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Cles, una ‘Wunderkammer’ da 3mila visitatori in un mese: nuova conferenza su Lorenzoni e Lampi

martedì, 14 luglio 2020

Cles – Dopo due settimane di riposo riprendono gli appuntamenti collaterali organizzati nell’ambito della mostra Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie. Arte e storie dell’antica borgata di Cles visitata, in un mese di apertura, da oltre 3000 visitatori. Giovedì 16 luglio 2020, alle ore 20.30, Palazzo Assessorile – sede della mostra – ospiterà lo storico dell’arte Roberto Pancheri che parlerà di Pietro Antonio Lorenzoni e Giovanni Battista Lampi a Cles.

chiaviUna conferenza voluta dalla curatrice Lucia Barison e dai co-curatori Marcello Nebl, Gianluca Fondriest e Luca Bezzi per approfondire e contestualizzare due delle opere esposte nella wunderkammer di Palazzo Assessorile: l’Assunta di Lorenzoni e il Cristo morto di Lampi. A legare i due pittori, oltre alla pittura, anche un legame di parentela. Cles diede infatti i natali a Pietro Antonio Lorenzoni, cugino di Giovanni Battista Lampi, nato a Romeno e autore di numerosi ritratti di corte oggi conservati presso i più importanti musei del mondo come il Louvre di Parigi e l’Ermitage di San Pietroburgo. Era il 1776 quando, nel pieno della propria luminosa carriera artistica, durante un lungo soggiorno nel borgo natio Lorenzoni dipinse la grande pala con l’Assunzione della Vergine per la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta apponendo la dicitura “PET. ANTONIUS LORENZONI INVENIT 1776”. Attivo alla corte salisburghese, il clesiano dipinse il giovane Wolfgang Amadeus Mozart in uno dei più noti ritratti giovanili conservato presso il Mozart Museum di Salisburgo. Dal canto suo, il più giovane Giambattista, che un poco apprese i rudimenti della pittura dal padre Matthias Lamp, un poco dal cugino, realizzò e firmò nel 1779 una intensa ed intima raffigurazione di Cristo morto oggi conservata presso il Convento dei frati francescani riformati di Cles presso la chiesa di Sant’Antonio nel rione di Spinazzeda.

L’evento – che verrà trasmesso in diretta Live sulla pagina Facebook del Comune di Cles – si svolgerà nel rispetto delle misure anti contagio. Si consiglia la prenotazione entro e non oltre le 16 del giorno dell’evento giovedì 16 luglio 2020. A conclusione dell’evento la mostra potrà essere visitata liberamente.

Per tutti coloro che non possono partecipare all’appuntamento presso Palazzo Assessorile o alla diretta live su Facebook, è possibile guardare la conferenza sul canale Youtube del Comune di Cles dove, a partire dal giorno successivo, verrà caricata l’intera serata.

INFO E ORARI MOSTRA

www.comune.cles.tn.it

lunedì 14.30-18.30

Dal martedì alla domenica 10-12.30 / 14.30-18.30

In luglio e agosto aperture serali venerdì e sabato 20.30-22.30

Apertura serale durante la settimana di ferragosto. Ingresso libero

Voluta fortemente dall’Amministrazione comunale di Cles e curata da Lucia Barison, la mostra è una riflessione sul concetto di valorizzazione del patrimonio culturale della borgata attraverso, hic et nunc, la creazione di un percorso didascalico ed interattivo che evoca il concetto di “Museo Civico”, organizzato in aree tematiche che raccontano la storia, l’archeologia, l’arte e la cultura popolare del territorio con un’offerta che varia dai reperti archeologici, alle testimonianze di arte medievale, gotica, barocca, oggetti tradizionali e di artigianato locale. Un percorso interattivo dedicato all’abitante del luogo e al visitatore ai quali è indirizzato un racconto che affonda le proprie radici in un’epoca antica per giungere in età moderna con una corposa eredità culturale di inestimabile valore demoetnoantropologico.

Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie è un progetto espositivo concepito allo scopo di rigenerare la memoria storica del paese attraverso l’emersione dell’identità culturale della comunità di Cles e delle sue frazioni storiche. La mostra riunisce più di 240 opere d’arte e oggetti selezionati da un team di co-curatori che, analizzando la storia della borgata nel corso dei secoli, hanno individuato e scelto reperti, opere d’arte, documenti e oggetti conservati o provenienti dai siti del territorio, oppure esposti presso enti museali nazionali ed internazionali che oggi ne detengono la proprietà. Il titolo della mostra mutua il fascino evocativo da una serie di chiavi gotiche (metà XII – XV sec. d.C.) rinvenute a Cles, visibili nella sezione archeologica del percorso che approfondisce, fra le varie tematiche, l’affascinante significato simbolico di porte, serrature e chiavi. Ad accentuarne il fascino anche l’ipotesi secondo cui il toponimo “Cles”, dal latino Clavis, starebbe a significare luogo ‘chiave’.

Duecentoquaranta testimoni di un’eredità storico culturale ai più sconosciuta, ignorata, dimenticata. L’emersione del patrimonio culturale di Cles attraverso Le cinque chiavi gotiche ha permesso di schiudere una porta per intraprendere l’importante e fondamentale processo di trasmissione dell’identità e reputazione di una comunità, fondato sulla valorizzazione di caratteristiche distintive volte a riflettere lo spirito, la cultura e il carattere del territorio (processo di costruzione della marca o brand territoriale). La mostra assume una particolare connotazione “meravigliosa” che evoca il concetto di Wunderkammer e che giustifica l’accorpamento di numerosi beni organizzati sotto forma di raccolta di oggetti straordinari, individuati per le loro peculiarità intrinseche ed estrinseche. La camera delle meraviglie o il gabinetto delle curiosità della comunità di Cles, racconta l’eredità culturale di una comunità attraverso l’innocenza degli oggetti, di varia natura, che sono stati selezionati nel rispetto di due requisiti fondamentali – condivisi tra i curatori e l’Amministrazione – di provenienza e fruibilità. La maggior parte dei beni appartiene e proviene dalla comunità di Cles. Essi sono custoditi presso i siti del territorio come chiese o palazzi e possono essere, a mostra conclusa, visitati presso i loro luoghi di appartenenza. Per ragioni di completezza e rigore scientifico nell’indagine svolta al fine di costruire il tessuto narrativo del percorso, si è inoltre reso necessario chiedere agli enti museali della Provincia autonoma di Trento la necessaria e fondamentale collaborazione nell’ambito del prestito di quei beni confluiti, nel corso degli anni, nelle collezioni dei musei del territorio provinciale e regionale.

Importante e fondamentale il consenso e il conseguente supporto al progetto da parte della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento che, quale ente preposto alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ha dato il via all’impegnativo processo di creazione del percorso espositivo attuando appieno, al fianco dell’Amministrazione comunale, l’articolo 3 del Codice dei beni culturali e del paesaggio secondo cui “Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione afferma il sindaco del Comune di Cles, Ruggero Mucchi.

L’eccezionalità della proposta sta nell’aver riunito in un unico spazio – anch’esso di notevole interesse storico culturale – opere, documenti e oggetti solitamente conservati nei loro luoghi di origine o di “ricovero storico” poco distanti dalla sede della mostra. Un’opportunità unica per godere di beni spesse volte, troppe, passati inosservati ma, soprattutto, conoscere il vincolo che li rende dipendenti gli uni dagli altri, il dato storico qui ed ora narrato. Ruolo fondamentale hanno giocato la Parrocchia e l’Arcidiocesi che, dimostrando una forte sensibilità verso il talvolta difficoltoso campo della valorizzazione – oltre che della tutela – dei beni hanno compreso, approvato e partecipato al prestito di opere in alcuni casi recuperate a tre metri di altezza come la pala dell’Assunta di Pietro Antonio Lorenzoni nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta prosegue l’assessore alla Cultura del Comune di Cles, Vito Apuzzo.

Complementare alla percezione del potenziale culturale del territorio il compito destinato alla realtà aumentata voluta e creata allo scopo di immergere il visitatore nell’evoluzione storico, artistica e architettonica del territorio mutato nel corso dei secoli. Una mostra, questa, dove il desiderio comune di vivere almeno per un solo attimo il tempo passato diventa realtà attraverso l’esperienza virtuale voluta fortemente dalla curatrice e realizzata da Stefano Benedetti e Gabrio Girardi per proiettare il visitatore in alcune delle chiese del territorio, osservare la trasformazione di Palazzo Assessorile da rustica torre medievale a complesso architettonico rinascimentale, oppure vivere l’esperienza di guardia dall’ultimo piano del torrione.

Le cinque chiavi gotiche e altre meraviglie è una mostra pensata per raccontare e meravigliare chiunque sia predisposto al “sentimento improvviso e gradevole di ammirazione spontanea e intensamente compiaciuta rivolta a oggetti o fatti esaltati dal fascino dell’eccezionale e dell’inatteso”. Il sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata, viene invocato da ogni singolo bene esposto presso Palazzo Assessorile come, ad esempio, due delle rare opere pittoriche dipinte da Luigi Vanvitelli, architetto scenografo della Reggia di Caserta della Reggia di Caserta, artista poliedrico spesse volte indicato come il “Bernini del Settecento”. L’auspicio rivolto a tutti i visitatori, abitanti del luogo e non, è quello di proseguire il percorso in autonomia – anche a mostra conclusa -e approfondire quanto qui accennato, godere del patrimonio e farlo proprio per tramandare, di padre in figlio, un’eredità unica al mondo, quella della cultura conclude la curatrice Lucia Barison che ringrazia il team di stretti collaboratori “della squadra delle Cinque chiavi gotiche” di cui Marcello Nebl, Alessandro e Luca Bezzi, Gianluca Fondriest, Stefano Benedetti, Gabrio Girardi, Alberto Mosca, Laura Paternoster dell’Ufficio Cultura, e Mirko Odorizzi e il sindaco Ruggero Mucchi.

Otto gli eventi collaterali organizzati nell’ambito della mostra lungo il lungo periodo di apertura che verrà animato da tre esposizioni temporanee di beni di straordinaria importanza quali le portelle tardogotiche della chiesa di Santa Lucia di Caltron, il Codice Brandis e la ricostruzione 3D della testa di Saturno velato conservata presso il Castello del Buonconsiglio.

L’inaugurazione della mostra avverrà sabato alle 17 nella piazza antistante Palazzo Assessorile. A partire dalle 19 sarà possibile visitare la mostra con ingressi contingentati e su prenotazione in caso di ampia affluenza al percorso di visita. In caso di pioggia l’evento inaugurale esterno al palazzo verrà annullato e la mostra potrà essere visitata comunque a partire dalle 19 alle 22.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Gli eventi collaterali si svolgeranno con partecipazione su prenotazione fino al raggiungimento del numero massimo di persone stabilito per lo spazio ospitante. Per prenotare si prega di telefonare al numero 0463.662091 oppure scrivere una mail a culturaomune.cles.tn.it entro le ore 16.00 del giorno stesso dell’evento. Ciascun evento potrà comunque essere seguito in modalità Live sul profilo Instagram e Facebook del Comune di Cles.

- PIETRO ANTONIO LORENZONI E GIOVANNI BATTISTA LAMPI A CLES

Giovedì 16 luglio 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatore: Roberto Pancheri

MASO SAN VITO: CHIESA E ALTARISTICA

Giovedì 30 luglio 2020 ore 20.30

Chiesa Conci – Località San Vito di Cles

Relatore: Claudio Strocchi

AFFRESCHI GOTICI A CLES: I CICLI PITTORICI DELLE CHIESE DI DRES, MAIANO E PEZ

Giovedì 20 agosto 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatori: Lucia Barison e Marcello Nebl

LUIGI VANVITELLI NELLE TELE DI CLES

Giovedì 3 settembre 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatore: Giuseppe Sava

IL CODICE BRANDIS E LE VALLI DI NON E SOLE

Giovedì 10 settembre 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatori: Alessandro Baccin, Ulrike Kindl e Fiorenzo Degasperi

ESPOSIZIONE MANOSCRITTO: 12 AGOSTO – 12 OTTOBRE

RICOSTRUZIONE 3D DELLA TESTA DI SATURNO VELATO

Giovedì 17 settembre 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatore: Alessandro Bezzi

ESPOSIZIONE MANOSCRITTO: 13 OTTOBRE – 29 NOVEMBRE

- DIALOGO CON IL SOPRINTENDENTE: TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Giovedì 5 novembre 2020 ore 20.30

Palazzo Assessorile – Cles

Relatore: Franco Marzatico – Soprintendente per i beni culturali

Provincia autonoma di Trento

SCHEDA TECNICA MOSTRA

Mostra a cura di

Lucia Barison

Comitato scientifico

Lucia Barison, Alessandro Bezzi, Luca Bezzi,

Gianluca Fondriest, Alberto Mosca, Marcello Nebl

Coordinamento per il Comune di Cles

Laura Paternoster – Ufficio Attività Culturali

Progetto espositivo

Lucia Barison, Marcello Nebl

Apparati didattici e percorsi di ricerca per le scuole

Sara Lorengo, Maria d’Ambrosio, Veronica Gebelin

Grafica

Stefano Benedetti, Lucia Barison, Marcello Nebl

Video in mostra sull’evoluzione del paesaggio clesiano

Testi di Alessandro Bezzi, Luca Bezzi, Gianluca

Fondriest, Marcello Nebl

Produzione Video di Stefano Benedetti

Realtà aumentata

Neo Infinity di Girardi Gabrio

Computer grafica di Stefano Benedetti

Video “Tavola clesiana”

Michele Bellio

Video promozionali

Marco Rauzi

Stampa materiali di comunicazione

Tipografia Quaresima

Prestatori

Soprintendenza per i beni culturali, Ufficio beni archeologici di Trento; Museo Castello del Buonconsiglio di Trento; Museo Regionale Tirolese Ferdinandeum di Innsbruck; Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cles; Parrocchia di Santa Maria Assunta in Mechel; Südtiroler Landesarchiv Archivio Provinciale di Bolzano; Archivio provinciale di Trento; Biblioteca Comunale di Trento; Biblioteca Comunale di Cles; Comune di Cles; Archivio di Stato di Trento; Provincia S.Antonio dei Frati Minori, Convento S.Antonio in Cles; Galleria d’Arte Fedrizzi, Cles.

Catalogo a cura di

Lucia Barison, Marcello Nebl



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