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Sci alpino: Brignone spezza il dominio svizzero in Val di Fassa. A Lara Gut-Behrami la Coppa di superG

domenica, 28 febbraio 2021

Passo San Pellegrino – Federica Brignone trova la giornata perfetta, la vittoria della liberazione, e rompe il dominio della Svizzera in Val di Fassa, regalandosi il sedicesimo trionfo in carriera in Coppa del Mondo, il primo della stagione. La trentenne valdostana ritrova la sciata dei giorni migliori nel superG, che chiude la tre giorni della skiarea Passo San Pellegrino ed eguaglia il record di successi nel massimo circuito internazionale di Deborah Compagnoni, nella giornata in cui l’Italia sfodera una splendida prova di squadra, con Elena Curtoni, Francesca Marsaglia e Marta Bassino rimaste giù dal podio per questione di centesimi, quarta, quinta e sesta in classifica.

Dopo i due successi conquistati in discesa venerdì e sabato, Lara Gut-Behrami questa volta non ce l’ha fatta. L’elvetica è seconda a 59 centesimi dalla Brignone, ma può festeggiare con una gara d’anticipo la conquista della sfera di cristallo di specialità, oltre a un ulteriore allungo in classifica generale. La campionessa del mondo di superG e gigante si presenterà alle finali di Lenzerheide con 187 punti di margine sulla slovacca Petra Vhlova (oggi soltanto 32ª) e ben 335 su Michelle Gisin, terza davanti alla prima delle italiane, Marta Bassino, che è quarta con 790 punti.

L’immagine di copertina dell’ultima giornata del trittico fassano, intanto, spetta a Federica Brignone, che riscatta la delusione patita ai Mondiali di Cortina, dimostrando di saper ancora fare quello che più le piace, pennellare curve e vincere. L’azzurra è stata performante anche nei tratti di scorrimento, quelli a lei meno congeniali, ed è riuscita a fare la differenza nella parte più tecnica della pista, disegnando linee ideali sui Muri del Poeta, dove recita la propria ode alla tecnica dello sci.

Il distacco inflitto (59 centesimi) all’atleta del momento, Lara Gut-Behrami, certifica la bontà della prova offerta dalla campionessa italiana. Il terzo posto è dell’altra svizzera Corinne Suter, staccata di 72 centesimi, sempre sul podio nelle tre gare della Val di Fassa. Poi c’è tanta Italia. Elena Curtoni è quarta, ad appena 6 centesimi dalla top 3, con Francesca Marsaglia quinta a 0”83 e Marta Bassino sesta a 0”86. Quest’ultima ha fatto segnare ottimi intertempi per tre quarti di gara e ha visto sfumare un piazzamento nella top 3 nel tratto conclusivo. Poco male, comunque, per la squadra azzurra, che si è ritrovata sulle nevi di casa e ha piazzato anche Roberta Melesi al 18° posto. Quarantesima la gardenese Teresa Runggaldier, mentre la trentina Laura Pirovano (ottava e quinta nelle due discese dei giorni scorsi) è uscita nel tratto centrale di pista. Medesimo destino per Nadia Delago e Federica Sosio.

Destino peggiore, purtroppo, per la norvegese Kajsa Vickhoff Lie e l’austriaca Rosina Schneeberger, entrambe vittima di una brutta caduta, due incidenti che hanno causato una doppia interruzione della gara, chiamando all’intervento i soccorsi dell’Aiut Alpin Dolomites. Alle due atlete, trasportate con l’elicottero del 118 all’ospedale di Trento, viene riscontato il medesimo infortunio, ovvero la frattura di tibia e perone.

Per loro ci sono gli applausi di incoraggiamento delle colleghe, a cui si aggiungono quelli di merito riservati all’Italsci in rosa e al Comitato organizzatore presieduto da Andrea Weiss, dimostratosi all’altezza della situazione e ora intenzionato a proseguire con il lavoro impostato negli ultimi anni. L’obiettivo è quello di riuscire a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel calendario internazionale.

In tal senso, assumono valore anche le due gare di Coppa Europa in programma già nei prossimi giorni. La Val di Fassa e la pista La VolatA, infatti, torneranno protagoniste già martedì 2 e mercoledì 3 marzo, quando saranno teatro di una doppia gara di superG del circuito continentale.

Le dichiarazioni

La vincitrice Federica Brignone ha accolto il proprio successo con particolare soddisfazione. «Oggi finalmente sono riuscita a portare in gara tutto ciò che di buono stavo esprimendo in allenamento e nelle prove. – commenta dopo il successo fassano – Ero consapevole di attraversare un buon momento di forma e aver ritrovato il feeling con gli sci, ma fino a ieri i risultati non arrivavano e questo stava diventando molto frustrante, perché non me lo spiegavo. A inizio stagione, paradossalmente, ho raccolto buoni piazzamenti anche quando non ho sciato bene, in questo periodo invece è successo il contrario. Fino a ieri. Aver conquistato 16 vittorie come Deborah Compagnoni è per me motivo di grande soddisfazione, ma confesso di non sentirmi affatto appagata o al termine del mio percorso. Ho ancora tanti sogni ed ho intenzione di inseguirli senza farmi condizionare troppo dai piazzamenti, come è successo in questo periodo. Vivere male per qualche podio in meno non ne vale la pena».

«Sono state tre giornate di gara bellissime, ma anche molto dure da affrontare in rapida sequenza. – spiega Lara Gut-Behrami, seconda al traguardo – Ora mi sento molto stanca e non vedo l’ora di staccare la spina per qualche giorno per ricaricare le batterie. In quanto alle finali di Lenzerheide, potrà succedere di tutto: cambierà la neve, cambierà lo stato di forma delle atlete, ormai tutte abbastanza affaticate, e quindi non mi sento di fare alcun pronostico. Per quanto mi riguarda cercherò solo di sciare al meglio».

«Concludo questa trasferta in Val di Fassa con tre podi, un secondo e due terzi posti, – afferma Corinne Suter – e quindi la ricorderò con grande gioia. Mi sono trovata molto bene su questa pista anche oggi, il fondo era perfetto e ho provato ottime sensazioni. In quanto alle due atlete che sono cadute oggi, credo che in entrambi casi la causa vada ricercata nel fatto che hanno messo un po’ troppa aggressività in pista, dato che la neve era ottima».
«Nel superG della combinata ai Mondiali di Cortina d’Ampezzo mi sono liberata di un blocco e ho fatto pace con questa specialità. – spiega Elena Curtoni, quarta al traguardo – Questa gara mi è piaciuta moltissimo, perché ha tante curve, ma anche tanti passaggi tattici, un tracciato ideale per atlete tecniche come quelle della squadra azzurra. Oggi mi sono proprio divertita, ma rimane il rammarico per l’errore che ho compiuto, che secondo mi è costato una delle prime due piazze. Speriamo di tornare a gareggiare qui».

«Volevo andare via da qui con qualcosa in mano, dopo due prove deludenti in discesa libera, e oggi finalmente ho raccolto qualcosa. – spiega Francesca Marsaglia, quinta classificata – Rimane un po’ di rabbia per essere arrivata a pochi centesimi dal podio. Questo è stato uno dei superG più divertenti che abbia mai affrontato in carriera».



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