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Verso il nuovo Dpcm, Fugatti: “Sci, chiusure e classificazione, le richieste e i rischi”. Esclusa per ora una via trentina “autonomista”

giovedì, 14 gennaio 2021

Madonna di Campiglio – “Sono emerse le nuove classificazioni che il Governo farà per il monitoraggio dei territori. Tutte le regole fin qui adottate valgono ma vengono ristrette ancor di più. Viene abbassato il livello Rt per entrare in zona rossa (da 1,5 a 1,25) e in zona arancione (da 1,25 a 1). Quindi prima chi aveva numeri da zona gialla, non è detto che ci rimanga. Ad esempio, se il rischio è alto nonostante l’Rt inferiore a 1 si può passare in zona arancione. L’Rt nazionale sta aumentando. Il nostro Rt era 0,85 ed è sicuramente in crescita, domani sapremo a che livello arriviamo. Sopra l’1 il rischio di andare in zona arancione è molto probabile, anche sotto l’1 potremmo andarci se siamo in rischio alto, situazione già verificata in passato senza andare in arancione. Oggi è ancora più difficile pensare a quale sarà la classificazione, il rischio arancione è oggettivo, il Governo ha abbassato i parametri di riferimento, ci hanno detto di una terza ondata in arrivo e quindi ci adeguiamo”: il governatore del Trentino Maurizio Fugatti ha fatto il punto della situazione oggi in conferenza stampa.

Prudenza massima sia sulla classificazione che giungerà nelle prossime ore sia sulle riaperture, allontanando una strada “in autonomia” differenziandosi dal Governo. “Sul fronte di ristori e riaperture, abbiamo fatto notare la preoccupazione per diverse categorie che sono chiuse oppure che devono fare i conti con un’incertezza che genera perdite. Da quel che ci hanno detto, col nuovo Dpcm l’asporto sarà permesso per ristoranti e pizzerie anche dopo le 18, c’è valutazione in corso per i bar. Auspichiamo un alleggerimento anche per questi esercizi. Sullo sci, abbiamo chiesto al Governo che qualora la zona sia gialla, non scontata ad oggi, di poter permettere la riapertura degli impianti ai residenti. Diciamo ai residenti perché almeno fino al 15 febbraio non ci si potrà spostare tra Regioni. Oggi, domani e sabato il Trentino sarà zona gialla, da domenica si cambia se diventeremo zona arancione. Bar e ristoranti almeno fino a sabato sono aperti. L’incertezza pesa sulle categorie ma non sappiamo nemmeno noi cosa succede domani”, ha aggiunto il presidente della Provincia.

Sempre sugli impianti, difficile perseguire la strada della discontinuità rispetto a quanto deciso a Roma: “Aperture diverse rispetto all’impostazione del Governo? Possiamo fare il braccio di ferro, l’Autonomia è da salvaguardare, ma dobbiamo guardare cosa succede dappertutto. La Valle d’Aosta si è vista sospendere una legge autonomista col quale voleva andare oltre il Governo. Non ci piace ma dobbiamo prenderne atto. C’è una centralizzazione, per l’Autonomia è una brutta notizia, c’è forte volontà di centralizzare le scelte, dobbiamo valutare bene come muoverci. Il Trentino per aprire le piste da sci deve rimanere giallo, bisogna vedere se il Dpcm prevede le aperture degli impianti in zona gialla, non ci hanno ancora risposto, se questo non succede e aprissimo andremmo incontro a un contenzioso nel quale partiamo sfavoriti visto cosa accaduto recentemente a tutte le regioni. Ricordiamoci l’ordinanza sui ristoranti a dicembre con la quale riaprimmo la sera, noi venimmo accusati del fatto che i ristori poi sarebbero stati a rischio. Dobbiamo essere chiari, non dobbiamo fare errori. Prima vediamo la classificazione, fare annunci per poi essere magari arancioni non sarebbe nemmeno serio. La giurisprudenza tende a dare parere favorevole al Governo e non alle Autonomie, quindi bisogna valutare ogni scelta con attenzione”.

Sugli spostamenti, Bolzano e Trento restano divise almeno fino al 15 febbraio: “Purtroppo sono state inserite quali territori da cui non ci si può spostare. In generale, non è bello dirlo, ma la situazione è questa, va valutata. Noi non facciamo nessun tipo di promesse, abbiamo molto meno garanzie di rimanere gialle rispetto alle settimane precedenti. Didattica a Distanza? In zona gialla puoi andare al 75% in presenza, la zona arancione invece non modifica la presenza in aula rispetto alle regole da zona gialla. Crisi politica? Penso che le priorità del Paese sono altre. Ristori? Il danno per il turismo ad oggi in Trentino è di 600 milioni di euro, altrettanti si aggiungono per gli impianti di risalita”.

DOMANI GIORNATA VERITA’

E’ attesa per domani la decisione sulla classificazione del Trentino secondo il sistema ‘a colori’ adottato da Governo e Istituto superiore di sanità, che varrà a partire dalla giornata di domenica, mentre fino a sabato si resta in zona gialla. Lo ha spiegato stasera il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti che insieme all’assessore Stefania Segnana in mattinata ha incontrato i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, nell’ambito della conferenza Stato-Regioni.

Fugatti ha chiarito che il Governo ha deciso di abbassare gli attuali parametri, al fine di renderli più rigidi, che stabiliscono le diverse colorazioni. L’indice Rt che porta in zona rossa scende dall’1,5 all’1,25, mentre per entrare in zona arancione si passa da 1,25 ad 1. Bisogna, inoltre, tenere in considerazione il grado di rischio, che può essere basso, moderato o alto. “Il Trentino – ha spiegato Fugatti – la settimana scorsa aveva un Rt pari a 0,85%, domani sapremo se sarà aumentato, cosa che è molto probabile. Se superiamo l’1 rischiamo di andare in zona arancione. Quindi – ha aggiunto Fugatti – al momento è davvero difficile sapere quale sarà la classificazione, ma il rischio “arancione” è concreto”.

Il presidente ha comunque chiarito di aver ribadito al Governo l’importanza dei ristori per le categorie economiche colpite dalle chiusure e di aver chiesto per lo sci, in caso si restasse in zona gialla, di poter aprire ai residenti.

Novità importanti anche sul fronte dei vaccini. L’assessore Segnana ha spiegato che fra il 18 ed il 20 gennaio arriveranno in Trentino altre 4875 dosi del vaccino della Pfizer, che si aggiungono alle 15.700 già arrivate, mentre fra il 25 e il 27 gennaio cominceranno ad arrivare le prime 600 dosi del vaccino Moderna. Fugatti ha inoltre evidenziato che il commissario Arcuri ha annunciato che entro settembre arriveranno complessivamente in Trentino circa 830 mila dosi di vaccino, che permetterebbero dunque di vaccinare oltre 400 mila persone”.



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