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«Rigoni stern»: Silvia Giorcelli Bersani ha vinto la 10a edizione

venerdì, 18 settembre 2020

Quando:
20 settembre 2020@23:00–21 settembre 2020@00:00 Europe/Rome Fuso orario
2020-09-20T23:00:00+02:00
2020-09-21T00:00:00+02:00

È andata alla storica torinese Silvia Giorcelli Bersani, autrice de «L’impero in quota» (Einaudi), il decimo premio «Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi». La proclamazione del vincitore e la cerimonia di consegna del premio si sono tenute ieri sera al Centro Congressi di Riva del Garda. A contendersi il premio c’erano anche l’antropologo Annibale Salsa, fra i più importanti studiosi della montagna italiana, con «I paesaggi delle Alpi» (Donzelli), lo scrittore svizzero Arno Camenisch con «Ultima neve» (Keller, traduzione di Roberta Gado) e lo studioso tedesco Werner Bätzing con «Die Alpen» (WBG).

«“L’impero in quota” ricostruisce con grande ricchezza di fonti -recita la motivazione della giuria, composta da Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Filippi, Mario Isnenghi e Daniele Jalla- il secolare rapporto tra i Romani e le Alpi: militare, sociale e culturale. Il felice piglio narrativo rende l’erudizione un grande e sfaccettato racconto. L’approccio antropologico-culturale si apre in altre dinamiche molto attuali sull’abitare oggi in montagna e sul ruolo delle Alpi in Europa». La studiosa ha osservato come ai Romani le Alpi non piacessero molto, visto il clima e la natura ostili e la loro lontananza da Roma, anche se poi avevano saputo coglierne e valorizzarne -accanto all’importanza geo-strategica- anche la grande ricchezza di materie prime e dunque il loro ruolo di potenziali incubatori di sviluppo economico. Contestualmente avanzava la «romanizzazione» degli abitanti indigeni, in un processo di assimilazione con la dominante -voluto o forzato- che finì per essere fertile di sviluppi per entrambe le parti.

 

Giovedì sera è stato assegnato anche il premio «Guardiano dell’arca Osvaldo Dongilli», istituito nel 2017 dal Comune di Riva del Garda in ricordo di Osvaldo Dongilli e andato quest’anno al violoncellista trevigiano Mario Brunello per aver portato, con i suoi concerti sull’Etna, sulle Dolomiti e sul monte Fuji in Giappone, «la musica in montagna e la montagna nella musica, contribuendo ad arricchire entrambe di emozioni e valori inediti, e portando un pubblico eterogeneo ma via via sempre più coinvolto ad apprezzare -insieme- il silenzio dei grandi spazi incontaminati, i suoni del bosco e della natura e i capolavori dei grandi maestri della musica». Brunello, che ha anche eseguito la Sarabanda di Bach col suo pregiato violoncello Maggini dei primi del Seicento, si è detto convinto che il suo strumento sia contento quando viene portato a suonare in montagna e fra i boschi, come la foresta di Paneveggio, perché si ritrova nel suo ambiente d’origine e fra i suoi discendenti, gli alberi secolari che tante casse armoniche hanno fornito ai liutai fin dai tempi remoti.

 

In apertura di serata l’archivista Ilaria Zacchilli ha illustrato invece il lavoro di classificazione dell’archivio lasciato da Rigoni Stern nella sua casa in val Giardini ad Asiago: svariati metri cubi di lettere -ai familiari, agli editori, agli altri scrittori suoi contemporanei- agende su cui registrava anche in guerra gli eventi principali della giornata, e da cui sarebbero scaturiti alcuni suoi capolavori come «Il sergente nella neve», ma anche racconti giovanili, che testimoniano di come la sua vocazione di scrittore si sia manifestata fin dalla tarda adolescenza, e non soltanto dopo il suo ritorno dalla guerra, come si riteneva fino ad ora.

 

Nel prossimo anno, in occasione del centenario della nascita, la figura dello scrittore asiaghese sarà al centro di un’intensa opera di approfondimento e valorizzazione, promossa dal Comune di Asiago e portata avanti da un comitato nazionale, che vedrà oltre alla valorizzazione dell’archivio, destinato a essere ceduto dalla famiglia al Comune, informatizzato e messo a disposizione dei ricercatori nella biblioteca civica, anche l’organizzazione di convegni ed eventi di livello internazionale.

 

Il premio è attualmente sostenuto dai comuni di Asiago e di Riva del Garda, dal Consiglio regionale della Regione Veneto, dalla Provincia autonoma di Trento, dal gruppo Itas Assicurazioni, dalla Rigoni di Asiago, da Federcaccia, da Riva del Garda Fierecongressi, dal Circolo Ars Venandi e dal Museo degli usi e costumi della gente trentina.



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