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Scuola reale: in Trentino “sciopero” dei genitori, alunni a casa e cartelloni fuori dagli istituti

lunedì, 9 novembre 2020

Trento – Scuola reale, “sciopero” dei genitori, alunni a casa e cartelloni e palloncini fuori dalle scuole. Oggi, con i genitori preoccupati per la salute dei figli e con diverse iniziative analoghe lanciate a livello locale da singole classi, istituti, gruppi di valle (Fiemme, Fassa, Primiero, alta e bassa Valsugana, Bassa Atesina, Rotaliana, Trento), il comitato “per una scuola reale” mette in atto una sorta di “sciopero” non portando a scuola i bambini per manifestare contrarietà non tanto alla mascherina in sé, quanto all’obbligo di portarla anche al banco in posizione statica, quando – come al bar o al ristorante, dove invece è concesso toglierla – è possibile garantire la distanza di sicurezza.

protesta mascherineConsiderato che per molti genitori è stato impossibile organizzarsi con un così breve preavviso, chi condivide la protesta pur mandando a scuola i figli apporrà fuori dagli istituti cartelloni e palloncini (simbolo dell’aria che si sta togliendo ai ragazzi) per richiedere il ritorno alla situazione precedente, già ricca di obblighi e limitazioni per la prevenzione del Covid (termoscanner, disinfezione delle mani svariate volte ogni mattina, mascherina in ogni momento dinamico – ingresso, uscita, cambio di aula, necessità di andare alla toilette… – ma anche in ogni situazione in cui l’insegnante o un alunno lasciano la loro posizione – aprire/chiudere la finestra, raggiungere il cestino, consegnare un compito… -, divieto di scambiarsi oggetti, divieto di lasciare a scuola libri e qualsiasi altra cosa (con appesantimento delle cartelle), divieto di usare gli armadietti, divieto di avere contatti con le altre classi, obbligo di andare in bagno solo accompagnati, finestre aperte per tutta la mattinata, niente bis in mensa, niente merenda a metà mattina, divieto di condividere cibo o dolciumi, divieto di cantare, urlare o suonare il flauto, divieto di assembramento, divieto di utilizzare all’intervallo giochi di società, carte da gioco, libri, fumetti e diari personali, vietati i giochi di squadra o l’utilizzo di palloni o attrezzi scambiabili nell’ora di ginnastica), misure che – sia a detta che degli amministratori locali che della Ministra Lucia Azzolina – sono state efficaci in questi due mesi per contenere i contagi a scuola, dove non si sono verificati focolai, ma sono stati individuati soltanto singoli casi portati dall’esterno.

Sempre oggi, il comitato si recherà in Questura per richiedere regolare autorizzazione a manifestare in presenza, probabilmente per il prossimo lunedì (seguiranno specifiche), sempre che nel frattempo non venga revocato il nuovo obbligo e si ritorni alla situazione precedente (no alla didattica digitale, altra opzione che il comitato considera sbagliata, inefficace e lesiva delle necessità dei ragazzi).



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