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Don: ricordato all’abbazia di Heiligenkreuz monsignor Endrici, deportato nel 1916

venerdì, 9 ottobre 2015

Don – Monsignor Endrici, un pezzo della storia della Val di Non e del Trentino, è stato ricordato a Heiligenkreuz, presso l’Abbazia dei Monaci Cistercensi, dove l’allora vescovo di Trento venne deportato dal 1916 al 1918. E’ stata posta una targa in memoria di quel triste evento.

Vincenzo Allotti, per ricordare il 50° della sua attività di artigiano del settore, ha prodotto una stupenda targa in ottone con la foto di monsignor Endrici, riprodotta in ceramica, poi una delegazione è andata ad applicare la targa con una cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente della Fanfara della Sezioni Alpini di Trento, Asterio FracheVal di Non Monsignor Endricitti, e il consigliere Paolo Filippi in rappresentanza della Sezione ANA.<

Grande entusiasmo tra i Monaci e i visitatori dell’Abbazia nell’ascoltare le stupende musiche, specialmente l’Inno al Trentino, che il maestro della Fanfara Daniele Broseghini è suonato in modo straordinario.

Monsignor Celestino Endrici, arcivescovo di Trento, nato a Don il 14 marzo 1866. Dopo gli studi del 1885 al Collegium Germanicum di Roma, nel 1891 si laurea presso l’Università Gregoriana in filosofia e teologia. Nello stesso anno a Roma viene consacrato sacerdote.

Nel 1892 ritorna in Trentino come cappellano a Cles e a Trento nella Chiesa di S. Maria Maggiore e poi come docente nel Seminario di Trento, di cui diverrà vicedirettore.

L’enciclica sociale di Papa Leone XIII del 15 maggio 1891 «Rerum Novarum», promulgata durante i suoi studi a Roma, interessò da subito e particolarmente monsignor Endrici, sempre sensibile alle problematiche delle categorie più indifese e al conseguente doveroso impegno dei cattolici verso il mondo del lavoro. Inserì sociologia come materia di studio, che pure insegnò, nel Seminario Vescovile.

A soli 38 anni, il 3 gennaio del 1904, viene raggiunto dalla nomina da parte dall’Imperatore Francesco Giuseppe, con la dovuta conferma in data 6 febbraio 1904 da Papa Pio X, a Principe Vescovo dell’allora vasta Diocesi di Trento e Bolzano.

Nella comunità trentina c’erano delle tensioni come la questione dell’università italiana a Trento, l’affermarsi del socialismo, i contrasti nella parte tedesca della Diocesi tra conservatori e cristiano-sociali, l’invadente germanizzazione del Tiroler Volksbund e la poliziesca e spesso brutale attività delle autorità militari austro-ungariche.

Il 1 marzo 1916 viene firmato dal Capo dello Stato Maggiore Generale Fleck, comandante la Fortezza di Trento, il decreto d’arresto nei confronti di monsignor Endrici che viene posto sotto sorveglianza militare.

Al vescovo fu vietato di abbandonare la sua residenza a Trento in località San Nicolò e gli venne censurata ogni missiva. La villa fu fatta sorvegliare ed egli poteva muoversi in un preciso spazio esterno solo con la presenza dei gendarmi con la baionetta inastata. In data 3 marzo venne sospeso dai suoi uffici.

Il 14 aprile 1916, dopo 45 giorni di arresti domiciliari, il capo della polizia Dr. Rudolf Muck informava direttamente il Vescovo, a nome del Comandante Supremo Militare del Tirolo generale Viktor Dankl che ora poteva recarsi a Vienna e conferire con il Nunzio Apostolico, autorità ecclesiastica della Santa Sede competente territorialmente per ogni tipo di collaborazione o vertenza con l’Impero.

L’8 maggio 1916 partì per Vienna sotto stretta sorveglianza della polizia. A Vienna venne ospitato insieme al suo segretario don Augusto Guadagnini (Transacqua 1879; morì a 42 anni, il 2 settembre 1919 e fu sepolto a Transacqua) in arcivescovado dall’arcivescovo di Vienna, Mons. Friedrich Gustav Piffl, molto rincresciuto del trattamento riservato dalle autorità militari al Vescovo Endrici.

Il segretario del Cardinale Piffl, un giovane sacerdote, era stato incaricato dalla polizia di accompagnarlo nelle sue uscite e di riferire i nominativi delle persone incontrate. Pochi giorni dopo ebbe la visita del Ministro del Culto e dell’Istruzione Maximilian Hussareck von Heinlein (Ministro dal 1911 al 1917; il 25 luglio 1918 divenne Presidente del Consiglio dei Ministri) che gli elencò le accuse formulato dal Comando Supremo Militare del Tirolo.
Si incontrò pure con lo stesso Nunzio Apostolico, che rimase a Vienna fino al settembre 1916, monsignor Raffaele Scapinelli.

Non gli fu permesso di ritornare in Tirolo, ma in data 19 giugno 1916 fu confinato insieme a don Augusto Guadagnini nell’abbazia dei Padri Cistercensi ad Heiligenkreuz, nell’attuale distretto di Baden, in Bassa Austria, a 15 chilometri da Vienna.

Il 19 agosto 1916 il Nunzio Apostolico Mons Scapinelli visitò a Heiligenkreuz Mons. Endrici che da quel colloquio rimase perplesso, in quanto non gli sembrò che la Nunziatura tutelasse degnamente e con convinzione la sua persona e la Diocesi che rappresentava.

Il nuovo Nunzio Apostolico a Vienna, l’arcivescovo monsignor  Teodoro Valfrè di Bonzo, iniziò il suo incarico dal 14 settembre 1916 e lo mantenne fino al 1919. Monsignor  Endrici ebbe colloqui a Vienna con il nuovo Nunzio, in cui, pur rimanendo isolato nel suo confino di Heiligenkreuz, potè trovare finalmente l’appoggio e il sostegno di una persona leale e amica.
Il 28 settembre 1917 il Cardinale Piffl fece visita a Mons. Endrici ad Heiligenkreuz con l’incarico del nuovo imperatore Carlo d’Asburgo di convincerlo a dare le dimissioni dal suo incarico di Vescovo, visto che non avrebbe più avuto il permesso di ritornare a Trento, richiesta a cui il Vescovo Endrici rinunciò con la sua tipica fermezza, “perché non pervenuta, eventualmente tramite il Nunzio, dalla Santa Sede”.

A Heiligenkreuz rimase fino al 3 novembre 1918, l’8 novembre fu ospite di ufficiali italiani al campo di prigionia di Sigmundsherberg. Giunse a Trento il 13 novembre, accolto dall’entusiasmo della popolazione e delle autorità civili e militari.
Nel 1929 venne nominato Arcivescovo. Morì a Trento il 29 ottobre 1940.

L’A.


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