgenza economica di riavviare un’attività turistica importante. Ricostruendo lo stato dell’arte giuridico della norma ha ricordato che la Ue prevede, in casi di calamità, una deroga che permette il 100% dell’indennizzo anche se non parla del valore della aree ma di ripresa dell’attività. Così come non parla di valore delle aree la nostra normativa. E’ evidente, quindi secondo l’esponente del Patt, che se si utilizzano risorse pubbliche per un intervento come questo, peraltro giusto, è utile e necessario che almeno per una parte, visto che si tratta di un’eccezione, vada finalizzata al riutilizzo per ripristinare l’attività e quindi il ciclo turistico della Valle di Sole. Il campeggio, ha ricordato, vedeva 60 mila presenze all’anno ed è evidente che Dimaro e la valle soffrono l’assenza di questa struttura. Il Patt ha evidenziato questa necessità, tenendo presente che la prima stesura della norma non conteneva nessuna parvenza della necessità di un investimento. Nella nuova stesura si parla di tutto il territorio provinciale, ma così, ha detto Rossi, non si governa perché la ricaduta deve essere in Valle di Sole per rimettere in circolo la sua economia. Infine, ha ricordato che il Patt ha presentato tre emendamenti, alternativi uno all’altro e tra questi uno lascia aperta una porta giuridica a non scrivere val di Sole ma avrebbe dato libertà alla Giunta di trovare un luogo adatto. In Trentino poi, ha concluso, c’è la Trentino sviluppo, che potrebbe intervenire per studiare un’ipotesi di ristrutturazione di questa attività. L’alternativa, ha concluso, è affidarsi alla buona volontà di chi percepisce un’indennità di 12,5 milioni di euro.

Coppola (Futura): si deve reinvestire su un territorio che ha sofferto

Lucia Coppola (Futura), ricordando il suo emendamento sulla linea di quelli del Patt, ha affermato che il ddl riguarda la Protezione civile che si basa sulla carta della pericolosità e dalla necessità di mettere in sicurezza una zona duramente colpita e che ha visto la morte di una giovane mamma. Il ddl riporta l’attenzione sull’assetto idrogeologico del territorio, ricordando che, nel caso di Dimaro, solo per caso non c’è stata un’ecatombe. Nell’iter di questo ddl Futura ha posto una questione di metodo, della necessità di avere informazioni precise sui rischi. Anche Futura ha sottolineato la necessità che il contributo di 12,5 milioni debba prevedere un reinvestimento per un territorio che tanto ha sofferto. Altro aspetto sottolineato da Lucia Coppola, la necessità di avere una normativa universale, che serva anche per altre eventuali situazioni come quella di Dimaro.

Manica (Pd): è stato usato un metodo molto generoso con i proprietari

Alessio Manica (Pd), ha ricordato che l’iter in commissione è stato sui generis al punto che solo ieri i consiglieri hanno avuto gli elementi per approfondire, che le perplessità sono state mosse all’uso dello strumento del contributo fino al 100%, anziché dell’esproprio. L’urgenza poi, ha ricordato, è stata giustificata dalla Giunta anche dalla necessità di riavviare un’iniziativa economica. Se non si fosse invocata questa necessità, ha aggiunto l’esponente Pd, di fronte ad un progetto che prevede la costruzione di opere di sicurezza sui terreni interessati dalla frana di ottobre, si sarebbe dovuto usare uno strumento duro e non generoso, come l’esproprio che la Pat usa quando deve fare un’opera pubblica come una strada. In questo caso però per avremmo dovuto stimare la proprietà dopo i danni. Quindi ci si è inventati un contributo e poi la cessione gratuita dei beni alla Pat. La stima, secondo Manica, è stata molto generosa, utilizzando la legge 23 che aumenta il valore del 20%. Quindi, ha continuato l’esponente Pd, se la Giunta ha scelto questa generosità il legame ad una ricollocazione dell’attività diventa elemento essenziale senza il quale non si giustifica il ddl. Una necessità che nel testo è labile, si lega al un “si può” e non c’è alcuna quota dell’importo legato alla ripartenza dell’attività. Dubbi sono rimasti, secondo Manica, sulla partita fiscale di questa operazione. Infine, Manica, nel suo intervento in discussione generale ha presentato gli emendamenti: il vincolo alla ricollocazione sull’intero territorio provinciale; che l’importo sia al netto delle assicurazioni e dei contributi pregressi; il terzo prevedeva che se il cedente non voleva aderire alla proposta e alla ricollocazione dell’attività la Pat poteva acquisire i beni con uno sconto sul prezzo.

De Godenz (UpT): giusto che le risorse siano destinate a investimenti in Val di Sole

Piero De Godenz (UpT) ha ribadito, come ha fatto in commissione, che, avendo vissuto la vicenda di Stava come consigliere comunale per 20 anni, sia giusto che le risorse siano destinate a nuovi investimenti in Val di Sole. Sessantamila presenza, ha ricordato, per un campeggio che era un 4 stelle tra i più rinomati di Italia, quindi si deve chiedere che una quota della ricostruzione venga fatta in quel territorio che ha subito un grave contraccolpo economico. Un’attività che richiede un’attenzione indispensabile da parte della Giunta, ha aggiunto, che fa bene ad accelerare i tempi.

Job (Lega): non si può obbligare un imprenditore ad investire

Ivano Job (Lega) ha ricordato che la tempesta Vaia è stato un evento storico, unico, che ha Dimaro è costata la via a Michela Ramponi. Che si è parlato di importi ma ciò che conta è la procedura che è stata la migliore. Inoltre ha affermato nessuno in questa situazione vende liberamente, che non ci sono proprietari che cedono i loro beni liberamente, ma sono costretti a farlo e quindi la Pat è obbligata a intervenire. A chi si lamentava della lentezza degli interventi, ha continuato Job, va ricordando che a Dimaro si sta lavorando, due attività sono state riaperte, che si potevano fare scelte diverse, ma si è scelto di mettere Dimaro al massimo livello di protezione. A Dimaro con il camping si sono persi 60 mila posti letto, ma il vuoto che si creato, ha aggiunto il consigliere della Lega, chiamerà altri investimenti. Anche se il valle non c’è un altra area pari a quella distrutta. Le critiche alla velocità della procedura poi è fuori luogo perché si dovrebbe criticare, soprattutto in una realtà autonoma, la lentezza. Il problema dei dipendenti del campeggio, ha poi ricordato, è stato risolto perché lavorano tutti. Il vincolo di rinvestire può esserci ma limitato ad una sola parte perché, ha sottolineato ancora, non c’è stata una cessione volontaria. Infine, Job ha detto che l’impegno dev’essere quello di rimarginare la ferita di Dimaro. Perché se c’è stato un errore non è stato fatto oggi ma tempo fa lasciando costruire dove poteva accadere quello che è accaduto. Il consigliere della Lega ha concluso affermando che nessuno criticherà la Giunta perché non c’è stato l’obbligo di rinvestire. Tenendo presente che ci sono già altre persone che vorrebbero fare campeggi più piccoli. Infine, Job ha detto che non si può obbligare un imprenditore a fare un investimento dove, tra l’altro, non esiste uno spazio utilizzabile.

Degasperi (5 Stelle): sulle valutazioni ci sono dubbi

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha detto che si sta parlando di una procedura ad hoc e quindi si deve essere certi che funzioni perché è possibile che in futuro ci possano essere altri che richiederanno lo stesso trattamento. L’evento è stato eccezionale però qualcuno ha permesso che le vittime corressero dei rischi. Non c’è stato quindi solo il caso. L’istruttoria, ha detto ancora, è stata frettolosa almeno per i consiglieri e ora lo snodo è l’indennizzo dell’attività economica. Perché non si può riconoscere a qualcuno un pensionamento dorato o la delocalizzazione di un’attività. La perizia, arrivata in extremis ai consiglieri, ha aggiunto Degasperi, qualche dubbio lo fa sorgere e le valutazioni dei beni devono essere legate al fatto se si va avanti con l’attività o no. Il valore dell’avviamento, ad esempio, lasciando la possibilità anche di non fare nulla, evidentemente cambia. Insomma, la valutazione fatta non è corretta se non c’è un obbligo di continuare con l’attività. C’è l’obbligo poi di verificare che questo contributo non prenda il volo in investimenti che nulla c’entrano col Trentino.

Ossanna (Patt): una proposta normativa debole

Lorenzo Ossanna (Patt) anche lui ha ricordato che la norma deve avere carattere universale. L’iter ha dato modo ai consiglieri di approfondire la tematica molto pesante per il territorio di Dimaro. Territorio che ha reagito in modo lodevole, a partire dal sindaco Andrea Lazzaroni. La proposta così come formulata dalla Giunta è però debole, anche se la stima appare seria l’idea di utilizzare un nuovo strumento legislativo dev’essere fortemente motivata. Inoltre, non è credibile che sul territorio della Val di Sole non ci sia la possibilità di un rinvestimento. Una valle che può avere elementi di pericolosità ovunque, ma ci sono anche i mezzi per incrementare la sicurezza territoriale. Il minimo che si possa fare per questa valle , ha detto il consigliere del Patt, è vincolare il contributo a nuove iniziative. Per questo Ossanna ha chiesto un ripensamento da parte della Giunta.

Olivi (Pd): va tenuto conto anche dell’impegno di tutta la Val di Sole

Alessandro Olivi (Pd) ha detto che quello che è accaduto lo scorso anno è una ferita umana, sociale, economica e ad un tessuto istituzionale che ha partecipato con passione alla ricostruzione. Le ferite vanno ricucite partendo dalla possibilità che questa opera possa avere quel territorio come primo punto di riferimento. Sradicare quell’attività dalla comunità di una valle, ad un’idea della Val di Sole, un turismo che si sviluppa attorno al fiume, che ha scelto intelligentemente la diversificazione è sbagliato. Quindi, non c’è nulla di scandaloso ad agire nel rispetto dell’impresa, ma anche nella necessità di un territorio. La Pat non è una compagnia di assicurazione, quindi non c’è nulla di strano se proviamo a farci carico del pubblico interesse a cui le legge sono sottese. Le leggi, ha ricordato, hanno il compito di trovare il punto di equilibrio tra la tutela dei diritti e l’azione di stimolo e orientamento. Quindi il fatto che l’ indennizzo debba essere investito non è un orpello contro un attività che senza la sua volontà è stata dilaniata. La perizia sarà ineccepibile, ha concluso Olivi, ma su un valore che è dato anche dall’impegno di un territorio che ha avuto una certa idea di turismo.

Ghezzi (Futura): con questa leggina si dà carta bianca alla Giunta

Paolo Ghezzi (Futura) riconoscendo nelle parole di Job la sofferenza del territorio, la ferita della perdita della signora Michela sopratutto, ha detto di non voler parlare di soldi o del vincolo, ma di volersi soffermare sul metodo seguito per questo ddl. Un metodo che delinea il modus operandi della Giunta che prima ha presentato un emendamento al ddl Tonina e che poi lo stesso Fugatti ha ritirato rendendosi forse conto del peso di un emendamento di questo genere. L’urgenza, messa in discussione da Rossi, almeno sul vincolo di scadenza, rende incomprensibile il fatto che questa norma sia arrivata dopo 10 mesi dall’evento. La legge, ha aggiunto il capogruppo di Futura, non sarà ad personam ma è perlomeno ad locum, il che costituisce un precedente, e dà letteralmente carta bianca alla Giunta. Insomma, la Giunta con questo ddl dice: la legge sono io! Un’ennesima forzatura decisionista, un ddl che è una carta bianca su tutto, dalle tempistiche, ai vincoli, alle valutazioni. Una deregulation autorizzata da una leggina ad locum.

Guglielmi (Fassa): mettiamo nei panni di chi ha perso tutto.

Luca Guglielmi (Fassa) ha detto che gli interventi della minoranza sono stati improntati alla speculazione politica mentre il proprietario del campeggio ha visto in una notte vanificarsi tutti i suoi investimenti e non certo per colpa sua. La soluzione della Giunta, ha detto Guglielmi, è giusta e corretta per dare risposte ad un privato e al paese. La politica c’entra poco ma quel che conta è dare risposte a chi ha perso tutto. Non possiamo, ha concluso, di arrogarci il diritto di dire di investire ad una persona che lo ha fatto tutta la vita. Ci si deve mettere invece nei panni di chi in una notte ha perso tutto.

Cia (Agire): è giusto che il territorio speri in un rinvestimento del contributo

Claudio Cia (Agire) ha detto che alcuni emendamenti della minoranza sono di buon senso. Vero, ha aggiunto, che dobbiamo partire da quello che è successo quella notte, nei panni delle persone che hanno investito ma va anche detto che i territori hanno permesso loro di trarne un legittimo profitto. Il ddl detta le condizioni per mettere in sicurezza l’area. Una procedura che cerca di evitare lungaggini e l’importo è fatto di soldi pubblici, nove per il campeggio e altri tre per altre situazioni. Ma dal momento che il territorio ha contribuito all’attività economica è giusto che possa sperare in un rinvestimento. Un fatto, ha ripetuto, di buon senso, così come di buon senso è togliere da questo contributo le quote assicurative.

Marini (5 Stelle): serviva un’ulteriore perizia sulle stime

Alex Marini (5 Stelle) ha presentato gli odg per impegnare la Giunta ad un’ ulteriore perizia sui valori, senza peraltro mettere in dubbio quella fatta e il lavoro fatto dalle strutture della Pat- Solo la necessità di una verifica accurata del metodo seguito per stimare questi valori. La commissione maltempo, ha ricordato, ha seguito tutti gli interventi, ma per il campeggio di Dimaro non si è arrivati a fare tutte le analisi. Dalla perizia di quasi 300 pagine, ha aggiunto, si scopre che quella del Cassa del Trentino è dei primi di agosto quindi c’era il tempo di informare i consiglieri. Vista anche la frenesia con la quale è stata portato avanti il ddl c’è la necessità di fugare qualsiasi possibile dubbio. Il secondo odg presentato da Marini voleva dare un indirizzo strategico all’investimento verso interventi per contenere i cambiamenti climatici che stanno alla base della tempesta Vai e un invito all’attenzione al consumo di suolo che anche in Trentino, a livello pro capite, è alto ed è determinante per la sicurezza del territorio.

Fugatti: ok a subordinare una parte del contributo al riavvio di un’attività sul territorio provinciale. Fugatti in replica ha accettato che una quota di contributo sia subordinata al riavvio sul territorio provinciale di un’attività economica attraverso un sub emendamento al primo emendamento Manica.

Manica: si tratta semplicemente di una liquidazione.

Manica (PD), dopo aver chiesto una sospensione per un incontro con la minoranza, ha ritenuto insufficiente l’apertura della Giunta perché depotenzia l’elemento il vincolo di rinvestimento in loco. Ha poi aggiunto che una legge ad hoc come questa può essere un’ apripista o una Caporetto. E che senza un vincolo si tratta di una liquidazione necessaria per mettere in sicurezza una parte di Dimaro. Una liquidazione abbondantemente sul mercato, forse anche sopra perché se si fosse ristorato solo il danno non sarebbero state queste le cifre. Quindi ha concluso che il Pd non può condividere una norma come questa della quale la maggioranza deve assumersi per intero la responsabilità.

Gli ordini del giorno.

Il primo odg di 5 Stelle, la creazione di una commissione indipendente per valutare la stima, è stato bocciato 18 no, 7 sì e 5 astenuti e il secondo, vincolare il contributo ad iniziative contro i gas serra e il contenimento di consumo di territorio, con 14 sì e 19 no. Bocciati i primi due punti 20 no 14 sì anche quello di Rossi (Patt), che impegnano la Giunta a vincolare la quota a Dimaro o Val di Sole e di fare un tavolo di lavoro con soggetti interessati al contributo e amministrazioni per trovare una localizzazione, infine a valutare la possibilità di una partecipazione di Trentino Sviluppo per la ripresa dell’attività. Punto che Fugatti ha chiesto di approvare anche se capogruppo del Patt ha sottolineato la chiusura totale sull’ipotesi di un rinvestimento del contributo. Si tratta di contributi statali, ha concluso, e la norma così come scritta può portare a qualche problema.

Le dichiarazioni di voto.

In dichiarazione di voto Rossi ha detto che il Patt non vota la legge perché palesemente rabberciata, ingiusta e pericolosa. Oggi il governo del cambiamento, ha aggiunto, ha deciso di utilizzare 12 milioni di risorse pubbliche solo con un’ipotesi di rinvestimento. C’è poi un altro motivo del no, perché l’obbligo di reinvestire è entrato nella discussione del ddl solo perché la minoranza ha sollevato il caso, solo perché, ha affermato, l’altra volta quando siete venuti di soppiatto abbiamo detto: cosa state facendo? Se c’erano le logiche di reinvestimento perché non le avete portate subito. Alla fine, ha concluso Rossi, non si sa se quelle risorse saranno utilizzate per la val di Sole.
Ivano Job (Lega) ha detto che Rossi parla sempre si soldi ma nessuno mette in dubbio il suo precedente operato. Che queste persone si sono trovare in una situazione creata da altri. Magari di poteva fare meglio, ha aggiunto, ma anche peggio. Il sindaco di Dimaro, ha ricordato, ha cercato un’area, l’ha cercata la Pat ma non c’è e l’accademia non può risolvere il problema.
Giorgio Tonini (Pd) ha detto che il Pd ha provato a mettersi nei panni dell’imprenditore per questo è stato fatto di tutto per capire se c’era spazio per un accordo e miglioramenti della norma. Il Pd è d’accordo su una norma speciale perché, come dimostra l’esperienza dei disastri nazionali, sono indispensabili. Basti pensare ad Amatrice dove il terremoto ha distrutto paesi fatti di seconde case e quindi si è dovuto derogare la principio che si indennizza solo la prima casa perché altrimenti non si sarebbe fatto nulla. Nel caso di Dimaro l’imprenditore non può più utilizzare il suo terreno e questa è una realtà ma si è solo chiesto che una quota del contributo vada investito nella valle. La Giunta ha detto no e quindi il Pd non può votare la legge. Anche perché non si può dare una delega in bianco alla Giunta.
No anche da parte di Paolo Ghezzi (Futura) il quale ha detto che si poteva fare di peggio ma è comunque uscita una norma brutta. Il suggerimento di fare una norma ad vallem anziché ad locum o ad personam non è stato accolto e quindi c’è il no di Futura.

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha detto che da come sono andate le cose appare che la cosa sia stata costruita per arrivare ad un risultato precostituito. Una norma che determina un precedente pericoloso e in futuro ci sarà chi chiederà lo stesso trattamento. La norma non si esaurirà qui, visto che ci sono in ball0 12 milioni e mezzo di euro. Una perizia terza avrebbe dipanato i dubbi e quindi l’intervento non ha vincoli e ristora semplicemente, con trattamenti speciali, i danni di alcuni.

Claudio Cia (Agire) ha detto che il tempo dirà se la norma sarà pericolosa, ma il fatto che sia rabberciata, come detto da Rossi, va nella logica del confronto. L’operato della Giunta è stato più che corretto anche perché in parte ha accolto gli emendamenti di Manica e di Rossi che si vede riconosciuta una congrua parte nei rinvestimenti.



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