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Trento: “Un’astrazione linguistica dai toni freddi: fra poesia e teoria”

lunedì, 20 maggio 2019

Quando:
21 maggio 2019@17:30–18:30 Europe/Rome Fuso orario
2019-05-21T17:30:00+02:00
2019-05-21T18:30:00+02:00

Luigi Siviero (Trento, 1977), eclettica figura di documentato saggista sul mondo dei fumetti, ma anche poeta con incursioni nell’universo del poetry slam ed anche romanziere, per non far mancare nulla ad una onnivora curiosità culturale, sarà ospite domani, martedì 21 maggio alle 17.30 nella sala degli affreschi della Biblioteca comunale di via Roma.

Siviero darà prova di questo eclettismo funambolico con una “tripla” presentazione, affiancato dal giornalista Carlo Martinelli. Si inizia con Dopo il Crepuscolo dei Supereroi, ovvero Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion (Eretica edizioni, 220 pagine, 16 euro) dove il nostro analizza come Grant Morrison abbia voluto restituire una dignità e un senso alla figura del supereroe sfornando Animal Man, Arkham Asylum, Doom Patrol e JLA. Il testo di Siviero, di sicuro interesse per chi voglia informarsi su parte della sterminata produzione fumettistica, è anche scandaglio su un’epoca importantissima del fumetto americano e inglese.

Un’astrazione linguistica dai toni freddi (Montag edizioni) è invece una raccolta di quarantotto poesie attorno ad un filo conduttore: la ricerca formale che ruota attorno a un predominio della forma poetica esteriore sul contenuto. L’autore cristallizza il panorama del linguaggio contemporaneo, che gli provoca disagio, in liriche ambigue e ammiccanti che sembrano comunicare qualcosa ma in realtà nascondono un vuoto profondo.

Una sorta di nichilismo in forma poetica che in qualche modo torna anche – e siamo alla terza “creatura” di Siviero – anche nel suo romanzo d’esordio, Il tramezzino (anch’esso del 2018 come i titoli precedenti, centoParole edizioni). Qui siamo in una odissea urbana e mentale dal tono grottesco, nei meandri di una quotidiana incompiutezza. Un viaggio nella mente di uno scrittore affascinato dal suicidio, dall’architettura dei giroscale, dall’Ismaele del “Moby Dick” di Melville, dalla logica formale e dalle incisioni Escher. Il fugace incontro tra uno scrittore e un attore – accomunati da un tramezzino mangiato in un bar – innesca un racconto circolare, ipnotico, dagli inquietanti risvolti. ll marchio di fabbrica di Luigi Siviero.

 



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