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Sonico: inaugurata la casa della memoria nella caserma dell’ex polveriera. Pasquini: “Luogo del ricordo”

martedì, 2 giugno 2015

Sonico –  Inaugurata la casa della memoria di Sonico nella casermetta dell’ex polveriera che fu bombardata dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una cerimonia tocca che ha visto la presenza di sindaci dell’alta valle, masonico 10 anche di cittadini e persone che ricordano gli eventi del maggio 1944. Il giovane Giacomo Mottinelli, operaio diciassettenne, che collaborava con i partigiani passando alla 54° Brigata Garibaldi informazioni sui nazifascisti e sottraendo munizioni e armamenti, sarà ricordato nel nuovo museo, realizzato per commemorare le vittime civili e militari della guerra, i deportati politici e razziali, gli internati militari e i partigiani.

LA CERIMONIA

In mattinata a Sonico si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del museo “Luogo del ricordo- La polveriera”. Presente il sindaco Gian Battista  Pasquini, i sindaci dell’Alta Valle Camonica, tra questi Luca Masneri (Edolo) Stefamo Gelmi (Malonno) Luigi Martino Martinotta (Corteno Golgi) e Gian Battista Bernardi (Berzo Demo), il consigliere regionale ed ex sindaco di Sonico, Angelo Fabio Fanetti, quindi  le autorità militari, il Maggiore Salvatore Malvaso e il comandante della Guardia di Finanza di Edolo, oltre alle associazioni e ai cittadini. Presente l’artista camuno Edoardo Nonelli, che tra l’altro ha arricchito con una ventina di illustrazioni del nuovo libro “La terza età della Resistenza ” di Tullio Clementi e Luigi Mastaglia, che è stato presentato nella serata di sabato a Sonico, quindi .Ezio Gulberti e Claudio Toninel.

All’inizio della mattinata la presentazione del progetto “Un’ idea un Progetto”, da parte di Ezio Gulberti, consigliere provinciale Associazione Fiamme Verdi, quindi l’inaugurazione del “Luogo del Ricordo – La PolverieSonico monumentora” e la benedizione del monumento da parte di don Bruno Colosio. Quindi i saluti del sindaco di Sonico, Gian Battista Pasquini e il discorso ufficiale di Claudio Toninel, vice Presidente Nazionale Associazione Divisione Acqui, Al termine la celebrazione della Santa Messa.

IL MUSEO 

La polveriera di Sonico venne ideata ne 1906 ed è soprattutto nelle seconda guerra mondiale che la sua storia diventa tragicamente importante. I partigiani dal Mortirolo effettuarono numerose incursioni per capire l’effettiva presenza di armi, esplosivi e munizioni. Il 28 marzo 1945 alcuni partigiani furono incaricati di scendere ad avvisare la popolazione, tramite i parroci di Garda e di Rino, che gli alleati stavano per bombardare la polveriera dove era conservato arsenale bellico tedesco. Intorno alle 13 del 29 marzo 1945,la polveriera viene bombardata. Da allora sul luogo è rimasto lo scheletro di quello che era luogo di morte.

Ora la polveriera è stata restaurata, lasciando lo scheletro a cielo aperto così come è stato visto per 70 anni da chi passa sulla strada tra Sonico e Rino. Nel giorno della festa della Repubblica è stato restituito alla storia ed alla memoria ed entra nel grande circuito dei luoghi del ricordo. Si tratta di un edificio di 66 metri quadrati.

L’11 ottobre 2012,viene stipulato con il Comune di Sonico (nella foto sotto a destra il consigliere regionale ed ex sindaco Angelo Fabio Fanetti con alcuni partecipanti alla cerimonia) un protocollo d’intesa per l’utilizzo da parte dell’Associazione Fiamme Verdi dei terreni e dell’immobile per una durata di 7 anni. Inizia così il progetto reso possibile grazie al contributo della stessa Amministrazione comunale di Sonico. Il progetto di questo particolare luogo del ricorFanetti a sonicodo è salvaguardare ciò che rimane dell’edifico noto come “ex. Polveriera” di Sonico. Il restauro è di tipo conservativo, ovvero mantenere il manufatto così come si trova.

Il ricordo del bombardamento come episodio generativo del “Luogo del Ricordo” che entra di diritto nel circuito dell’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo. La scultura in acciaio all’esterno è opera di Fabio Peloso, che ha rappresentato come dal caos e dalle brutture della guerra, dal cumulo di macerie nascano tre figure che rappresentano tre forme di Resistenza al Nazifascismo.

Il restauro è opera dell’architetto Pietro Capussela che ha pensato ad un luogo dove la spiritualità, ricordata da ciò che è rimasto dopo il bombardamento, fosse in contrasto con la materialità dei muri e dei ruderi, luogo di memoria, vero e proprio centro di cultura democratica, a pieno supporto dell’educazione alla cittadinanza. Soggetti promotori sono il Museo della Resistenza di Sant’Anna – Stazzema, il Museo Cervi, il Museo Diffuso di Torino; Casa-museo di Facio, il Museo audiovisivo della Resistenza, il Museo della Brigata Val di Vara, il Museo della Deportazione di Prato, il Museo della Fine della Guerra di Dongo e le Stanze della Memoria di Siena.

 


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