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Edolo, l’Università della Montagna riferimento nazionale. Intervista alla professoressa Anna Giorgi

venerdì, 24 marzo 2017

Edolo – L’Università della montagna di Edolo (Brescia) è oggi una realtà nel panorama degli atenei italiani e dell’arco alpino. Un riferimento per i giovani che intendono rimanere lontani dalle grandi città e che puntano sulle attività tradizionali, ad esempio agricoltura, e sugli agriturismi.

Abbiamo intervistato la professoressa Anna Giorgi (nella foto), docente dell’Università della Montagna e direttrice del Centro interdipartimentale GeSDiMont della Statale presso il polo di Edolo. L’ateneo conta 250 studenti, organizza seminari a livello internazionale e cerca di dare risposte al cambiamento climatico e al nuovo contesto socio economico delle aree montane. Docenti dell’Università di Milano insegnano anche nell’ateneo in Alta Valle Camonica e alcuni sono esperti Forestali che risiedono in terra camuna. L’attività a un basso costo e alcuni progetti sono finanziati in base ad un accordo con il MIUR che nel quinquennio 2011-2016 ha stanziato un milione di euro per l’università di Edolo. Inoltre Unimont è riferimento per le regioni alpine.

Anna Giorgi Edolo

Professoressa Giorgi quali sono i vostri progetti?

“Stiamo cercando di dare risposte concrete a fenomeni quali lo spopolamento delle montagne e a un utilizzo della montagna finalizzato solo a scopi turistici. Invece la nostra proposta è trovare un equilibrio e puntare sul mantenimento della popolazione con attività lavorative sostenibili che vanno dall’attività primaria a turismo e servizi”.

Come si colloca l’università di Edolo?

“I primi corsi sono nati 19 anni fa e negli ultimi anni c’è stata una crescita con interesse crescente da parte di giovani a livello nazionale, infatti dei 250 studenti che frequentano l’ateneo di Edolo, la metà proviene dalla Lombardia, un altro 20% dal Nord Italia e la restante quota dal centro Italia. Abbiamo anche uno studente che arriva dalla Calabria e che intende implementare un’attività agricola nella sua terra d’origine”.

Che indirizzi hanno frequentato alle Superiori?

“Fino a qualche anno fa erano in prevalenza studenti usciti dalle scuole professionali, oggi ci sono anche liceali che frequentano l’università di Edolo con l’obiettivo di lavorare nel settore primario, in montagna, nei campi e in attività agrituristiche. E’ un cambiamento culturale che stiamo portando avanti e qualche soddisfazione l’abbiamo già avuta”.

Come nasce questo interesse?

“I nostri studenti vogliono riscoprire sempre più la montagna, utilizzare i nuovi strumenti e nelle scorse giornate due giovani, che dopo gli studi a Edolo hanno avviato un’attività lavorativa in Val Trompia, sono tornati in università per raccontare la loro esperienza. Durante quelle due ore, come in tutte le lezioni, c’è una grande attenzione, un silenzio assoluto e ciò significa che c’è voglia di conoscere e di apprendere”.

Siete riferimento per seminari e il territorio alpino?

“Certamente. Le attività sono state ampliate negli ultimi anni, Edolo è un polo baricentrico per attività in Lombardia e Trentino, in alcuni seminari vengono coinvolte anche le amministrazioni locali, provinciali e regionali, per non dimenticare corsi ad hoc, ad esempio il corso di specializzazione sul turismo sostenibile in aree montane ha avuto un’adesione superiore alle attese ed è stato necessario svolgere una selezione”.

Il futuro?

 ”Vedo questa università come polo a sud dell’Alpi in grado di realizzare idee per una nuova economia montana. Inoltre sarà essenziale creare una rete per le attività in alta quota e anche per gli enti, che avranno così un supporto anche a livello progettuale  delle loro attività”.


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