Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad

Ad
Ad

Ad


Mercato del lavoro in Trentino, sindacati allarmati per i 18mila lavoratori stagionali del turismo

mercoledì, 20 maggio 2020

Trento – Sindacati trentini preoccupati dai dati del mercato del lavoro: a marzo circa 6 mila posti di lavoro in meno. Secondo Cgil Cisl Uil il peggio deve ancora venire: “Per strada ci sono 18 mila lavoratori stagionali del turismo”.

Da una parte gli insufficienti fondi per l’assistenzialismo richiesto, dall’altra le misure di distanziamento sociale: un mix letale per i lavoratori, sempre più a forte rischio.

trento trentino paesaggioIl realismo suggerirebbe un ritorno quantopiù immediato alla normalità, ma la strada è resa impervia dalle pressanti garanzie richieste sul tema sicurezza-Covid e le scelte prudenti della politica che persegue la via del distanziamento sociale suggerita da esperti e scienziati. Di fatto, un continuo scarico di responsabilità che non fa presagire nulla di buono.

LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI

I dati sulle assunzioni e sulle cessazioni a marzo sono a dir poco allarmanti. Certo, l’andamento era atteso visto il lockdown ma leggere che i nuovi contratti di lavoro sono crollati di quasi il 40% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, fa tremare i polsi. Tra mancate assunzioni e cessazioni aggiuntive, solo a marzo si contano ben 6 mila posti di lavoro in meno. Sappiamo che questa è solo la punta dell’iceberg. Per il mercato del lavoro locale il peggio deve ancora venire. Ci attende un innalzamento costante del tasso di disoccupazione mentre il ricorso alla cassa integrazione raggiungerà vette mai conosciute. Per questo è fondamentale potenziare il sistema dei sostegni al reddito provinciali che fino a qui la Giunta ha lasciato colpevolmente sguarnito. Ad oggi ad Agenzia sono state assegnate circa 10 milioni di euro che debbono servire per sostenere il reddito della generalità di disoccupati e cassaintegrati. Sono ancora troppo pochi. Basti pensare ai numeri del turismo. Oggi senza un lavoro ci sono ben 18mila stagionali che lavoravano in alberghi, ristoranti, negozi delle località turistiche, in primo luogo dei laghi. Confidiamo che il settore ricettivo possa riprendersi ma considerata l’incertezza attuale, è obiettivamente difficile fare previsioni. Bisogna quindi garantire un reddito a questi lavoratori e alle loro famiglie. Fino ad ora ci ha pensato solo il governo nazionale”, commentano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136